14 dicembre 2010

RockandFiocc a Istanbul pt.2

Eccomi qui ancora! Secondo post sul mio viaggio a Istanbul. Questa volta parliamo di moda: sebbene io non sia una grande fonte modaiola, come potete vedere... non so davvero come fanno le ragazze che viaggiano tutte truccate e ingioiellate, io meno cose ho meglio sto! In questo casto, Montgomery Benetton, sciarpa fatta a mano dalla mia mamma, jeans Cheap Monday e stivaletti seconda mano. Questa è una delle poche vetrine di designers locali che ho visto. Avrei tanto voluto vedere il negozio di Hussein Chalayan (è turco, lo sapevate?), ma i negozi "importanti", di grandi marche sono solo nei centri commerciali. Stessa cosa per Zara e catene varie.
Comunque non mi sono dimenticata di comprare Vogue Turchia! Adoro prendere il Vogue locale, quando viaggio :) Questo era come me lo aspettavo: pieno d'oro, gioielli, abiti preziosi. Molto bello però! In quanto a negozi sono rimasta a bocca asciutta, in giro c'era poco o niente che mi interessasse. Le catene di moda turca sono veramente bruttine! Però i miei amici mi hanno portato nel seconda mano più grande di Istanbul :) Dentro era incredibile, un sotterraneo enorme pieno di costumi da carnevale, abiti lunghi...
spade...
Tappa obbligata per chi passa in città... IL GRAN BAZAAR! Dovete sapere che la città è piena di negozietti di chincaglierie e oggettini per turisti, ma non ho comprato niente i primi giorni, aspettavo di andare a questo fantomatico bazaar, in pratica un piccolo quartiere coperto pieno di negozietti, più di 1500. Ero super eccitatissima alla sola idea, ma sono rimasta delusa.
Perlopiù si tratta di negozi che vendono imitazioni di borse firmate (un 10 alla finta Mulberry, veramente identica all'originale, e a certi portafogli di Miu Miu e alle Goyard... ma perchè non ho preso nulla?!), oppure gioiellerie con prezzi alti.
I gioielli di sicuro non mancano!
io puntavo a braccialettoni dorati come questi...
o a bellissimi orecchini lavorati...
o ad anelli con le pietre...

e alla fine ho pensato che i braccialettoni sono troppo etnici per me, gli orecchini non li metto (fobia dei lobi che si allungano, non porto pendenti) e gli anelli li perdo tutti... insomma, mi sono fatta regalare da mio papò solo un anello con pietra nera e ho preso il resto per le amiche :)
avete mai visto tanti anelli così ordinati?
babbuccine con pom pom e tipici portafoglietti turchi (non so se sono tipici turchi ma li vendono dappertutto)
ah si?
Poi ci sono le vie del trash. Non so come, ci siamo imbattuti in una via piena di negozi pazzeschi, tipo
Vintage che di vintage hanno solo il nome...
negozi pieni di abiti da sposa puffosi
capi appesi molto in alto...
copriletti eccezionali (io questo lo volevo...)
manichini un po paurosi...
abiti da cerimonia da fare impallidire ...

insomma, ce n'è per tutti i gusti (turchi).
Ovviamente non tutti sfoggiano vestiti come li intendiamo noi...
e ho persino addocchiato un ben vestito! Scusate la foto ma mi nascondevo e non si vede bene.
Il ragazzo indossa una giacca tipo caban con cerniera, pantaloni con piega, Clarks. Direi che è l'unico individuo normo- vestito che ho beccato in 5 giorni. Ops.

Passiamo alla città:
c'è sempre tantissima gente che pesca, e abboccano milioni di pesci!
Come volete che si scriva, se non Taksi? :)
lustrascarpe di lusso
la via "dello shopping" (e l'espressione divertita delle mie compagne di viaggio- mhh )
portavasi carini
dipinti nella funicolare (perchè mai le guide si ostinano a consigliare le funicolari, io non ci trovo nulla di che)
Mtv turca...
tappeto carino con i Bambi!
La guida ci ha portati ad una esposizione di tappeti. Ci hanno spiegato la differenza tra i vari tappeti, le lavorazioni, mostrato vari esemplari. I più pregiati sono in seta, fatti completamente a mano, circa 100 nodi colorati per cm quadrato, mesi e mesi di realizzazione (!!).
Mio papà è un vero fissato di tappeti, da piccola mi portava sempre alle aste, e a casa nostra il parquet è ormai un lontano ricordo, coperto da strati pelosi (attiracapelli, dico io). Eccolo qui che vaglia le opzioni - e cerca di sfuggire agli insistenti turchi (non abbiamo più pavimento libero, papà!)
Foto rubata all'ingresso dell'Hammam. Dovete sapere che siamo andati anche al bagno turco, quello vero! E' una casina così, e dentro c'è la zona massaggi, la sauna, l'idromassaggio... i più coraggiosi di noi hanno pagato per il trattamento completo, e siamo entrati. Dotazione: mutandine e salvietta. Ragazzi, quando noi donne abbiamo aperto la porta della prima stanza sembrava un girone dell'inferno! Una stanza enorme, con una pedana circolare un po sopraelevata al centro, piena di donne in mutande, e mille altre donne tutte intorno, sedute un po di qua e un po di la, in mezzo a vapori, pance e seni.
Il programma è: mettersi al centro della pedana, aspettare sdraiate sulla salvietta il proprio turno godendosi il caldo (boccheggiando), e passare sotto le mani della massaggiatrice di turno, di solito una donnona in mutande (come tutte), che prima (mi) insaponano tutto il corpo, poi (mi) fanno un peeling con un guanto esfoliante (monouso) e poi (mi) buttano secchiate d'acqua fredda addosso (paura!). Il tutto sdraiata con i seni al vento in mezzo ad altre 200 donne. Non proprio una cosa per gente complessata, ecco. Sconvolte da tutto ciò, ci si butta poi nella piscina a 38 gradi, si sta in ammollo un po e si passa al massaggio con olio. Cambio di stanza: saletta intima, lettini, profumo di olio, massaggiatrici (vestite). La mia mi ha sprimacciata tipo cuscino al mattino, sentivo le ossa della schiena che scricchiolavano...poi doccia e fuori, con gli occhi già chiusi dal sonno.
Ma va fatto assolutamente, se vi capita!

Il momento più bello della vacanza è stato di sicuro reincontrare i miei amici turchi, in classe con me in Erasmus a Lione due anni fa. Si chiamano Burak e Nihan, e vivono e studiano a Ismir e a Istanbul. Nihan è bravissima, e sta facendo application e il Gmat per vincere una borsa di studio per un'università americana
Burak mi ha letto i fondi del caffè! Non avevo mai capito bene cosa volesse dire leggere i fondi, ma ora lo so. E'una cosa che non si può fare con il nostro caffè, ma quello turco ha un fondo altissimo (foto a venire), dunque finito di bere la parte liquida si rovescia la tazzina sul piatto, si aspetta che il fondo si raffreddi, si alza la tazzina e si vede che forma ha assunto il fondo.
Da qui la previsione!
Reincontrare Nihan è stato bellissimo, mi sono subito messa a piangere e ridere insieme. Eravamo sempre insieme a Lione, ed è la ragazzza più dolce e carina che abbia mai incontrato in vita mia. Pazzesco rivedersi dopo due anni, a Istanbul poi!
Ed eccoci qua, io con cerata totale antipioggia (che acquisto furbissimo, altro che ombrello!)davanti a S.Sofia (ehm, credo, mi sono persa una parte di visita ai monumenti perchè ero con loro!)

Prossimo e ultimo episodio:cibo turco! Cominciate a leccarvi i baffi

8 commenti:

  1. Che carino questo post!! Comunque volevo dirti che i fonDi del caffé li puoi leggere pure a casa tua, c'è il trucco: non lasciare praticamente nulla nella tazzina a parte i fondi granulosi e lasciali seccare dentro la tazza. Una volta asciugati puoi analizzarne la forma! La mamma di una mia amica (di origine andalusa)ce lo faceva sempre! :D

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  2. Che bello! Quanti ricordi mi hai fatto tornare in mente con questo post!
    Pensavo che fosse diventata piu' modaiola Istanbul, invece vedo che esistono sempre i negozietti super trash! Mi ricordo che anni fa c'erano un sacco di negozi pseudo-italiani: Paolo Armani, Mauro Versace e via dicendo! Da brivido!!!
    E che belli i tappeti che hai fotografato! Anche mio papa' e' fissato con i tappeti e mi ha attaccato la malattia, tra l'altro i nostri sono quasi tutti turchi visto che abbiamo un amico (turco x l'appunto) che li commercia.
    Anche il mio fidanzato dice che sono catalizzatori di acari e capelli e li schifa abbastanza!

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  3. Mi sarebbe tanto piaciuto vederti nel bagno turco.
    Ormai mi sa che l'occidentalizzazione lo puoi trovare anche nel Polo Sud.
    vai col cibo. Qualche settimana fa ho letto un aforrisma, non mi ricordo di chi, che diceva che dalla cucina si capisce molto della cultura del posto.

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  4. Uh... mi sono dimenticata di lasciarti il mio commento sull'esperienza hammam!!!
    Anche a me sarebbe piaciuto andare in un hammam tradizionale in Turchia ma le mie amiche turche mi hanno vivamente sconsigliato l'hammam della loro citta' (Efeso) e cosi' ho rinunciato.
    Due anni fa pero' ho sperimentato l'hammam della Moschea di Parigi e sono rimasta abbastanza traumatizzata :-D
    Stessa sala gigantesca piena di donne nude e stessa energumena che mi ha insaponata, strigliata come un cavallo e affogata d'acqua fredda... figurati che io la pregavo di stare attenta perche' non volevo bagnarmi i capelli! Pero' il massaggio era stato veramente bello e nonostante la scarsa pulizia non mi ero neppure presa qualche fungo o verruca!

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  5. mamma mia che negozi che hai scovato! i manichini sono davvero inquietanti e volgiamo parlare degli abiti da sposa meringosi... dio mio!

    i gioielli invece erano tutti wow! sono curiosa poi di vedere il tuo anello con la pietra nera!

    che carino che è Burak! :P cosa ti ha letto nel fondo del caffè?

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  6. Che bei ricordi :)
    La mia esperienza all'hammam è stata più o meno traumatica come la tua però fatta a Canakkale, in un posto molto meno chic di quelli ad Istanbul. perdevo pezzi verde di pelle, mi stavo mettendo a piangere per la vergogna..
    Tutta quella zona, il fuori Bazar, ha fatto impressione pure a me. Manichini paurosi e vestiti da sposa tremendi, me li ricordo..
    Ho visto qualche negozio carino nelle stradine di Galata, che pure per architettura dei palazzi sembrava un po' Prenzlauer Berg a Barlino.

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  7. Dimenticavo di dirti che dovresti dare un'occhiata al mio ultimo post, sui pantaloni, so che li cerchi da molto e li vuoi fare su misura. Credo siano un trend ormai ma non ho visto ancora nulla di ciò sulla bibbia della moda.
    Al prossimo post sul cibo!:)

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