30 settembre 2009

Let me introduce you my friends: (The) Unknown Pleasures

Nome del gruppo: (The) Unknwon Pleasures
Anno di Fondazione: Giugno 2008
Componenti: Andrea Grandinetti (Grando) : Vocals Paolo Mongelli (Paul) : Guitars/Vocals Lorenzo Belli (Lollo) : Guitars Alessandro Boschi (Colo) : Bass Massimo Bercella (Max) : Drums
Nome ep: "Nugae"
Breve Biografia:
I "(The) Unknown Pleasures" si formano nel giugno 2008 dopo la tormentata esperienza con "The Aquatic Adventures of British Dandies" di Andrea e Paolo.
Lorenzo alla chitarra, Alessandro al basso e Aurelio alla batteria si vanno ad aggiungere ad Andrea, il cantante, e a Paolo, il chitarrista.
Le canzoni scritte in precedenza vengono riarrangiate e modificate. Da settembre i cinque sono protagonisti in diverse esibizioni fra locali della provincia di Parma e Reggio.
La band, inoltre, ha partecipato al concorso Emergenza Rock Festival ed è arrivata alla finale regionale alla quale purtroppo, per problemi interni al gruppo, non ha potuto partecipare.
Dal mese di Giugno 2009, dopo quasi un anno di collaborazione, Aurelio Sabini non è piu parte del gruppo.
Alla batteria, al suo posto, arriva Massimo Bercella con il quale fin da subito è iniziato un lavoro di riarrangiamento e composizione di nuovi pezzi in vista di live per promuovere il primo Ep intitolato "Nugae".
Il lavoro è stato registrato con la vecchia formazione a El.Me.Mu.Sa., grazie all'impagabile aiuto di Andrea Carta (voce e chitarra dei Cabin Fever ), che ha registrato e mixato l’intero lavoro.
L'Ep contiene 4 canzoni piu una traccia fantasma.
Stile musicale e Influenze?
Le nostre influenze sono varie in ognuno di noi seguendo però sempre un filo conduttore che porta a sonorità d'oltre manica dei vari libertines, stone roses, oasis, blur, who, smiths, verve ,clash, jam, ecc... Definirci con uno stile vero è proprio è difficile, forse britrock/post-punk è quello che più ci rappresenta. I 4 brani del nostro Ep seguono una stessa linea arrivando a conseguenze sempre diverse, a volte piu melodiche come in "A Light", a volte piu spinte come in "Daily Life".
Concerti Live?
nel corso del 2008/2009 abbiamo suonato in locali di Parma e reggio, con un buon riscontro di pubblico!
Com'è andata la registrazione dell'Ep?
La registrazione dell'Ep è stata un'esperienza intensa, lunga e faticosa. Le notti d'inverno passate a registrare nel nostro piccolo studio sulle colline (senza riscaldamento!!) sicuramente non le scorderemo mai!! Il tutto ci ha sicuramente unito come gruppo, fatto migliorare come musicisti e dato anche la possibilità di sperimentare qualche strumento non convenzionale come liuto, melodica, ecc..
Progetti Futuri?
Al momento la nostra priorità è trovare piu date possibile per suonare dal vivo a Parma e soprattutto anche fuori provincia per promuovere il nostro Ep e fare conoscere la nostra proposta musicale. Per la promozione dell'Ep al momento ci stiamo muovendo per riuscire a vendere/promuovere il nostro lavoro nei negozi d'abbigliamento della città come Latte+, 051. L'idea ci sembra molto interessante e pensiamo che il legame musica/moda sia da sempre molto forte..
Come nasce una vostra canzone?
Mah, di solito così: Paolo arriva e inizia a strimpellare e a fischiettare qualcosa, Grando ci canticchia su e mette la mano sul microfono, il Lollo prova qualche assolino blues e dice di non mettere le mani sul microfono e il Colo fa lo scemo col basso! Poi arriva max con la batteria e da lì si inizia a pensare davvero al pezzo..
Come mai nel vostro nome la parentesi nel The?
Il nostro nome è stato davvero un parto! Riusciti finalmente a trovarlo era rimasto il problema "The o non The?", così abbiamo lasciato le parentesi provvisoriamente, poi ci siamo affezionati e così è rimasto tutt'ora!
Qual è il vostro stile di abbigliamento?
Come per le nostre influenze musicali ognuno di noi ha stili d'abbigliamento diversi, ma tutti radicati nella cultura britannica. Soprattutto alcuni di noi si ispirano a subculture degli anni 80/90 come hard mods/mod revival/casuals/hooligans. In generale il nostro stile è molto semplice ma ricercato, sia sul palco che tutti i giorni: giacca di pelle/Harrington/Monkey Jacket oppure Cappotti Montgomery, polo (soprattutto di Perry) o camicie di Sherman, jeans drainpipe, scarpe da ginnastica Adidas e All Star oppure Clarks e mocassini. Per alcuni di noi l'abbigliamento è un aspetto fondamentale. "Looking good isn't important, it's everything." Ben Sherman
Ep degli UP disponibile al costo di 3€ nel negozio di dischi Music Mille (Viale dei Mille, 88 Parma) e ovviamente durante i concerti della band

men's details

WE ARE COBRAS

Beauty, Dance Behaviour

AUgh, brrr

Queste sono state senza alcuna ombra di dubbio, le scarpe di tendenza più brutte dell'estate Forse le scarpe più brutte mai disegnate e prodotte. Non transigo, sono brutte e basta. Non serve spiegare il perchè, spero!

29 settembre 2009

SAPEURS

Si chiamano Sapeurs e da più di mezzo secolo professano una sola fede: abiti belli e firmati.
Nascono nella Repubblica del Congo, a Bakongo, nelle strade di Brazzaville. Si potrebbe cercare un collegamento tra loro e il conte italiano Piero Savorgnan di Brazza, italiano al servizio della Francia che cercò di salvare questa terra dal colonialismo. L’eroe nazionale però è Andrea Matsoua: arrivato nella prima metà del 900 in Francia con blazer a 3 bottoni e pantaloni bianchi, fu arrestato, e poi tornò in patria vestito di tutto punto.
Da qui l’emulazione dei connazionali. Nacquero così la Sape, acronimo di “societé d’ambianceurs et persone elegantes” (società di persone leeganti che fanno ambiente), e i Sapeurs, dal verbo “saper”, che vuol dire sapersi vestire.
E’ una filosofia di vita, con un manifesto, i suoi adepti (non solo ricchi, anche gente normale che fa sacrifici per vestirsi griffati), i suoi riti (gli inviti a pagamento a funerali e battesimi per dare lustro agli eventi), le sue regole.
Chiunque può diventare Sapeur, l’importante è che conosca e rispetti le regole della loro eleganza. E hanno addirittura una loro scienza: la Sapeologia. Che come rivela il suo più grande teorico Ben Mukasha Monama, ha un unico motto: "Noi viviamo per gli abiti, con gli abiti e negli abiti”.
Daniele Tamagni ha scritto un libro su di loro:"Gentlemen of Bakongo"
Lo ha portato a Brazzaville e dagli adepti che vivono in Europa (soprattutto a Parigi) Regole e riti dei Sapeurs: - La Sape è un’ispirazione divina - La Sape è l arte di far cantare i colori - Mai usare più di 3 colori contemporaneamente - Il Sapeur deve avere una buona educazione, saper parlare il francese e sapersi comportare in società - Il Sapeur deve conoscere a memoria le griffes piu importanti per il movimento (Dior, Versace, Armani…) - Le scarpe sono fondamentali: devono essere di vera pelle, stringate e sempre pulite (le migliori sono di Weston in coccodrillo) - Calze e scarpe sempre dello stesso colore - La cravatta è come un’opera d’arte, se è brutta meglio non indossarla - Le bretelle vanno armonizzate con cravatta, camicia e pantaloni - Il sigaro è un simbolo per eccellenza ma prima di accenderlo bisogna chiedere il permesso al vicino - Bisogna ammirare la moda italiana, francese e inglese ma ricordarsi che l’uomo bianco ha inventato i vestiti e i Sapeurs li hanno trasformati in arte
Il racconto di un Sapeur:
"Prima di mio padre, mio nonno e ancor prima il mio bisnonno, erano tutti stati dei Grand ovvero erano andati a Parigi e ritornati in Congo guadagnandosi così l’onorificenza di Grand, ovvero di aristocratico di eleganza suprema. La mia famiglia è originaria della Costa D’Avorio ma vivevamo a Brazzaville in Congo. Fin da bambino accompagnavo mio padre, che faceva il sapeur, a matrimoni, feste, funerali e a tutti quegli avvenimenti che richiedevano la presenza di un sapeur. Mio padre, come mio nonno e ancor prima di lui mio bisnonno, dormivano tutta la mattina poi, verso mezzogiorno, si facevano portare la colazione in camera e incominciavano la vestizione.
A Bakongo, un quartiere popolare e polveroso di Brazzaville, faceva sempre un caldo torrido e la gente girava con l’ombrello aperto vestita per lo più con calzoncini, ciabatte e maglietta.
Ma i sapeur mai.Verso le quattro e mezza uscivano in abito grigio, cravatta, cappello, camicia sempre di un bianco immacolato e persino guanti neri e bastone da passeggio per andare a presenziare una qualche cerimonia. Da noi, se uno non si può permettere di pagare un sapeur, vuol dire che non sta messo bene e allora la gente fa i sacrifici per affittarne uno. Quando mio padre Wemba usciva di casa, la gente nel caldo soffocante applaudiva e gridava “Sei perfetto, sei un vero Grand”. Essere un sapeur è molto più che vestirsi elegantemente, è una filosofia di vita e bisogna essere ammessi alla “Sociètè d’ambianceurs et personne èlègantes” di Khinshasa. Tutti i ministri e i personaggi più importanti dell’ Africa hanno imparato a vestirsi da mio nonno Bastiàn o da papà Wemba".

The Sartorialist is shooting me!!!

Io e Mr Scott Schuman a Milano (che location orrenda)

Modelle asiatiche

Tao Okamoto: Japanese
Hye Park: Korean-american
Daul Kim : korean
check out her blog:http://iliketoforkmyself.blogspot.com/


GRAZIE MILLE PER LA VISITA, TORNA PRESTO!



THANK YOU SO MUCH FOR VISITING, COME BACK SOON!

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