8 febbraio 2012

Cos'è un HIPSTER

Se guardate su Wikipdia, vi dice che
" Il termine (HIPSTER)è stato riattualizzato negli anni novanta e duemila e ora designa giovani sulla ventina, di classe medio-alta, istruiti e abitanti dei grandi centri urbani, che si interessano alla cultura alternativa - “non mainstream” - come l'indie rock, l'elettronica, i film d'autore e le tendenze culturali emergenti.
Gli hipster si professano ottimi conoscitori della lingua inglese e amano appropriarsi dei codici delle generazioni precedenti, ammantandosi di un caratteristico – e piuttosto snob – stile rétro. Si servono in negozi di abiti usati (infatti rigettano l'attitudine “ignorante e incolta” del consumatore medio), mangiano preferibilmente cibo biologico, meglio se coltivato localmente, sono vegetariani o vegani, preferiscono bere birra locale (o prodotta in proprio), preferiscono generalmente la Pepsi alla Coca-Cola, e amano girare in bicicletta.
Spesso lavorano nel mondo dell'arte, della musica e della moda, e rifiutano i canoni estetici della cultura statunitense e anche la sessualità predefinita. Non vogliono essere catalogati e eludono l'attualità. Le uniche religioni che tutti gli hipster riconoscono come tali sono i pantaloni attillati e i Wayfarer.
Il termine è utilizzato in maniera contradditoria, rendendo difficile l'identificazione di una cultura precisa, perché essa è un mix di stili ed è in costante mutazione. La peculiarità degli hipster, infatti, è la volontà di essere “inclassificabili”. Professano come loro valori il pensiero indipendente, la controcultura, la politica progressista, la creatività, l'intelligenza e l'ironia, ma si tratta più che altro di una posa piuttosto che di una reale attitudine."
Su Urban Dictionary invece, c’è scritto più o meno così:
-L’hipster rifiuta la cultura mainstream per orientarsi verso cose più indipendenti (e poi vantarsene)
-Di solito vive in giovani quartieri di artisti, come il Wicker Park di Chicago, il Greenwich Village a Manhattan, o Williamsburg a Brooklyn.
-Vuole lavorare nella musica, nell’arte o nella moda. Di solito è mantenuto dai genitori, e vive comodamente alle loro spalle.
-Ascolta nu-rave (i.e. The Klaxons, Cut Copy, Hercules and Love Affair), garage rock, punk rock e independent rock. Le sue band preferite sono I The Arcade Fire, The Arctic Monkeys, The Libertines, The Strokes,e band del genere.
-Guarda film stranieri, legge libri e magazines indipendenti. e’ fan dell’arte moderna e spesso è un artista.
-Gli piace uscire in posti fashionable, caffè alla moda, show indie rock, dance clubs hipster.
-E’ spesso vegetariano, compra cibo bio, o etnico.
-Si veste vintage e compra nei seconda mano, con jeans stretti, vecchie sneakers, occhiali spessi, parka…una moda progressista ma retro.
-Il look “effortless cool” degli hipster è esemplificato dai vestiti di Urban Outfitters (verissimo, tutto quello che è hipster lo trovate da UO: scarpe chunky per le ragazze, cuffiette, borse da postino, stampe carine cuoricini-gattini-fiorellini, gioiellame vario, accessori per capelli, jeans coloratini, cardigan sdruciti…)
-E’ essenziale per l’hipster non essere influenzato dalla cultura di massa e dai media, che promuovono ideali di bellezza uniformi. Il concetto di androginia e femminismo hanno influenzato la cultura hipster, dove i ragazzi sono spesso magri come le ragazze che frequentano. Il modello di ragazzo tutto muscoli-americano non è ben visto dalle donne hipster, mentre ai ragazzi non piace il modello “Britney Spears” di donna finta bionda, abbronzata e bambolina.
-Gli hipster sono molto aperti in termini di interrazzialità, dato che il più alto numero di coppie interraziali in tutti gli ambienti urbani è localizzabile tra la cultura hipster.
-Anche se gli hipster sono tecnicamente conformisti con la loro stessa subcultura, in confronto con la massa sono pionieri e leader di molti degli ultimi trend culturali e ideali.
Per esempio, l’ascesa dei jeans distressed e dall’aspecchio indossato e vecchio, come si è visto in negozi come The Gap, American Eagle, Abercrombie and Fitch e Hollister, è stata originariamente merito degli hipster, che comprano in seconda mano capi del genere. Questo fenomeno è applicabile anche alla musica, dato che molte band sono diventate di successo e conosciute alle masse solo perché gli hipster le hanno scoperte e ascoltate per primi. -Una volta che certi concetti di musica e moda hanno raggiunto le masse, gli hipster si muovono su qualcosa di nuovo.
Insomma, capito? Una hipster 100% è per esempio Alexa Chung:
Vegetariana (magrissima), ecologica, va in giro in bicicletta, scatta foto con la Polaroid (e non la digitale), ascolta band alternative, frequenta piccoli caffè e localini (non discoteche), compra nei seconda mano e nei vintage ma anche da Topshop e UO(non nei negozi di lusso), si veste un po’ nerd (o comunque di sicuro non da femme fatale), si fa manicures divertenti (e non la french) frequenta ragazzi magri con jeans stretti come i suoi …
Non c’è niente di male nell’essere hipster, ma oramai il fenomeno si è un po’ ingigantito, e la massa di hipster è diventata così grande che in certi posti (vedi: Milano) è un po’ fastidioso. Gli hipster di Milano sono tutti così:
per lui: cuffietta o cappellino, orecchino a cerchio,spesso piercing al naso (a mò di mucca), bomber di pelle/parka,camicia chiusa fino al collo, pantaloni stretti, Dr Martens bassi, capelli metà con ciuffo metà rasati, dettagli di pelle.
Per lei: più o meno stessa cosa, con in più gioiellame vario, unghie colorate, capelli lunghi arruffati.

22 commenti:

  1. milano...pura verità!

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  2. Apparte che l'hipster di Milano lo ha descritto come fosse uno skinhead o un Mod...in generale comunque verissimo. Odio Milano per questo, odio la mia scuola e l'omologazione presente tra queste squallide persone senza personalità che dilaga in una Milano sempre più ipocrita. Mi fanno tutti pena sti coglioni che si fanno i piercing e si castrano con sti cazzo di jeans attillati all'età di 20 e passa anni e pensano pure di essere originali! Per quanto siano carini vestiti così, perchè è innegabile che lo stile sia comunque apprezzabile, (io stessa ne sono influenzata) trovo davvero che sia assenza di personalità, ma soprattutto sti coglioni credono pure di essere diversi dagli altri!
    Ma andate in palestra e fatevi un po' di muscoli va!

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  3. Sara e Brando,che scuola fai?Perchè potrei scrivere le stesse identiche cose delle persone che frequentano la mia(Marangoni)!
    Elena

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  4. "Le uniche religioni che tutti gli hipster riconoscono come tali sono i pantaloni attillati e i Wayfarer." Questa frase mi ha fatta morire dalle risate! :D
    Hai ragione, Giulia. Tempo fa essere hipster o indie era considerato qualcosa di davvero alternativo, ora è diventata una tendenza così diffusa da essere quasi mainstream.

    Vittoria
    http://femandfem.blogspot.com/

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  5. Io ho visto i veri Hipsters a Wicker Park e Williamsburg...e fidati loro ci sono...qua a Milano ci fanno e basta!!L'Hipster milanese mangia di nascosto al Mc Donald, guarda Maria de Filippi , va nei locali modaioli per farsi fotografare conciato come un bambino povero e comprano una bici fissa da dodici ma ci mettono i freni!
    Sara

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  6. Ora sono proprio loro ad essere mainstream altro che..
    Ma poi è proprio il concetto di "discorstarsi dalla cultura di massa" che mi sta sul cazzo,perchè uno va inevitabilmente contro a delle forzature pur di essere "diverso".. cioè sii te stesso..
    Beh avrei tante di quelle cose da dire contro gli hipster, che riempirei qualche facciata.

    M.

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  7. Dai, suvvia, è inutile negarlo. Siamo tutti un po' hipster!

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    1. Beh,ovvio che si...
      Sara

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    2. Ps:Per tutti gli Hipster che ora sono nel panico...possono tranquillizzarsi così..ahahhaha

      http://miononnoincarriola.wordpress.com/2012/02/06/anticipa-tutti-diventa-un-post-hipster/

      Sara

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  8. Quando una sub-cultura diventa un fenomeno tanto imponente da trasformarsi improvvisamente in mainstream inevitabilmente si perde il vero significato di quello che è. Quelli che hai descritto tu a Milano non sono hipster sono ragazzini che si vestono da hipster...sicuramente mangiano da McDonald's e si comprano la bici ma poi vanno in giro in scooter! Insomma non si può semplificare un movimento che negli ultimi anni ha influenzato il mondo della moda, dell'arte, della musica ecc. con si mettono una cuffia, jeans stretti, un'orecchino e sono hipster. In Italia purtroppo i giovani sono molto conformisti, essere diversi infatti è identificato con l'essere sfigati....sarà per questo che nessuna tendenza o sub-cultura degli ultimi anni è nata nel nostro paese?
    Personalmente, per ciò che riguarda la moda, amo molto l'immagine di donna che Alexa Chung rappresenta. Una donna indipendente, di successo ma sempre molto femminile e mai volgare! Insomma per capirci Megan Fox sarà anche bella, che se dico il contrario vengo messa al rogo!, ma a me non dice niente...

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  9. Che tristezza queste "generalizzazioni" e questa gente che diventa come un gregge di pecore. Ma la personalità e i gusti dove sono andati a finire? Si prendono le cose in blocco, ci si "infila" in uno stile e lo si segue per filo e per segno...vabbé, lasciamo perdere e diciamo che il mondo è bello perché è vario...
    Audrey

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  10. a dire il vero indie derivava da indipendente, quindi essere indie significava fare quello che si voleva, non era possibile dare una definizione, se la davi voleva dire che ti stavi adeguando a uno standard e quindi non eri più tanto indipendente
    questa storia degli hipster non ha niente di diverso dalle tribù giovanili che sono sempre esistite, è la risposta alternativa ai tamarri
    certo, l'unica cosa che critico a queste generazioni è il vivere in un mondo a parte, il fatto di ritenersi così diversi, speciali e alternativi (un po' come quella gente milanese che compariva in quel video in bianco e nero postato qui tempo fa) li rende in verità superficiali e dei puri poser
    non parliamo di chi ha un "certa età" e continua ad avere questo tipo di atteggiamento
    essere diversi non vuol dire essere hipster, farsi crescere la barba da santone, ragionare secondo certi schemi
    se devo dirla tutta questo tipo di mentalità ha anche rovinato gli ambienti "underground" perchè li ha resi superficiali, fashion e commerciali, impedendo alle reali diversità di emergere, visto che questa gente poi lavora in settore creativi, che sono stati standardizzati e quello che doveva essere nuovo è diventato omologato e noioso

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  11. maaa che alexa chung non compri nelle boutique di alta moda mi sembra un po' una falsità (quante sue foto ci sono in giro con borsette chanel per esempio?!)...però non sono esperta dato che lei non mi fa impazzire!

    cami

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  12. Grazie, ti adoro, ora ancora di più! ;)

    Veronica

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  13. aaahh! Bellaa questo post. Rido ancora per il " preferiscono Pepsi alla Cola"! Comunque si... oramai tutti possono essere/far finta di essere hipster. Io iniziai ad andare nei negozi di seconda mano all'eta' di 14 anni nel mio Paese, tutto perche' mi piaceva lo stile anni 50/60 (AMERICANI! oh mio dio, che anni!), mia madre ride ancora come possa essere possibile che io e lei abbiamo dei gusti cosi' diversi?! E lei e' tutto per il stile minimal a la Tilda Swinton (che le sta pure bene perche' alta uno e ottanta). Il mio amore sara' stato dovuto anche ai film e commedie americani, che noi di questo abbiamo influenzato (leggi sofferto) parecchio in Estonia. (tanto che sono arrivati le feste private e i limousine e tutto cio' che si vede su My sweet sixteen su Mtv abbastanza presto..)
    Detto cio'... io credo che qualsiasi moda e trend e' destinato nei giorni di oggi a diffondersi e magari anche a bruciarsi in tempo di secondi, tutto grazie all'internet.. Oramai TUTTO VA, non trovi che si parla piu' di una mentalita' e non di stile? Sono in tutti i stili e coloro che poco poco hanno fantasia e si vogliono distinguere nel loro piccolo o grande dalla massa. Ora che sono a Londra non faccio piu' differenza tra nessuno, come si veste.. perche' tutti sono IN nel loro modo, sia pur nel modo in cui si alimentano!
    Abbraccio,
    merilin.

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  14. Come ho già detto a commento di qualche post fa, indie e hipster sono due culture completamente diverse.
    Qualche appunto:
    "a dire il vero indie derivava da indipendente, quindi essere indie significava fare quello che si voleva, non era possibile dare una definizione, se la davi voleva dire che ti stavi adeguando a uno standard e quindi non eri più tanto indipendente". Questo non è vero, nessuno fa quello che vuole, tutti le subculture hanno dei codici di comportamento, nemmeno gli anarco punk fanno quello che vogliono, ma seguono i dettami di quello che è la loro "cultura", sennò perderebbero il loro status. Rimanendo sul concetto di indie, indie nasce dalla musica, le etichette sono indipendenti e tu per proprietà transitiva se ascolti musica prodotta da etichette indie diventi indie, non è che sei indie perchè fai quello che ti pare. (Già che ci siamo: l'indie ha ben poco a che fare con l'ondata dei primi anni 2000, vedi i capisaldi US The Strokes- RCA/Sony).
    Poi questi hipster, ok, possono essere considerati come una subcultura, anche se per quanto mi riguarda possiamo usare l'imperfetto: erano una subcultura. Che piacciano o non piacciano è un discorso diverso. Ma sono l'unica? Di certo no. Non è che solo se sei hipster sei alternativo: i punk hc? le scene mod? tutto il giro garage che sta rinascendo negli ultimi anni? Il grande ritorno shoegaze? Anche quelle sono scene alternative, solo che seguono altri canali. Anche i vegetariani alla fine sono "alternativi".
    Il punto è che nel momento in cui un movimento diventa mainstream non è più una subcultura: se viene portato alle luci della ribalta non esiste più (ottima dissertazione al riguardo su “Mods: l’anima e lo stile” di Paolo Hewitt). Così è stato per la maggior parte dei movimenti: i mod, il grunge, l'indie e ora gli hipster. Avevo sei anni che portavo le camicie di flanella a quadri: il grunge era arrivato anche da me. Tre anni fa all’Oviesse si trovavano magliette con scritto in paillettes “rock’n roll”, l’indie aveva raggiunto anche la massa.
    E' così: è una ruota, la storia si ripete e sempre sarà così. Ed è giusto: poche cose sono democratiche come il tempo che passa.

    @marta_sparta

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  15. quindi in pratica tu e i tuoi amici eravate hipster fino a due anni fa poi avete capito che non andava piu di moda ed essendo davvero molto avanti avete mollato la storia? scusa ma una di parma che vi conosce non puo' non dirtelo.
    COBRAS FOREVER galli della madonna (anche se tutti dalla sessualità mooolto ambigua)

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  16. concordo con i vostri commenti!
    Ultimo (e magari firmati dato che ci conosci): mhh non so, non abbiamo mollato nessuna storia... e nessuno ha sessualità ambigue, siamo tutti etero convinti

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  17. sei fastidiosa e vagamente ridicola quando fai questi post... fai ingiustamente la superiore a queste cosette modaiole. quando tu e i tuoi fichissimi amici non fate altro che rendervi ridicoli in giro a fare i fenomeni maghi dello stile e della moda. sempre avanti e indietro da londra o qualche altro posto meno inflazionato. la cosa fastidiosa e che sei anche tu vittima di tutti questi clichè che tanto prendi in giro e guardi con distacco. è come leggere il post di uno con l'acne schifato dalla pelle impura. mi piacciono i tuoi post di moda, sono interessanti e anche le tue faccende personali sono succose ma un umile consiglio è di lasciar perdere questi post odiosetti. baci baci sari

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  18. la sessualità ambigua sarà dovuta alla strettezza dei pantaloni che schiacciano le palline!

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  19. L'ultimo commento è proprio fantastico!!!
    Io ho trovato questo post molto interessante, visto che non avevo mai capito bene cosa volesse dire "hipster"... comunque secondo me è un controsenso non voler entrare in nessuna categoria e poi chiamarsi hipster, perché così si è entrati in una categoria, o no? Secondo me, comunque, un 10% è fattto da hipster convinti, l'altro 90% da poser che seguono la moda.
    Anna

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  20. L'importante è essere liberi da pregiudizi e falsità, vivere come meglio preferiamo e lasciare vivere gli altri e questo anche nella moda. Non ci si dovrebbe vestire in un certo modo perchè "gli altri....", ma perchè piace punto. :)

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