14 luglio 2009

Mad man

La donna anni 50 non avrebbe mai permesso che il marito la vedesse struccata. Andava a letto con fondotinta e mascara e, appena lui si addormentava, correva in bagno a detergersi. Dormiva su un cuscino di seta per non spettinare la messa in piega. Poi si svegliava un’ora prima del consorte per truccarsi di nuovo.
L’americana alto borghese degli anni Sessanta faceva una fatica terribile a risultare sempre perfetta, secondo le ricerche di Debbie Zoller, manager del makeup nel backstage del telefilm “Mad Man”, la cui seconda serie è minuziosamente ambientata nel 1962.
Ma c’è di più. Siccome andare in palestra non era all’ordine del giorno, per arginare i cuscinetti le donne usavano della biancheria scomodissima: reggiseni che rendevano il seno appuntito e body strizzati. Anche per dormire, naturalmente. Stare bene, all’epoca, equivaleva ad avere una bella immagine, quel che si doveva patire, poco importava. Tutto doveva essere in pendant con la prosperità del boom economico. Perciò mostrare ed ostentare erano due imperativi. Il risultato? Oltre ai seni a punta, un trucco visibilmente studiato. Focus sugli occhi e labbra, acconciature studiate e sofisticate, manicure impeccabili. Quelli erano gli anni della Monroe e di Jackie O. Due modelli di donna diversi, ma con ceri denominatori comuni: eyeliner, sopracciglia perfette e piene, unghie smaltate, mai un capello fuori posto. Non c’erano vie di mezzo, le donne sceglievano se schierarsi con l’una o con l’altra. Le sexy Marylin si bruciavano i capelli a colpi di ossigeno pur di essere platinate, usavano le ciglia finte e i rossetti rossi. Le raffinate Jacqueline dormivano scomode con bigodini in testa, sfoggiavano chili di fondotinta appiccicoso e labbra iridescenti color pastello.
Credo guarderò qualche puntata

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