19 agosto 2009

Leigh Bowery

Avrete senz'altro notato nella collezione fall 2009 di Alexander McQueen, un riferimento esplicito a Leigh Bowery. Per chi non sapesse chi è...
Leigh Bowery nasce in Australia nel 1961, e arriva a Londra nei primi anni '80, una Londra dove inizia a frequentare i locali più cool e dove conosce Tony Gordon che lo invita ad aprire il Taboo. Il Taboo è in Leicester Square, dove Gordon tra l’altro chiama a collaborare alla costruzione dell’Evento Opening anche Angela, ballerina dei Frankies goes to Hollywood, gruppo in voga nella Londra di quegli anni che aveva lanciato un pezzo musicale che divenne un'altra icona per gli eighiets, ovvero Relax. L'inaugurazione del locale è nel gennaio del 1984. Subito il Taboo diventa un luogo e punto di riferimento per l'arte visiva e musicale di quel periodo. In un’intervista Bowery descrive i suoi sentimenti riguardo a questo club: "Taboo è il riflesso dei miei vestiti e delle mie attitudini, il nome Taboo in realtà è un gioco, perché non c'è nulla che tu non possa fare in questo posto, il mio lavoro al Taboo è una sorta di cabaret, il Taboo deve essere un luogo dove le persone possono sentirsi libere di essere qualsiasi cosa con qualsiasi altra o diversa identità da quella prestabilita. Avevo aperto il Taboo per divertirmi, per esprimere la mia creatività". Bowery decide di realizzare da solo gli inviti per l'inaugurazione prepara delle immagini che ritaglia da riviste di nudo e poi le autografa, incollandole su pezzi di cartone colorato comprato nei grandi magazzini emulando atteggiamenti di Warhol.
Nel Taboo Bowery inizia le sue performance, iniziando a creare vestiti auto-prodotti che indossa giocando sul cambiamento anche dei codici di appartenenza sessuale. Egli unisce anche un'attenzione nei confronti dell'arte orientale parallelamente all'uso della plastica, forse ripresa dai giocattoli gonfiabili da piscina che in quegli anni tra l'altro si ispiravano ai manga giapponesi, e passando per la optical art degli anni sessanta, arriva ad abbigliamenti legati al fetish e a hard core e sadomaso. Bowery esalta la sua sproporzione e inizia sin dai suoi primissimi esordi a proporre il suo corpo flaccido e decadente, suggerendo la sua bellezza " brutale " a ballerini, coreografi, pittori, e reinventando continuamente con sorpresa il suo corpo e la sua immagine. John Galliano rimane colpito dal suo look e lo utilizza in molti spettacoli. Bowery cita anche nel suo modo di abbigliarsi e di muoversi i clown e cerca di introdurre un’ angolatura appassionante dello strano e del fuori luogo. Del suo modo di fare arte Leigh Bowery affermava che non voleva essere assolutamente un arte che avesse a che fare con le noiose classi medie e che doveva essere un arte che investisse, ipnotizzasse il suo spettatore, trascinandolo in un moto liberatorio. Egli diceva che poteva diventare un opera d'arte, nello stesso momento in cui indossava uno dei suoi vestiti e parlava, si muoveva, sia agitava, nel suo modo punk di saper fare, diceva che da solo era in grado di attrarre molto più di tanti quadri che si possono trovare nel musei. Molto attratto dall'arte classica e rinascimentale ma anche dal gruppo di azionisti Viennesi, Bowery conosce negli anni di Taboo anche John Maybury e Cerith Van Evans e molto spesso appare nei suoi film. Partecipa in quegli anni ad una mostra di Arte Alternativa al Piccadilly Circus dove una casa produttrice di cartoline postali chiamata la Clive Ross gli chiede di partecipare alla propria campagna pubblicitaria. Le performance di Bowery possono essere accostate anche e riferirsi iconograficamente anche a certo cinema degli anni '70 in particolare ad Arancia meccanica di Stanley Kubrick, film che probabilmente colpisce il suo immaginario, e che tra l'altro è ripreso in particolare nella scena dello stupro “ di porcellana”, nella sua performance durante la Fete Worse than death, realizzata a Londra nel 1994, che egli denomina " Birth" . In occasione di questa sorta di grande party al quale parteciparono moltissimi artisti Bowery conobbe Damien Hirst, “Farmacista di Notting Hill”, che lo colpisce notevolmente e con il quale rimarrà in contatto sino alla morte, la notte di capodanno del 1994.
Leigh Bowery è stato un punto di riferimento per la musica, il look, l'arte degli anni '80, una sorta di icona che ha contaminato e influenzato gusti, e tendenze di una generazione e che ancora oggi trova seguito, è stato definito un’icona dell'oltraggio quando tutto il resto era inserito nello sterile conformismo yuppie, come sottotitola l'unica sua biografia scritta da Sue Tilley.
Ha disegnato costumi per Michael Clark, primo ballerino moderno britannico e ha partecipato come performer ai suoi tour. Ha iniziato a creare delle scioccanti performance a Londra continuando a lavorare e poi posando per Lucien Freud, per il quale divenne una musa e un modello, esponendo parti del suo corpo nudo e voluttuoso e realisticamente carnale sia alla Tate Gallery di Londra che a New York.
Lo stesso Boy George, cantante pop della Londra degli 80, amico di Bowery e partecipe e sperimentatore di nuovi sistemi musicali, dice "fu l'arte moderna vivente. Un' immagine che ha contaminato e influenzato la cultura londinese e oltre”.

0 commenti:

Posta un commento



GRAZIE MILLE PER LA VISITA, TORNA PRESTO!



THANK YOU SO MUCH FOR VISITING, COME BACK SOON!

© ROCK 'N' FIOCC 2013 | DESIGN by FNB