25 luglio 2009

Mantella

MANTELLA E’ l’equivalente di mantello, vocabolo più usato per indicare lo stesso indumento. Si tratta di un capo vestimentario legato alla storia dell’umanità, già perfettamente definito nella Roma classica come forma e come uso, con tipologie di derivazione principalmente etrusca e greca. Sarà però la clamide, di origine militare e in seguito usata dagli alti militari, a stabilire il modello aulico poi raffigurato nei mosaici ravennati, indossato alla corte dell’imperatore Giustiniano: di forma circolare o semicircolare, chiuso con fibbie su una spalla e completamente aperto sull’altro lato. Dall’ VIII secolo l’iconografia sembra testimoniare come specificità femminile l’impiego di ampi mantelli chiusi, da indossare attraverso un’apertura per la testa, muniti di cappuccio, come vediamo rappresentati indosso alla Madonna. Dal XV secolo, l’indumento, essenzialmente usato per la sua funzionalità, conserva grande raffinatezza e preziosità come simbolo di potere, tanto da venire definito manto. Dopo la metà del XVIII secolo, i primi modelli inglesi di soprabito maschile conquistano la moda europea, da cui rimase escluso il mondo rurale e del proletariato urbano, dove si conserverà più a lungo l’uso del mantello maschile, spesso citato come tabarro.

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