18 ottobre 2009

COLLANT

Anche se abbastanza simile, nella forma, alle medievali “calze brache” maschili, il collant si inserisce d’autorità nella storia della moda assieme al più eloquente simbolo di emancipazione femminile dei primi anni 60: la minigonna. Tra il 1963 e il 1966, le gonne disegnate da una giovane stilista inglese, Mary Quant, balzarono, da una lunghezza che scopriva non più del ginocchio, fino a metà coscia, riscuotendo un travolgente successo tra le generazioni pù giovani. Le minigonne e la successiva creazione della Quant – gli hot pants- mini calzoni appena sotto l’inguine- potevano essere indossati solo con calze lunghe sino alla vita, sia contro il freddo che per non offendere oltre il consentito il comune senso del pudore. In nylon, elasticizzati, spesso colorati con tinte vivacissime, i collant furono tra i principali protagonisti di questi anni, ma, senza scomparire del tutto, videro la loro diffusione severamente ridimensionata da due fenomeni contrastanti che caratterizzarono la moda tra gli anni 70 e 80: il sempre più ampio ricorso delle donne, ormai lanciate verso una crescente “liberazione”, all’impiego di pantaloni e stivali e, insieme, il contraddittorio desiderio di elementi seduttivi, come giarrettiere, reggicalze e guepière.

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