18 maggio 2009

Oliver Zahm su "The Kooples"

Abbiamo recentemente ricevuto (credo parli del team di Purple), il secondo numero della rivista di The Kooples. Per il primo, abbiamo chiuso un occhio, ma ora è troppo. A Berlino e New York, gli uomini hanno sviluppato un loro stile personale, ma questi brand rivelano il vuoto senza ispirazione del prevedibile stile del giovane uomo francese di oggi. Per la prima volta da un po di tempo, c'è una nuova, emergente scena notturna che sta guadagnando notorietà intorno al mondo, ma questi brand parassiti hanno solo seguito la scia, commercializzando questo nuovo terreno nel peggior modo possibile. Il problema con il look dei ragazzi francesi? é pulito, senza cervello, troppo consapevole e fatto per piacere alle ragazze. Queste campagne irritanti ci costringono a pensare a quanto i francesi siano direttamente influenzati dalle informazioni sulla moda da non poter nemmeno prendere decisioni in materia senza sembrare falsi newyorkesi o senza semplicemente sembrare usciti da una campagna di The Kooples. Ragazzi, potrebbe essere più interessante riscoprire Agnes b! da Purple diary, il blog http://www.purple-diary.com/ (Olivier é il creatore e curatore di Purple Mag, una personalità abbastanza importante nel mondo della moda) http://en.wikipedia.org/wiki/Olivier_Zahm e oops, Olivier non é esattamente d'accordo con me su "The Kooples". http://www.thekooples.com/ Sabato ho fatto un giro nella boutique qui a Lione, e c'era davvero tutto quello che una ragazza dovrebbe indossare per essere alla moda oggi: -abitini/ gonnelline a fiorellini - gonna di pelle/ chiodo - Sarouel / pantaloni "orientali" (quelli morbidi col cavallo basso, per intenderci) -tronchetti neri con zip/ lacci - magliette scolorite/ lunghe/ finto rovinate colori neutri - boyfriend jeans -cose moderatamente borchiate -camice a quadri anni 90 - bf blazer in nero/ blu con stemma e bordi di altro colore Capisco pero perché Olivier sia irritato. Questi tipi di brand propongono stili prefatti, con tutti i capi giusti al posto giusto. Costa tutto un occhio, ma basta entrare e comprare due o tre cose, e si é perfette.Ma attenzione, due o tre capi, perché con solo uno si é assolutamente anonime e scipie, mentre con due o tre ci si fa un look cool. Un po un posto tipo Pinko, o Patrizia Pepe, per intenderci. Si pensa che entrando e comprando il paio di jeans per una cifra ridicola, si sia immediatamente stilosissime. Ma non so perché, la gente piu stilosa (almeno per me) di solito compra nei seconda mano, o nei vintage, oppure ha cose a basso prezzo trovate chissà dove. Da The Kooples ci trovi solo i figli di papà che cercano di sembrare usicti da una notte di sesso droga e rock n'roll, ma spendendo sui 300 euro.Tutti i capi in boutique sono facilmente trovabili ovunque,e ad un prezzo inferiore. Le si vede in giro, a Milano, queste ragazze con borsa Balenciaga, occhiali RayBan nuovi fiammanti, sandali borchiati e tutto il resto.Tutto al posto giusto. Ma non so come, si vede subito che ci hanno pensato su ore, al look, e ci hanno speso milioni. Mai piaciute. Opinione personale, s'intende. Poi ovvio c'é anche chi spende per il look, ma in maniera meno convenzionale, meno riconoscibile, meno loghi e bling bling. Questo mi piace. Chiaro se avessi le finanze andrei solo da Corso Como 10! Pero mi é sempre piaciuto spulciare i vintage e i seconda mano, e meno crearmi degli interi look in boutique. Non credo ci rinuncerei, anche se fossi estremamente ricca. La fin!

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