1 maggio 2009

When Philip met Isabella

Qualche settimana fa ero in biblioteca municipale, reparto moda, e mi sono imbattuta in un libro meraviglioso, When Philip Met Isabella: Philip Treacy’s Hats For Isabella Blow. Conoscevo la collaborazione Isaella-Philip ma ho scoperto nuovi dettagli Traduco liberamente parti dall'introduzione del libro (scusate la grammatica) Philip Treacy è un artista irlandese, nato nel 1967: Viveva con sette tra sorelle e fratelli. Come da tradizione, cominciò a fabbricare cappelli per le bambole delle sorelle, con le piume delle galline che sua madre teneva in giardino. “Mia mamma aveva un macchina da cucire. Non ero autorizzato ad usarla, ma ne ero cosi affascinato che la usavo quando lei andava fuori a dare da mangiare alle galline. Avevo circa 5 minuti a disposizione. Sapevo fare dei punti specali quando ancora nemmeno sapevo cos'erano". Sua sorella era l'unica ad incoraggiare il suo interesse per la moda, ma il resto della famiglia non lo scoraggiava. "Mi ricordo un giorno un vicino disse a mio padre: non pensi sia strano che un ragazzo faccia abiti per bambole? E mio padre disse- qualunque cosa lo faccia felice.Per una persona della sua generazione questo era piuttosto inusuale".
Nel 1985, Treacy lascio la scuola e andò a Dublino per studiare moda e fare cappelli, ma solo come hobby, poiché erano da complemento agli outfit che produceva per il corso. "Nessuno aveva davvero molto tempo per i cappelli perchè era una scuola di moda.
Ma venne un punto in cui ero più interessato a fare cappelli che il resto dell'outfit”. Come esperienza di lavoro, in quel periodo passò sei settimane da Stephen Jones. Studiò alla Royal College of Art a Londra, e "un giorno dissi al mio tutor Shelagh Brown: ‘Che dovrei fare? Cappelli o abiti?’ Lei disse ‘fai cappelli’. Fu pratico, non una grande sorpresa”. Come progetto scolastico, Treacy fece cappelli Ascot per i magazzini Harrods, a Londra.
Claire Stubbs, la sua fashion director, lo declamò nel Sunday Times come “il prossimo grande cappellaio inglese”.
Treacy portò i suoi cappelli a far vedere a Michael Roberts, fashion director di Tatler magazine, e al suo style editor Isabella Blow. “Che bellezza!” disse Blow. Dichiarò più tardi: “Pensai: ‘questo è grandioso. non mi sono mai sentita tagliata cosi’. Era un cappello verde di feltro tagliato come la mascella di un coccodrillo, con denti. Affusolato, elegante, cosi eccitante”. Blow era prossima al matrimonio, e, avendo scelto il tema medievale per il suo vestito, chiese a Treacy di farle il cappello. “Volevo un cappello basato su uno spettacolo del 1930 chiamato The Miracle, in cui compariva Lady diana Cooper- ricorda Treacy- suggerii a Issy che forse poteva essere adatto al matrimonio. Non potevo credere di essermi imbattuto nell’unica persona che non voleva tulle e perle, ma quello, come suo cappello nuziale”.
Prendendo Philip sotto la sua ala, Isabella lo introdusse in un mondo di designers, come Manolo Blahnik e Rifat Ozbek,e fashion editors come André Leon Talley di Vogue America.
Quando Philip lasciò il Royal College nel 1990, si trasferì nel seminterrato di Isabella e suo marito, e allestì uno studio là. “Issy viveva di sopra con suo marito, e il suo cappellaio viveva di sotto, lavorando tutta la notte fino a che non saliva con le sue meraviglie. Poi tutte queste persone pazze cominciarono a presentarsi a tutte le ore della notte per provare i cappelli. Issy e io eravamo come Harold e Maude, in giro per Londra in auto... Avevamo una mostra, o andavamo a comprare libri, o solo fuori per un drink. Tutto quello di cui parlavamo era cappelli". Treacy fu convocato a Parigi per incontrare Karl Lagerfeld, designer capo da Chanel.
“Avevo 23 anni; avevo appena lasciato la scuola; non sapevo nemmeno se chiamarlo Mr Lagerfeld o altro. Ero totalmente intimidito dall’ intero scenario, ma Issy era esattamente sé stessa. Entrò soltanto nel palazzo Chanel e disse : ‘Vorremmo del te, grazie’”. Non solo Treacy fece i cappelli per Chanel quella stagione, ma Karl basò la sua collezione sul cappello bianco a bolla con sciarpa nera di chiffon di seta che Isabella indossava quel giorno.
I cappelli erano stati per lungo tempo fuori moda: “I cappelli venivano associati a vecchie signore e pensavo fosse folle” -disse Treacy- Tutti hanno una testa, dunque ciascuno ha la possibilità di indossare un cappello e sentirsi bene in esso. La gente si sente meglio indossandoli. Ero contro la percezione del cappello di quel tempo e pensai: la cambierò". Le sue creazioni per Isabella vanno da "The Ship", una replica di un veliero del 18mo secolo, "The Castle", basato sulla vecchia casa di Isabella , e altri con cui lei spesso non passava dalle porte. "Presente lo scenario per cui le rose sono rosse e le foglie verdi? Perchè dovrebbe essere così?Odio regole e formule. Sono così noiose. Sono l'opposto della creatività. Le regole sono cose ridicole fatte per essere infrante".Treacy fece cappelli per Valentino, Gianni Versace e Alexander McQueen da Givenchy. Aprì il suo negozio nel 1994, una porta accanto a quella di Isabella. Gli piace mangiare lo stesso pranzo tutti i giorni: due uova, patatine, fagioli, un toast e té. BIOGRAFIA
1967 nasce a Ahascragh, County Galway, Ireland 1985 Studia fashion design al National College of Art & Design, Dublin 1988 Royal College of Art, London , dove si specializza in design di cappelli 1989 Lavora con John Galliano and Rifat Ozbek. Incontra Isabella Blow 1990 Si laurea al Royal College come primo della classe. La sua collezione finale fa scalpore. 1991 Apre uno showroom e un laboratorio di cappelli a casa di Isabella in Elizabeth Street. Comincia una lunga collaborazione con with Karl Lagerfeld. Lancia la Treacy ready-to-wear collezione di cappelli Vince il British Accessory Designer of the Year award: lo vincerà 5 volte negli anni 90 (91, 92,93, 96,97) 1993 Prima sfilata alla London Fashion Week. Naomi Campbell, Christy Turlington e Kate Moss fanno da modelle. 1996 Esibizione alla Biennale di Firenze 1997 Lancio di una collezione di accessori, borse, guanti e sciarpe. Esibizione al Victoria & Albert Museum, London. 1999 Disegna cappelli per la collezione alta moda di Alexander McQueen per Givenchy a Parigi e per Karl Lagerfeld da Chanel. 2000 Prima sfilata di alta moda di cappelli a Parigi, diventa il primo designer di cappelli a sfilare alla Paris couture week. 2001 Collabora con l' artista Vanessa Beecroft per la Biennale d arte di Venezia. 2002 When Philip Met Isabella: Philip Treacy’s Hats For Isabella Blow , Design Museum, London. 2005 disegna i cappelli per il matrimonio del principe di Galles con la duchessa di Cornovaglia (Carlo e Camilla) http://www.philiptreacy.co.uk/ Isabella Blow
La sua vita pubblica comincia quando nel'83 fu presentata alla direttrice dell'edizione americana di Vogue: Anna Wintour. Fu inizialmente assunta come sua assistente, ma non molto tempo dopo diventò l'assistente di Andre Leon Talley, attualmente redattore capo di Vogue. Mentre lavorava a New York strinse amicizia con Andy Warhol e Basquiat. Nel 1986 tornò a londra per lavorare con Michael Roberts, allora fashion director delle riviste Tatler e Sunday times Style. Nel 2002 in un'intervista con Tamis Blanchard, dichiarò che indossava cappelli stravaganti per una ragione pratica: per tenere chiunque lontano da lei. “La gente dice: posso baciarti?e io rispondo no, grazie mille. Questo è il motivo per cui ho messo il cappello arrivederci. Non voglio essere baciata da chiunque ma solo dalle persone che amo”.
Isabella aveva un talento naturale per la moda e buone idee per i futuri trend. Scoprì Alexander McQueen e acquistò la sua prima collezione per intero per 5,000 sterline, pagandola in rate settimanali da 100 dollari. Dopo aver conosciuto Sophie Dahl, la Blow la definì come una grande bambola con il cervello e la rese famosa lanciando la sua carriera.
Nel 2002 diventò la protagonista di una mostra, una serie di schizzi e fotografie che la raffiguravano mentre indossava i cappelli disegnati da Treacy. Scoprì anche altri talenti nel mondo della moda come la modella Stella Tennant
Muore nel Maggio 2007 all'età di 48 anni,compiantissima, per suicidio, il suo terzo tentativo in pochi anni, a causa di una depressione. Il funerale si svolge nella cattedrale di Gloucester. Sulla bara campeggia un cappello di Philip. Tutto il mondo della moda è presente. Tutti con un capello, of course.

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