1 agosto 2009

Lacoste e Fred Perry

René Lacoste
René ha dominato sul tennis mondiale fino agli inizi degli anni 30. La vera storia del coccodrillo comincia nel 1927. La stampa americana l’aveva soprannominato « Il Coccodrillo », per la sua tenacia sul campo .
Gli avevano promesso una valigia in coccodrillo se avesse vinto una partita importante. Il suo amico Robert George allora gli disegna un coccodrillo che verrà cucito sul blazer che portava sul campo. Nel 1927, René Lacoste fa confezionare per suo uso personale un lotto di camice di cotone bianche in un tessuto comodo e che assorbe perfettamente il sudore, per meglio sopportare il calore sul campo da gioco. Quetse prime camice fanno sensazione. La Federazione Francese di Tennis trova anche un pò indecente la linea stretta dei vestiti. La prima camicia Lacoste è bianca, a maniche corte e "bords-côtes", in un tessuto che diventerà emblematico della marca, il "jersey petit piqué". Nel 1933 René lancia la produzione industriale della polo con il coccodrillo.
FRED PERRY
Alla fine degli anni 40, Fred Perry si associa con Tibby Wegner, un giocatore di football australiano, per creare una marca di abiti. Il primo risultato sarà l’invenzione di un tessuto di spugna dello stesso materiale delle salviette del bagno. La marca si identifica per la presenza di una corona di alloro cucita sul cuore su ogni prodotto. Lancerà le famose polo a bande di colori contrastanti su collo e maniche, che diventerà popolarissima. Fred servirà più del 90% dei giocatori di tennis degli anni 50-60. I più grandi si facevano cucire le iniziali sotto la corona d’alloro. Nella Londra di fine anni 50, un nuovo gruppo sociale ansioso di differenziarsi si impone : i mod.
I mod rifiutano le tenute tristi dei loro padri, vogliono combinare classe con comfort, entrate modeste con aspetto costoso. Fred Perry è perfetto. “E’ elegante e non si rovina con il lavaggio”, dicono. I mod amano gli abiti e i club. Fred gli permette di conciliare queste due passioni: ballare tutta la notte e essere presentabili al mattino presto. Come Lacoste, all’inizio si limita al bianco,poichè il codice di vestiario del tennis impediva le fantasie. I mod però impongono a Fred di allargare la sua palette di colori. Modelli rossi, bordeaux o neri con le strisce gialle diventano dei clsssici. E soprattutto, la marca diventa un segno di indentificazione come mai alcun abito sportivo aveva avuto. I mod si identificano in lui. Figlio di un sindacalista della periferia di Manchester, aveva dovuto combattere per farsi spazio in uno sport riservato ai privilegiati. Adottando la sua polo, i giovani hanno l' impressione di elevarsi al di sopra delle loro condizioni. Fred raggiunge anche la pubblicità. D’un tratto, la sua polo diventa un prodotto d’elite. E quando John Fitzgerald Kennedy o Sean Connery la indossano, è il massimo. Negli anni 90, gruppi come i Blur o gli Oasis hanno fatto tornare di moda la polo. Stilisti come il belga Raf Simons, che ha disegnato la polo del centenario, o Rei Kawakubo, che disegna speciali collezioni per il marchio, si sono inchinati al mito, e la marca ha aperto la prima boutique a Parigi. Dal 1996, Fred Perry è partner di un gruppo tessile giapponese, e ritrova nuova vita sul mercato giapponese e asiatico. Oggi dona carta bianca con la sua collezione "Blank Canvas" a creatori vari.

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