6 febbraio 2011

Ciao, sono stordita!

Eccomi di ritorno da due giorni a Milano. Che meraviglia sfruttare il weekend a partire dal Venerdì! Ieri ho finalmente rivisto la mia amica Steph, che non vedevo da 2 anni (foto a venire). Sempre bellissima, con le sue amiche belghe ancora più belle e chic, e pure simpatiche(invidia).A Milano oggi c'era un sole stupendo, dunque ne abbiamo approfittato per fare i soliti giretti. Avete visto la nuova collezione di Zara? E' tutta COMPLETAMENTE copiata dalle ultime 2 di Céline, dai top minimal ai tocchi di arancione, alle scarpe color carne (senza suola, aiuto). C'erano molte cosine interessanti. Comunque, non so se oggi fosse scesa in centro tutta la campagna e periferia di Milano, ma la gente si dava le gomitate negli occhi nei negozi. Solita fila fuori Abercrombie (ma perchè??) e abbiamo osato entrare da Bershka, un'esperienza che non vi consiglio, data la musica a palla, le luci soffuse da mal di testa, e le bimbominkia impazzite che si contendono i maglioni di carta. Mio padre mi ha purtroppo vista prima che uscissi di casa Venerdì, mi ha guardata con grandissima disapprovazione, ha cominciato a dirmi quanto fossero inappropriati i miei shorts e mi ha mandato messaggi fino a Sabato tipo: "Hai ancora gli shorts? Mah..." . Volevo fargli vedere l'ultima foto di Cherry Blossom Girl vestita più o meno così, ma non oso, ora si è fissato con Olivia Palermo...

In effetti mi guardavano tutti storto. Vabè, mai visto nessuno in pelliccia e shorts? Ma che volete? A Milano la gente non si fa certo scrupolo nello squadrarti da capo a piedi, di sicuro (anche io guardo tutti, ma almeno cerco di non farmi vedere).Comunque io me ne infischio, i miei shorts di jeans sono troppo comodi e la pelliccia mi tiene caldo.

Pelliccia: vintage
Borsa: Max Mara
t shirt THE HIVES RULES: The Hives
jeans: Stefanel
belt: Zara
shoes...
LE SCARPE!!! Le ho trovate!! Oltre ai miei adorati stivaletti con elastico, ho sempre cercato dei granny boots come questi, neri, allacciati, con appena un po di tacco.
Grazie amica lettrice che mi hai ricordato del negozio Stiù a Ticinese, per la modica cifra di 50 euro ho trovato i granny boots della mia vita! Stiù, amiche, Ticinese, Milano.
Stivaletti in pelle, con suola di gomma, molto carini. Massimo 80 euro, ma ci sono ancora i saldi. Sento che ci tornerò. Già ho fatto due chiacchiere con il venditore, dimostrandogli la mia solidarietà ("anche io ho lavorato in un negozio di scarpe...") e ci siamo scambiati aneddoti su clienti pazzi, haha.
E sono arrivate pure le mie nuove scarpe da casa!
che poi sono scarpe da danza. Carine vero? Quelle di prima erano rosa, volevo cambiare.
Come si è conclusa la giornata a Milano? Con me a Brescia.
Sono arrivata baldanzosa alla stazione di Milano, in tempo, con le mie 4 borse e gli zoccoli che ormai mi avevano sfinita, e sono saltata sul mio treno. Ho abbassato il tavolino, e mi sono addormentata di botto, testa coperta da capelli, immersa nella pelliccia. Mi sono svegliata alla stazione di Mantova. A quanto pare il treno non era il MIO treno. Seguono telefonate ai miei amici che mi danno della stordita, a mio padre che ormai mi odia (ricordiamoci l'episodio del marciapiede del giorno prima) e ricevo indicazioni per andare in un paese sperduto (Piadena??) e riprendere il treno li. Aspetto mezz'ora alla stazione di Piadena, tutti che mi guardano, riprendo il treno, un mini trenino a due carrozze. Sono lì tranquilla che mi leggo il mio New Yorker ...e no! Un tizio mi deve importunare con stupide domande. Faccio grandi cenni con la testa senza rispondere, e continuo con la lettura nel più assoluto mutismo. Non so a che ora arriviamo a Ghedi, cretino. Il tizio comincia a camminare nella mini carrozza (vuota, vi ricordo), fermandosi a fissarmi, proprio davanti a me, ogni due secondi. Poi cambia carrozza, poi torna e si ferma davanti al mio sedile. Dopo 10 minuti di questo giochetto non riesco più a leggere, e mi sento in trappola. Il tizio blocca la porta della carrozza e mi fissa. Aspetto che si volti dall'altra parte per scattare con le mie quattro borse, sbattergli la porta in faccia e precipitarmi verso la carrozza del macchinista, ed entrare ansimando :"posso stare qui con voi??".
Il macchinista mi guarda e mi dice ;"Si, tanto tra poco siamo a Brescia".
A BRESCIA?
A quel punto ho dovuto trattenere le lacrime e chiamare mio padre, che impietosito dalla storia del molestatore (ricordiamoci che io ero praticamente in mutande e pelliccia), parte per venirmi a prendere. Io intanto mi accomodo con i macchinisti (sono 3), che mi introducono a questo bellissimo mestiere, a cui se vi interessa potete accedere tramite un concorso, ma sappiate che i posti sono limitatissimi. Ci sono vari pro e contro... vabè, la lezione sul macchinista ve la faccio un'altra volta.
Insomma, scendo a Brescia, dove uno dei 3 macchinisti si ferma con me alla stazione per accertarsi che io rimanga intatta ( e meno male- ciao belle persone della stazione di Brescia!) , e finalmente arriva quel pover'uomo di mio padre, che mi riconduce a casa-ancora maledicendo i miei shorts.
Ed eccomi qui. E' stata peggio di quella volta che in Francia dovevo prendere il bus e invece la partenza era prevista per il giorno dopo? O di quella volta che ho aspettato tutta la notte da sola all'aeroporto di Lisbona nascosta in un angolo? O quella volta che non avevo le chiavi di casa e ho aspettato nella hall del mio residence l'omino dall'alba alle 10,dopo un viaggio di 10 ore, sdraiata per terra addormentata? Mhh, non saprei.
Comunque, in tutto questo telefono a mia nonna per dirle che torno a casa con papà (pensavo di arrivare a Parma e andare da lei), omettendo il fatto che sono in realtà a Brescia, e mi dice :
"Ah, Giulia, meno male che non vieni qui, è pericoloso! Prima mi è suonato il campanello, e ho risposto pensando fossi tu. Sai chi era? Uno che mi ha detto " se vuoi vengo a leccarti i piedi"!
Ma mamma mia, che gente in giro! Pensa se fossi stata lì!"
...
E stasera (Domenica), se siete a Parma e non sapete che fare, venite al Dadaumpa, il mio amico Alle mette muscia funky dalle 20 alle 24!

8 commenti:

  1. Sono rotolata dal letto dal ridere! Mi sono ricordata di una volta che eroin autobus a Rimini e dovevo scendere in fiera e invece l'autista prende una strada strana e insomma chiedo timidamente quanto manca per la fiera e lui risponde che stiamo in un paesino vattelappesca a 10 km da Rimini e io chiedo di scendere e mi ritrovo a una stazione di benzina che sta chiudendo alle 8 di sera e una fifa addosso! Chiamo mio fratello che m da della cretina e mi viene a prendere dopo 20 minuti di puro terrore! Da allora chiedo sempre all'autista scusi, questo treno/autobus ferma a...?

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  2. Ahaha!!!Con i miei 7 anni da pendolare, di cui 2 in tratta Cremona-Parma, ne ho viste e fatte d'ogni...Addormentarsi e arrivare fino a Bologna, andare a Milano salendo sul primo treno che vedi al binario 1 della stazione di Cremona, convinta che sia il tuo, senza curarti di cosa sia scritto nei tabelloni...E i pazzi maniaci sono un classico delle stazioni e dei treni, potrei raccontarti degli aneddoti agghiaccianti...Insomma, ti capisco!!!Consolati Giulia, la tua presunta storditaggine ti fa viaggiare un botto!!!!
    Comunque, te lo dico se ti dovesse ricapitare, se fossi andata a Piadena eri a 40 minuti da Parma!!!Piadena è tipo 3 barra 4 stazioni da Mantova e da lì hanno fatto una tratta nuova dall'anno scorso che arriva dritta dritta a Parma, se non vuoi andare a Parma torni indietro di 3 stazioni (sembra Monopoli a questo punto) e vieni a dormire da me, con gli zoccoli, gli shorts, la pelliccia e le borsine, in più, mia madre offre ristoro ai viandanti come nel medioevo, e mia sorella è brava a dare conforto morale, insomma fai tu!

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  3. ah, lasciamo perdere i treni, anche a me sono capitate delle disavventure, ricordo che anni fa stavo tornando a Bologna sull'eurostar Venezia- Bologna e una donna di colore - totalmente pazza - pretendendo che i nostri posti fossero suoi, ci ha aggredite verbalmente urlando al razzismo, non si sa per quale motivo, visto che non riuscivamo a parlarle dal tanto che urlava..Noi (io e una mia amica), allibite ed in silenzio, a guardarla mentre questa urlava: "Lo so che credete che puzzo!!!Sentite qua:puzzo, puzzo, eh????Ah, con le vostre idee razziste!! Si, lo so che lo pensate!!! Ma adesso ve la faccio vedere ioo!!!!" E gli altri passeggeri, mica che cercassero di calmarla, no! La incitavano, come nell'arena!! Insomma, noi le gladiatrici inermi davanti alla "belva" e quegli str.. degli altri passeggeri che, come spettatori, si divertivano a infiammarla contro di noi, ragazzine imbelli davanti alla colossa nera.. E poi noi saremmo state le perfide razziste.. mah, la morale della storia, poi, è stata anche più penosa..

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  4. aahahah stpo ridendo come una matta. Non oso immaginare che paura hai avuto in treno con quel pazzo. Una volta nella tratta Torino-Milano un vecchietto mi ferma chiedendomi se il ragazzo che mi salutava dal finestrino fosse il mio fidanzato. Io rispondo Si e lui inizia a parlare di sesso e cose oscene finchè, stanca di questo, cambio cabina. Lui mi segue, ma per fortuna ho trovato altre persone già sedute e così lui se n'è andato. Purtroppo essere donna, in certi casi, è ancora un ostacolo! Valeria

    http://www.luggageandhighheels.blogspot.com/

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  5. adoro!!!!
    grazie per questi 5 min di pazze risate :-)

    una pendolare solidale

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  6. essere donna in Italia in Italia poi e' peggio. Sembra quasi sia consentito dalla legge importunare le ragazze, io qua a Dublino non ho mai visto nessun vecchietto viscido, ubriachi, si' tanti ma nessuno che ti importuna e qui le ragazze la sera vanno in giro mezze nude, con gli shorths e senza calze anche di inverno! Ma e' un'altra cultura, mentalita' diversa...

    Cmq, a me piaceva tantissimo com'eri vestita, fregatene di chi ti squadra, anzi piu' sicura di te sembri meno ti squadreranno!

    Good Luck

    LaVero

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  7. te l'ho ricordato iooo!prego prego :) comunque ce li ho anche io qui comodissimi granny boots, non diffondete troppo la notizia :)

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