10 luglio 2009

MOSTRE ALL'ESTERO 3

Madeleine Vionnet, puriste de la mode.
A Parigi Al Musée des Arts Décoratifs la prima retrospettiva parigina dedicata alla stilista che rivoluzionò il modo di vedere e vestire il corpo femminile. In mostra fino al 31 gennaio 2010 centotrenta modelli che ripercorrono il suo lavoro dal 1912 al 1939.
Di meriti Madeleine Vionnet ne ha tanti, e altrettante sono le sue responsabilità:sovvertì le regole della moda del suo tempo. ha introdotto per prima le fibre sintetiche, i capi privi di cuciture e bottoni realizzati a partire da un unico taglio di stoffa, il taglio di sbieco rispetto a trama e ordito per capi attillatissimi e geometrici – non per nulla fu detta l’Euclide della moda – e l’abbandono definitivo del corsetto.Senza le sue idee non sarebbe esistito ed esisterebbe tuttora il fascino hollywoodiano degli abiti a sirena che sfiorano il corpo femminile come fossero di seta liquida.
Amatissima dalle dive degli anni Trenta e Quaranta, la stilista francese ha lasciato un’impronta decisiva sulla moda dei secoli a venire sebbene sia ricordata sempre troppo poco spesso, adombrata da personalità più ingombranti che sono diventate icone pop.
dopo la guerra però che iniziò l'ascesa della stilista. Studiò il corpo femminile con precisione matematica perché, pur vestendolo, voleva conservarne la bellezza originaria. Sviluppò i tagli più raffinati partendo dalle semplici forme geometriche del quadrato e del triangolo. Le cuciture dovevano permettere all'abito di seguire la figura e l'idea era rivoluzionaria perché fino ad allora era stato il corpo a doversi adattare alla moda del momento.
l'utilizzo del drappeggio, ispirato ai pepli dell'antica Grecia, e l'uso del taglio obliquo la resero una stilista d'avanguardia che contribuì all'emancipazione del corpo femminile
Vionnet impiegava soltanto crêpe di seta, mussolina, velluto e satin, stoffe morbidissime che potevano adattarsi ai movimenti del corpo. Per poter tagliare obliquamente i modelli faceva produrre i tessuti in altezze extra di 2 metri e il suo fornitore Bianchini-Ferrier creò un materiale appositamente per lei: la crêpe Rosalba, in seta e acetato, una delle prime stoffe artificiali.
Tra i colori Vionnet prediligeva il bianco, in tutte le sue sfumature, e come ricami scelse rose e nodi stilizzati che non avevano soltanto funzione estetica perché dovevano raccogliere la stoffa in punti strategici rendendo superflue altre cuciture. Nei ruggenti anni '20, quando gli abiti da Charleston dovevano necessariamente esibire frange, non utilizzò quelle preconfezionate a metri, ma le fece preparare una ad una, affinché il tessuto conservasse l'originaria elasticità.
Non solo stilista, ma anche imprenditrice accorta, Vionnet documentò ogni suo modello in un "libro dei copyright" e, prima che la legge lo imponesse, offrì alle sue collaboratrici brevi pause, vacanze pagate, sostegno in caso di malattia o bisogno. Organizzò una mensa, un'assistenza dentistica, un'infermeria e persino un proprio ufficio viaggi. La casa di moda chiuse nel 1939 e tutti si dimenticarono di lei molto in fretta. Morì a 99 anni, sconosciuta ai più anche se, forse ancor più di Chanel, pose le basi della moda moderna. La Maison, rilevata dalla famiglia Lummen nel 1988, e riportata in vita nel 2007 sotto la direzione di Sophia Kokosalaki e poi di Marc Audibet, è stata recentemente acquisita da Matteo Marzotto in partnership con Gianni Castiglioni (marito di Consuelo Castiglioni, anima di Marni, ndr). La direzione creativa è stata affidata a Rodolfo Paglialunga proveniente da Prada. Per la "nuova Vionnet" il debutto in passerella è fissato per ottobre 2009 a Parigi con la collezione PE 2010. Parigi le dedica ora una mostra che racconta il suo percorso artistico, bruscamente interrotto dalla guerra, attraverso 130 disegni delle sue creazioni tra il 1912 e 1939
Workshop Missoni: Daring to be Different Fino al 20 settembre, una mostra all'Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra celebra i cinquant'anni di attività della Maison Missoni. A cura di Elisa Della Barba
Workshop Missoni: Daring to be Different1 Luglio - 20 Settembre 2009Estorick Collection of Modern Italian Art
39a, Canonbury Square, London
Nel 1953 Ottavio e Rosita Missoni cominciano a produrre capi in maglia nel laboratorio allestito nel seminterrato della loro abitazione a Gallarate. Da lì si sposteranno poi alla fine degli anni Sessanta a Sumirago, ai piedi del Monte Rosa, attuale sede della ditta. Quando Diana Vreeland, leggenda della moda ed allora direttrice di Vogue America, li incontra nel 1969 definisce il loro rivoluzionario concetto di moda "ingegnoso". Dopo questo incontro, le collezioni Missoni, fra mille sfumature di colori, zigzag e geometrie disordinate, acquisteranno fama internazionale.La mostra Workshop Missoni: Daring to be Different è un'occasione imperdibile per seguire il "dietro le quinte" della produzione dei capi, dalla filosofia dell'idea alla creazione vera e propria.Si svelano anche le fonti d'ispirazione, da trovarsi nelle opere della collezione d'arte italiana della famiglia Missoni, anch'esse in mostra.Tancredi, Balla, Severini: ispirata alla natura e al Modernismo europeo, l'estetica di Missoni richiamò così tanto la volontà del Futurismo di elevare ogni aspetto della vita da un ruolo funzionale a più alte aspirazioni artistiche che la giornalista di moda Maria Pezzi nel 1979 definì gli abiti "pezzi da museo, che possono essere indossati".In mostra anche un gran numero di abiti firmati Missoni tutti da guardare da vicino, i collage patchwork realizzati da Ottavio, da lui chiamati "Nuovi Arazzi", i bozzetti su carta, pannelli con fotografie ed immagini che offrono una sintesi dei cinquant'anni della Maison.Interessante anche il video "Casa di moda" dell'artista turco Ali Kazma del 2009, che documenta l'intero processo creativo.
Fashion&Politik a New York A New York, dal 7 Luglio, in mostra 200 anni di politica espressi attraverso la moda. Più di 100 i vestiti e gli accessori che fanno da specchio ai cambiamenti culturali, ai codici sessuali, al progresso sociale della storia.
Fashion & Politics 7 Luglio - 7 Novembre 2009 Museum at FIT Seventh Avenue at 27 Street, New York City
UNDERCOVER: THE EVOLUTION OF UNDERWEAR 12 Giugno 2009 - 27 Settembre 2009
Undercover traccia l'evoluzione dell'underwear. Esplora temi come il boudoir e il tutti i giorni, "stars and their bras", le ricerche e gli impatti dell'innoazione su quello che portiamo ogg, ecome il cambiamento della pubblicità di biancheria si mescola con i cambiamenti sociali e culturali. L'esibizione presenta una dimostrazione visiva di come la biancheria femminile si è evoluta insieme al cambiamento del ruolo della donna nella socetà. Mostra pezzi di collezioni di marchi come Triumph, La Perla, Christian Dior, Elle Macpherson e Wonderbra

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