30 agosto 2011

Già quasi Settembre che ansia

Lukas è partito verso casa sua, e io affronto Settembre da sola. Che fare? Ansia.
top: H&M (ebbasta 'sto H&M...)
cintura: Zara
shorts: Stefanel
shoes: Steve Madden (modificate)
ben 3 gioiellini?! Sto esagerando, in questi giorni. Ho cambiato il Casio definitivamente con l'orologio da donnina che mi ha regalato la mia mamma per i miei diciotto anni, e oggi porto un bracciale Forever21 e un ciondolo a cuore, sempre della mia mamma.
I sandali di Steve Madden prima...
e ora (scusate il primo piano dei piedi, un po' creepy)

da domani si riparte con i post "normali" (non outfit)!

28 agosto 2011

Sabato 27 Agosto

Eccomi qui, ieri. Giuro ho cercato di sorridere ma non ce l'ho proprio fatta più di così. Sono gli ultimi giorni con Lukas, e non ha tempo per me. Here I am, these are pictures of yesterday afternoon. I swear I tried to smile but I couldn't. These are the last days with Lukas and he doesn't have time to stay with me
aiuto la tristezza.
top, cintura e ciondolo a cuore / top, belt and necklace : vintage shorts: Levi's borsa / bag : Moschino vintage sandali /sandals : Rondini
bella serata in compagnia delle mie amiche, (quasi) tutte riunite in città I've had a nice night with my friends, (almost) all of them in town at the moment
Buona domenica a voi! Have a nice Sunday!

27 agosto 2011

Avedon & Lauren Hutton

7,30 a.m outfit

Quick post del weekend, con foto scattate alle 7.30 di stamani, dopo due ore passate a dormire sotto al mio portico in macchina, perchè mio fratello non ha chiuso bene la porta e non sono riuscita ad entrare (ecco il perchè delle facce non proprio felici). Solo a me capitano queste cose...
T_T
Quick post of the weekend, sorry about my face but I took these shots at 7.30 this morning, after two hours of sleep in my car, since my brother didn't lock the door properly so I couldn't get into the house. Such things can happen only to me, really...
T_T
camicia/ shirt : vintage, regalo di Lukas
shorts: H&M
shoes: Zara
Buon weekend!
Have a good weekend!

26 agosto 2011

Giovedì 25 Agosto

abito Primark - Primark dress
borsa vintage della nonna- my grandma's bag
sandaletti Jil Sander - Jil Sander sandals
La giornata di oggi: -Ieri io e Lukas ci siamo messi daccordo per fare una bella colazione insieme. La mia idea di mangiarci brioches sfuma in un minuto, quando mi ricorda che lui mangia salame e pomodori, a colazione. Ah giá, niente pain au chocolat, caffè al ginseng e musica francese (la mia colazione ideale). Comunque, vado da Lukas, e per esagerare gli prendo una pizzetta (non mini) con i wurstel, un bombolone e mezzo litro di latte. Lui ben contento si mangia tutto sotto i miei occhi amorevoli (mangia che sei magro, mangia), e poi mi dice :¨bene, ora posso mangiare? ¨ Tira fuori un panino enorme con speck, pesto e maionese e se lo pappa. ¨sai com' é, se non mangio questo alle 11 mi viene fame di nuovo...¨
T_T
Camera mia con temperature tropicali, e mio padre fa spallucce. Io che sono praticamente un rettile sono stata bene fino ad ora, ma comicio ad averne abbastanza, per la prima volta ho sperimentato cosa vuol dire sudare nelle gambe... tra l'altro il mio pc è perennemente bollente, mi devo preoccupare? - Un'ora di tennis scoordinato con Luca e Paio - Stasera ho avuto la malaugurata idea di andare al cinema a vedere "Voglia di Tenerezza" ( "Terms of Endearment") con Shirley MacLaine, Jack Nicholson, e una bellissima Debra Wanger. Dopo aver letto su Wikipedia che il film ha vinto Oscar per attrice protagonista, attore non protagonista, miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura, più nomination e premi vari, ho pensato di dargli una chance. Brutta idea. Come al solito al cinema eravamo in 5, due coppie e io da sola (ciò mette tristezza), e come al solito mi sono beccata la storia di cancro con il malato in questione che muore. Non ne posso più, accidenti, basta con 'ste robe. Giuro volevo uscire a metá film. Sono corsa a piangere sulla spalla di Lukas, appena tornato dal lavoro. Mi sento un po Joey con Dawsons, perchè anche Lukas lascia sempre la finestra aperta, io mi arrampico e arrivo in camera sua saltando giu dal davanzale :)

25 agosto 2011

Say you ll be there

Avrete sicuramente sentito Ben L'Oncle Soul alla radio, c'è una sua canzone che viene sempre trasmessa (Seven Nation Army). Il suo album è carino, tutto fatto di cover di canzoni rivisitate in chiave soul. Tipo questa: e l'inimitabile originale: grandissimo capolavoro di video delle Spice, la tutina di Victoria ha lasciato un segno in tutte noi. Spice come mi mancate... p.s comunque tutto torna, ditemi se l'ombretto di Mel B non è uguale uguale a quello della sfilata estiva di Prada! p.p.s: Victoria non cantava veramente mai, poverina

The business of being Paris

Paris Hilton( irriconoscibile!) per V Mag

24 agosto 2011

Un weekend in Abruzzo

Date le temperature impossibili, una Parma deserta, amici impegnati e fidanzato che non ha tempo per me, io e il mio buon amico Michi questo weekend siamo saltati in macchina e ci siamo diretti verso Roseto degli Abruzzi. Last weekend was way too hot to stay in the city, my boyfriend was too busy to stay with me, my friends the same, so my friend Michi and me took the car and we went to Roseto degli Abruzzi, a nice place in the center of Italy Michi ha una casa bellissima sulle colline abruzzesi, vicinissimo al mare.
Con chi altro puoi leggere riviste di moda, prendere in giro i truzzi, fare commenti sulle ragazze e farsi grandi mangiate? Io con la mia migliore amica- e con Michi! Con lui non ci si annoia mai.
Abbiamo conosciuto gente assurda, un urologo ci ha raccontato storie pazzesche (ovviamente non riportabili qui) sul suo lavoro, una ragazza ci ha spiegato com'è fare la hostess sulle navi da crociera (una bomba), ci hanno raccontato le leggende del paese, ho mangiato per la prima volta delle bistecche di tonno appena pescato e la pasta con fagioli e cotiche, ho ascoltato le storie di gioventù e le spassosissime lezioni di vita del padre di Michi, abbiamo riguardato dopo anni "Richie Rich, il bambino più ricco del mondo" (il mio film preferito da bambina), ho scoperto un sacco di nuova musica bella grazie a Michi, siamo giunti alla conclusione che ci piacciono le città e la civilizzazione, e non potremmo mai vivere in un paesino, pur bellissimo che sia.
We met crazy people, an urologist told us crazy stories about his work, a girl told us how it is to be an hostess on a cruise ship, they told us the village's legends, i eat for the first time tuna steaks and pasta with beans, I learned life lessons from Michi's super funny father, we watched "Richie Rich" at the tv (my favourite movie from when I was a child), I discovered a tons of nice music I didn't know thanks to Michi, we jumped to the conclusion that we love big cities, and we could never live in such a small village, even if it's super nice.
Et voilà, altri 4 giorni di vacanza e mare! Sono molto contenta della mia estate
Grazie a Michi per l'ospitalità e la perfetta galanteria che mi ha riservato!
Et voilà, other 4 days of holiday and sea!
I'm very happy about my sumer A big thanks to Michi for his hospitality and for being such a getleman!

22 agosto 2011

The little black dress

Ecco un pezzo molto interessante che ho trovato nel libro su Audrey Hepburn e Colazione da Tiffany di cui vi parlavo qualche post fa. Ci sono moltissimi motivi per amare il nero, come scoprirete leggendo! Nei tempi antichi, il nero era appannaggio esclusivo dei ricchi, ma, a partire dal diciassettesimo secolo, le classi più facoltose lo abbandonarono in favore dei colori sgargianti. Nell’era vittoriana- all’origine della nostra visione contemporanea del nero- era riservato quasi esclusivamente al lutto. Pareva automatico sceglierlo come sfumatura emblematica della morte, considerato che, nel corteggiamento, il colore contribuisce alla seduzione. Tradizionalmente è un ornamento femminile, e più sono sgargianti, più le donne riescono ad attirare l’attenzione. Di conseguenza, quelle incolori- poniamo, vestite di nero da capo a piedi- tendono a passare quasi inosservate. Nello sfavillare di un arcobaleno, il nero mimetizza; ha qualcosa di mascolino, in quanto permette di guardare senza essere visti. Il nero è la scelta di chi non ha bisogno di farsi notare. Di chi è autosufficiente e, in ultima analisi, misteriosa. Potente. E’ un look da maschi. E dunque, cosa accade quando si invertono i ruoli, e sono le donne a vestirsi di nero? Nel diciannovesimo secolo, quando alla morte del marito le donne erano tenute per anni al lutto stretto, quel colore era un indizio sicuro di vedovanza. Agli uomini di passaggio, segnalava che la donna non era nuova al sesso. Significava esperienza. Nessuna meraviglia, dunque, che le flapper degli anni Venti lo trovassero tanto attraente. Gli aerodinamici tubini in satin nero delle adolescenti dell’Età del Jazz mandavano un messaggio forte e chiaro: volevano divertirsi. Chanel colse al volo l’occasione di capitalizzare sulla nuova modernità, e gli abitini neri cominciarono a spuntare come i funghi. Non soltanto erano alla moda, ma con gli anni Trenta diventarono anche molto pratici. Non sembrava giusto vestirsi in modo appariscente come si faceva prima della crisi del 1929 e così, con la funzionalità del sottotono, l’abito nero divenne politically correct. L’austerità era à la page. E dopo la guerra, con l’ondata del New Look targato Dior, il nero era tornato anche elegante. Il mondo si era rimesso in carreggiata, la gente non doveva più vergognarsi di scialacquare, e alcune donne di gran moda –principalmente in Europa- diedero l’assalto ai boulevard strizzate dentro clessidre nere. Ma in America, con il riflusso domestico degli anni Cinquanta, l’emblema della femminilità tornò variopinto. Basta guardare i film: solo le carogne indossano il nero. La Margo di Eva contro Eva, La Norma di Viale del Tramonto, e più indietro nel tempo, la Gilda di Rita Hayworth. Prima ancora che quelle dive aprissero bocca, agli spettatori era sufficiente un’occhiata per sapere che non portavano che guai- ed era il nero a rivelarlo. Sugli uomini era di rigore, ma sulle donne, il nero era un simbolo carico di potere, padronanza sessuale, e capovolgimento della passività tradizionale- tutti elementi che nei film lo rendevano il colore d’eccezione per i personaggi dai quali bisogna guardarsi, e il più delle volte a ragion veduta. Dunque, sul fronte opposto, ecco Doris Day in rosa e azzurro. Siate decorative era la parola d’ordine. Siate floreali, siate femminili, è questo quello che ci si aspetta da voi. Hubert de Givenchy ricevette il copione di Colazione nell’estate del 1960. Il nero non avrebbe rappresentato una scelta tanto distintiva se a portare l’abito fosse stata una poco di buono; anzi, sarebbe stata la decisione più ovvia. Ma vedere quell’abito indosso ad Audrey Hepburn- e nemmeno di notte, ma la mattina presto- era quantomeno insolito. Trattandosi di Audrey, la ragazza più acqua e sapone del pianeta, c’è dell’ironia nel suo patrocinio di un colore tanto gravido di connotazioni peccaminose. Il contrasto non è soltanto sorprendente, è sofisticato. Il nero su Audrey le dà un’aria di scaltrezza, L’essenza stessa del glamour. “Givenchy e Audrey ci offrirono uno chic molto realistico, molto accessibile”, è il parere dello stilista Jeffrey Banks. “Tutto d’un tratto, in Colazione da Tiffany, la classe non era più una realtà remota, riservata ai ricchi. Naturalmente, questo aveva a che fare con AAudrey e con ciò che rappresentava agli occhi del pubblico, ma anche con Givenchy”. Diversamente da Balenciaga, Hubert era un naturalista. Puntava a mettere in risalto il corpo così com’è, non a riplasmarlo e ad idealizzarlo. Era convinto che non servissero molti accessori e ornamenti, e disegnava i suoi abiti sulla forma delle donne così come sono, non come lui o la cultura avrebbe voluto che fossero. Nella moda non era mai successo, e quell’approccio tramutò il glamour da inaccessibile a pratico. Dopo Tiffany chiunque, a prescindere dalle possibilità economiche, poteva essere chic, nel quotidiano e in ogni luogo.” Il little black dress era facile da emulare: qualsiasi ragazza del 1961 poteva cucirsene uno, o permettersi di comprarlo (e lo fecero,eccome). Ovviamente, non tutte potevano vantarne uno di Givenchy, ma non aveva importanza: grazie alla sua semplicità, qualunque abito nero avrebbe funzionato. Il messaggio che trasmetteva era chiarissimo: “non ho bisogno di addobbarmi per impormi. Non mi serve il megafono della moda per far sentire la mia voce. Mi basta essere me stessa”. La sua efficacia e semplicità fecero dell’abito nero l’uniforme di ordinanza della donna che lavora, e il taglio di Givenchy, diversamente da quello di Chanel, era economico, aderente, e modellato senza orpelli, una severità insolita nel look del tempo- oltre che sottilmente seduttiva. tratto da "Colazione con Audrey", di Sam Wasson http://www.fabaudrey.com/ bel sito su Audrey che ho trovato oggi, dove vengono anche descritte le opere benefiche portate a termine grazie all' associazione che porta il suo nome p.s sorry english readers (aka my friends-haha) this post was way too long to translate it!

19 agosto 2011

Come fare una vacanza punkabbestia e godersela alla grande divertendosi come pazzi

Io e i miei amici abbiamo deciso per la nostra vacanza di Ferragosto come al solito all'ultimo minuto. Quest'anno abbiamo pensato ad una cosa all'insegna del risparmio, con tende, sacchi a pelo e macchine a metano. Budget di ognuno di noi: circa 100 euro.
Destinazione: Parco dell'Uccellina in Toscana. Partecipanti alla vacanza (purtroppo almeno 8 di noi non sono potuti venire -siamo un grande gruppo- chi per lavoro, chi per altri progetti ) :
Michi, fresco di ritorno da Londra
Luca
Francesco (Paio)
Fabio (Pella)
Ale (Pepe)
Brandy, il cane di Pella
Jean
e la vostra affezionata
Eccoci qui :) (giusto per le ragazze sospiranti per Paio e/o Jean, si tengono per mano ma non si vogliono bene in quel senso) Dunque dicevo, si parte
con un'occhio di riguardo agli outfit, come vedete (!)
sulla nostra via verso il parco, breve sosta sui meravigliosi colli toscani (traduzione: ci siamo persi e ci siamo ritrovati tra i colli)
e prima tappa a San Gimignano, che ci abbiamo messo "solo" 6 ore a raggiungere (non fidatevi del navigatore sull' I phone e soprattutto di Luca)
seguita da una bella cenetta al ristorante (i miei spaghetti al cartoccio, una delizia)
Dopo la bella cenetta ci scontriamo però con la dura realtà: non abbiamo prenotato nessun camping dove passare la notte. Ma nessun problema, abbiamo i sacchi a pelo!
e fu così che ci svegliammo su una spiaggia libera non meglio identificata, a un'ora di guida da San Gimignano
Prontamente risvegliati dall gente sulla spaggia, dopo qualche ora di macchina (in cui ci perdiamo puntualmente almeno due volte), eccoci giunti al Parco dell'Uccellina. Unico problema: i cani non sono ammessi, dove mettiamo la Brandy? Sembra non esserci nessuna opzione valida, quando la vostra carissima se ne esce con un'idea: facciamola passare come cane guida! Segue la scena più esilarante della mia vita, con Michi che fa il cieco con gli occhiali scuri per salire sul bus che ci porta all'ingresso del parco, e noialtri 6 che cerchiamo di non ridere (con scarso successo), mentre tutti i passeggeri del bus ci credono veramente (in un primo momento). Purtroppo non ho foto, ridevo troppo.
ed ecco Brandy sistemata :)
(eravamo un po stanchi, a dire la verità)
dopo una bella giornata di mare bisogna pensare al campeggio dove alloggiare la notte.
Paio però se ne esce con quello che sarà il motto della vacanza: "Scusate ragazzi, ma se devo pagare per dormire per terra e posso dormire per terra gratis, scelgo la seconda opzione!". Dunque decidiamo spavaldamente di dormire ancora in spiaggia con le tende, e concederci un'altra cena lussuosa. L'unico problema sono le docce, che pretendo capricciosamente di fare (parlateci voi con i miei capelli secchi, dopo una giornata di acqua salata. Altro che Moroccan Oil). Nessun problema, dice Luca, ho visto le docce all'ingresso del parco! I maschi si dirigono dunque verso le docce, io e la Pepe andiamo a prendere i nostri balsami.
Una volta arrivate al luogo dove lavarsi, scopriamo che non c'è nessuna doccia, solo un lavapiedi. Dunque posso aggiungere alla lista di cose che una ragazza di buona famiglia non dovrebbe fare (ma ha fatto): la volta che mi lavai inginocchiata ad un lavapiedi, con pubblico intorno sghignazzante. Il bello è che poi quando ci si cala in questo ruolo da punkabbestia (che noi non siamo, di solito) non ci si vergogna nemmeno più, si perde ogni pudore... come vedete però siamo belli freschi
e pronti per la Sagra di Ferragosto di Alberese, ridente paesino vicino al Parco dell'Uccellina
due chiacchiere...
e la nostra seconda notte in spiaggia, questa volta nella bellissima Cala Violina
e chi ci ammazza? Eccoci qui, perfettamente integrati con la spiaggia (non siamo nemmeno gli unici con la tenda e il cane)
i miei amici sono molto affezionati ai loro Dr Martens, anche d'estate
altra foto di gruppo che costringo gli altri a fare
La Brandy è il cane più buono del mondo, ci ha seguiti ovunque quieta quieta ed ha sopportato ore di macchina tranquillissima
ci allontaniamo dal secondo Parco, desiderosi di una doccia (ma sempre fermi sul nostro proposito di risparmiare il più possibile- o come meglio specifica Paio "di fare i subnormali"-se capite in che senso lo intende)
per la nostra doccia serale ci spremiamo le meningi ,e giunti nei pressi di Follonica ci intrufoliamo furtivi (ma neanche tanto) in un campeggio, dove chiediamo ad un ragazzino dall'aria gentile se ci vende alcune delle sue docce (si, ormai si paga pure quello), e ci laviamo per ben 3 minuti a testa (tranne Luca e Paio, che continuano la tradizione del lavapiedi, questa volta con l'ausilio di una bottiglia) . Dopodichè ci concediamo un'altra cena al ristorante, che va bene risparmiare sul letto, ma almeno mangiamo come pascià.
Ed eccoci fresche fresche al risveglio di Martedì mattina, in una bellissima pineta sulla spiaggia
chissà cosa pensa la Brandy di tutto questo...
Sorge purtroppo l'ora del ritorno a casa (come stavo bene in spiaggia!)e il problema macchine, dato che la Pepe, detentrice del secondo automezzo, non viene a Parma con noi. Ci troviamo dunque in 6 (+ Brandy) con una macchina, più 2 tende, più le borse. Voi direte, due hanno preso il treno (come da vaghissimi accordi iniziali, basati sul "vabbè poi vedremo").
(Luca pensa il da farsi)
E invece no, perchè da veri punkabbestia quali siamo, siamo riusciti a stiparci in 6 (+ Brandy) sulla mia Punto, più 2 tende, più le borse! Il viaggio di ritorno non è stato neanche tanto scomodo(meno male il Paio è magro), e noi eravamo totalmente vittoriosi (con un po di puzzo d'ascella ma vabè).Panino finale al Mac, ed eravamo sporchi ma felici.
Spesa finale: 90 euro. Divertimento: non quantificabile!!! Con amici così, è impossibile non divertirsi :)


GRAZIE MILLE PER LA VISITA, TORNA PRESTO!



THANK YOU SO MUCH FOR VISITING, COME BACK SOON!

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