13 luglio 2009

I SEI DI ANVERSA

Non appena i parigini cominciarono ad accettare l’invasione giapponese nella moda, nel 1985 si annunciò un’altra rivoluzione: sotto il nome di “I sei di Anversa”, Ann Demeulemeester, Dries Van Noten, Martin Margiela, Dirk Bikkembergs, Walter van Beirendonck e Josephus Thimister presentarono insieme le prime creazioni, conquistandosi subito la fama di “giovani selvaggi”. In realtà, dichiarò Margiela, “noi siamo i figli degli stilisti giapponesi, di rei Kawakubo e Yohji Yamamoto”. Con l’estetica dell’incompiuto tolsero ai giapponesi il testimone dell’avanguardia per portarlo nei 90. Tutti sono diplomati alla severissima Accademia Reale di Belle Arti di Anversa, e hanno in comune l’interesse per il singolo capo, con cui ognuno fa quello che vuole. “Non è nostra intenzione creare un look”, spiega Dries van noten, il primo della banda a mettersi in proprio nel 1985. Martin Margiela nel 1985 si trasferì a Parigi, dove collaborò per tre anni con Gaultier prima di mettersi in proprio. Martin è diventato presto uno stilista di culto. Non rilascia interviste e non si è mai fatto fotografare, la sua etichetta è un semplice pezzo di stoffa bianca, i suoi modelle decostruiti hanno la fodera e le cuciture all’esterno, oppure le spalle o la vita spostate. Nel 1997 il tradizionalissimo brand Hermés gli affidò la collezione donna. Di culto la sua esibizione al museo di Anversa per il ventennale della sua carriera.
Walter Van Beirendonck lavora per lo stilista Gianfranco Ferrè per il quale disegna la linea di abbigliamento sportivo Rhinosaurus Rex, fino al 1992. Dal 1983, lo stilista inizia a realizzare le proprie collezioni, ispirate alle arti visuali, alla letteratura, e dalle influenze etniche. Le inusuali combinazioni di colore, e le forti influenze grafiche sono le principali caratteristiche delle sue creazioni.Nel 1995 il suo marchio viene ribattezzato Wild and Lethal Trash. Nel 1997disegna i costumi per il PopMart Tour degli U2, mentre nel 1998 cura la realizzazione delle divise dei ciclisti della nazionale del Belgio. Nel 1999, gli viene riconosciuto il titolo onorifico di "ambasciatore culturale per le Fiandre".Oltre al lavoro di stilista, Walter Van Beirendonck ha anche lavorato come insegnante alla Royal Academy of Fine Arts di Antwerp per dodici anni, dal 1984 al 1996.. Famosa la sua collezione del 2008 “Sexclowns”, con cappelli a forma di pene e capi ispirati agli avatar
Anche Anne e gli altri nel frattempo avevano raggiunto il successo. Anne vive e lavora in Belgio, ed è una stilista che non oserei definire di culto. Famosa la sua collezione del 1997, fatta di camicie bianche che sembravano scivolare dalle spalle e i pantaloni che restavano appoggiati ai fianchi per miracolo.
Dirk Bikkembergs è diventato particolarmente popolare tra i ragazzi nel 2000, dopo aver lanciato la linea di moda 'Bikkembergs Sport'.
Thimister ha debuttato al fianco di Karl Lagerfeld come assistente della linea maschile, in seguito ha raggiunto Jean Patou. Nel 1991 ha assunto la direzione artistica del prêt-à-porter e degli accessori di Balenciaga. Nel 1997 ha creato la propria maison de couture, prêt-à-porter e accessori battezzata Thimister Paris. Nel 2006 ha lavorato per Charles Jourdan, poi non si sa. Dries venne descritto dal New York Times come "uno degli stilisti più cerebrali". Prima ancora di ottenere la laurea, le collezioni create dallo studente attirano l'attenzione di Barney's. Nel 1985, Van Noten fonda la propria casa di moda. Il suo stile è caratterizzato dall'utilizzo di stampe, spesso etniche, colori e tessuti originali, e capi costituiti a più strati. L'utilizzo di forme classiche abbinate a materiali tecnologici e sperimentali, per la realizzazione di capi nell'antica tradizione sartoriale, rappresentano la principale strategia commerciale dello stilista. Il marchio produce esclusivamente pret-a-porter, e nessuna collezione di alta moda. Lo stilista ha spiegato che non gli piace l'idea di mostrare abiti che poi gli acquirenti non troverebbero nei negozi.Dries van Noten è anche famoso per il fatto di non fare assolutamente ricorso alla pubblicità per promuovere le proprie creazioni. Non dimentichiamoci che la prestigiosa accademia di Anversa ha sfornato altri stilisti come Veronique Branquinho, Bernhard Willhelm, Stephan Schneider e Bruno Pieters.

1 commenti:

  1. ma leggere almeno wikipedia?2 aprile 2012 00:50

    martina margiela non fa parte dei sei di anversa. ciao.

    Walter Van Beirendonck
    Ann Demeulemeester
    Dries van Noten
    Dirk Van Saene
    Dirk Bikkembergs
    Marina Yee

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