30 luglio 2012

General mix of the week

Uno dei bellissimi report di tendenze di WGSN (avere la password per il sito è una delle cose più belle che mi siano mai capitate, è il sito più bello del mondo)
Lago Retba, un lago naturalmente rosa, in Senegal
Povera Anne, si è dovuta tagliare i capelli per interpretare un ruolo... trovo che non stia benissimo
bellissime le nuove campagne Lanvin con gente comune come modelli
Vorrei tanto uno dei body di Gaultier effetto tattoo. Sempre piaciuti
cosa vi devo dire su questi stivali. Cosa, a parte che li voglio.
la migliore ad della stagione, a mio avviso
nuovo logo YSL! Anzi, Saint Laurent, pardon
ragazzi, se arrivate così a 60 anni ringraziate la vostra mamma...
com'è che io non ho mai visto questa tutina da Zara? La voglio! Tutine forever, sono la cosa più comoda del mondo. Via Fashionguitar foto random trovata su un tumblr. Adoro l'abito sottoveste
modelli non particolarmente carini ma ben vestiti
nuove magliette cool di Les Plus Dorés

13 commenti:

  1. ciao, c'è un sito di riferimento che raccoglie tutte le campagne ads? grazie

    RispondiElimina
  2. Ti odio , la voglio pure io la password di WGSN !!!! T.T

    RispondiElimina
  3. giulia scusa ma faccio apro una parentesi e mi rivolgo a te e tutte/i le/i lettrici/lettori del tuo blog: perché trovate il trend forecasting una cosa interessante? (domanda aperta per tutti) sarei davvero curiosa, io da parte mia come designer anche per terzi, odio essere obbligata a sfogliare milioni di volte la settimana pagine e pagine di roba (wgsn come tanti altri, alcuni anche migliori e meno cari del famoso colosso), perché devo seguire i trend quando creo? risposta del 90% della gente comune: altrimenti non vendi...dico ma stiamo scherzando o cosa? parliamo di moda o di business, per me la differenza c'è ancora ed anche parecchia, per dio ma non vi sentite dei soldatini tutte vestite pastello color block a fiori e chi più ne ha più ne metta? davvero per voi tutte appassionate i trend sono così importanti?
    tutti potete benissimo andare su asos o da zara h&m mango ecc e troverete esattamente le stesse cose delle passerelle, questo significa per voi avere stile, amare la moda??...es (il primo che mi viene): guardate la fw 12-13 di lv e prada: sono identiche...come dire, viva la creatività e la libertà di interpretazione....altro esempio (molto molto preoccupante almeno per me): margiela da h&m, o meglio renzo rosso da h&m...immagino arriverete da sole alle vostre conclusioni....RIFLETTETE MIE CARE/I, sarei curiosa di leggere pareri ed impressioni

    grazie giulia per lo spazio

    RispondiElimina
  4. Ciao,
    figurati, puoi scrivere quello che vuoi.
    Io trovo interessantissimo invece il trend forecasting... non tanto per il fatto che tutti saranno omologati, quanto per il divertimento di predirre qualcosa che tutto il mondo poi adotterà! Poi ciascuno è libero di farlo o no (es. io odio sia i colori pastello sia il color block sia i fiori). Per me è stupendo il fatto che ci siano persone che settano i trend e li comunicano alle grandi aziende, che poi li seguono.

    RispondiElimina
  5. Grazie mille, questo è ottimo, tra l'altro scusa la forma ma ho scritto il commento in due momenti diversi e poi ho pubblicato senza rileggerlo (sono un po' cialtrona). Però non ho capito bene la tua risposta, ossia: tu dici che ti piace che qualcuno si diverta a creare tendenze, questo per te è stupendo, ma poi dici che ognuno è libero di agire come crede. Ma come pensi di poterne anche tu per prima rimanerne estranea, visto che poi come dici, tutto il mondo li segue? se tutti i negozi vendono le stesse cose e le grandi catene della moda low cost (democratica anche detta, questo dovrebbe far riflettere anche su taaaante altre cose) imperversano perché sembrano essere le uniche alternative allo stralusso alla gucci prada fendi blablabla, come se ne può veramente uscire?

    tutta questa paranoia è solo legata al fatto che non trovo per niente geniale il trend forecasting, sarà che le tendenze di questi ultimi anni mi fanno quasi tutte vomitare (apparte qualche buona notizia per la fw 2014), ma credo soprattutto che ogni volta che si manovra, che si impongono punti fissi e paletti, si uccide la creatività, si danno regole ad un mondo che è nato e cresciuto proprio perché di regole e limitazioni non ne ha mai avute, dove ogni grande designer ha creato il proprio trend, la propria identità ed il proprio carattere, senza nessuno wgsn e nessun altro libro o sito di mood.
    Per me le ispirazioni vengono dalla vita vera e dall'esperienze personali, son tutti bravi a far le collezioni leggendo il libretto delle istruzioni e francamente non ci trovo proprio niente di divertente.
    Oggi come oggi son tutti creativi designer e fashion blogger giornalisti di moda, ma in tutto questo vedo poca sostanza e una grande confusione, che si traduce in un totale smarrimento per il consumatore finale che ahimè alla fine si ritrova a comprare una quantità di stracci sovrumana senza capirne nemmeno il motivo,,,,solo perché costano poco e vanno di moda.

    ho finito (forse ;-)

    ciao

    RispondiElimina
  6. Sono d'accordo con l'anonimo qui sopra e sottoscrivo l'ultima parte del commento.
    Io non ho nessuna esperienza lavorativa, quindi posso dire tranquillamente delle castronate. Mi sto per laureare in design della moda e in tre anni di studio non abbiamo mai, e dico MAI, creato anche solo un pantalone partendo dalle tendenze del momento. MAI. Ce lo hanno sempre proibito. All'inizio questa cosa non mi piaceva, perchè mi sembrava di non aver fantasia, se non guardavo le sfilate non sapevo proprio cosa progettare. Invece con il passare del tempo è diventato più semplice e l'ultima collezione, che porterò alla laurea, non ha nessun riferimento alla moda di adesso. E' solo una mia interpretazione del tema che ci hanno dato. Qualche immagine di campagne pubblicitarie l'ho presa, ma solo come input.
    Quindi credo che se disegni per qualcuno (e qui smentiscimi pure se sbaglio), devi seguire la linea del brand, ma anche dare qualcosa di tuo, un'interpretazione personale, se pensi che ciò che disegni sia uguale al resto. Per non parlare se disegni una tua linea personale, dove puoi sbizzarrirti a più non posso. Credo che i designer giapponesi e belgi diano l'esempio, sono quelli meno commerciali e quelli ai quali faccio affidamento. Oppure guarda anche i designer indipendenti, hanno una cura per il dettaglio-che-fa-la-differenza maniacale e si possono trovare degli spunti.
    Tu parli che tutti si vestono uguali... ma perchè ora la moda è commerciale, la moda è della massa, bisogna creare qualcosa che possa piacere alla gran parte delle persone indistintamente ed è sempre stato così. Sicuramente ora c'è più varietà di scelta, ma prova a pensare a più di 50 anni fa. La gente come si vestiva? Tutta uguale come adesso. Qualcuno andava fuori dal coro? Veniva additato come "strano", come adesso (con le dovute differenze).
    Quello che mi piacerebbe fare, una volta che ho maturato esperienza, che ho capito come funziona un'azienda, creare qualcosa di mio senza diventare pazza a seguire le tendenze, ma usandole come mood d'ispirazione per creare qualcosa di diverso, non so se riesco a spiegarmi... Siamo noi designer emergenti che dobbiamo cambiare la moda, ormai i grandi brand non possono più farlo. Se ci fossero più finanziamenti, secondo me cambierebbe davvero qualcosa. Non dico "inventare", perchè tutto è già stato inventato, ma modificare l'idea di moda "copia/incolla", sarebbe davvero fantastico. Ma probabilmente è solo un'utopia :)

    RispondiElimina
  7. Mi interessa molto questo dibattito e la professione di Trend Forecasting. qualcuno potrebbe segnalarmi dei siti dove trovare informazioni su questo genere di lavoro e simili? mi riferisco in particolare all'anonimo che parla di siti più interessanti di WGSN: quali sono?
    le mie sono domande da profana, sto cercando proprio di documentarmi...
    comunque sottoscrivo in pieno la frase nell'ultimo commento anonimo : "poca sostanza e tanta confusione....che si traduce in un totale smarrimento per il consumatore finale che ahimè alla fine si ritrova a comprare una quantità di stracci sovrumana senza capirne nemmeno il motivo, solo perché costano poco e vanno di moda."

    RispondiElimina
  8. Anonimo, hai fatto una domanda interessante e voglio darti il mio contributo.
    Nonostante abbia studiato fashion design (ma non ho esperienza in aziende, come Ilaria Miniussi un po' sopra al mio commento) non mi sono appassionata al trend forecasting, scoprendolo anche assai molto tardi.
    Quello che è "eccitante" dal mio punto di vista è semplicemente il fatto di avere il potere di influenzare il fashion system, non dimenticando però che il t.f. prende in nuce qualcosa che già si sta sviluppando on the road, qualcosa che è underground, amplificandolo e/o facendolo diventare mainstream. Penso a praticamente tutte le sottoculture giovanili partendo dagli esistenzialisti ed arrivando agli hipster. Poi le tendenze che si protraggono per più stagioni sono uno specchio dell'aria del tempo, sono la perfetta trasposizione della cultura dominante, delle voglie e delle ansie dei popoli.
    Se adesso dovessi pensarmi fashion designer nel mio studio a disegnare una collezione, detesterei amaramente l'esistenza di trend "imposti" dall'alto. Da outsider ti chiedo: ma i brand perché non se ne sbattono? Chi li vuole i trend? Il consumatore o il produttore?

    Ho avuto anche io la sensazione di deja vù sfogliando il catalogo delle sfilate di questo inverno, tutti troppo uguali, le solite proposte (quante fantasie a tappezzeria barocca stampate, ricamate, su tulle!). Chi si salva sono i soliti noti d'avanguardia, giapponesi e belgi vari e chi è meno affermato sul mercato.

    (cit.) " davvero per voi tutte appassionate i trend sono così importanti?
    tutti potete benissimo andare su asos o da zara h&m mango ecc e troverete esattamente le stesse cose delle passerelle, questo significa per voi avere stile, amare la moda?"
    Prima domanda: io non mi sento solo consumatrice, che va e compra in una catena low cost o boutique, perché gli abiti me li progetto e creo anche da sola poiché quel che trovo (il trend) non mi soddisfa affatto.
    Seconda domanda: purtroppo, per molte, penso di si. Ci sono tanti "fashion blog" che lo confermano, e non mi riferisco a quelli più famosi.
    Amare la moda spesso è sinonimo di fashion victim e avere stile essere una trendsetter... con queste premesse potrebbe non essere come chiedi tu?

    RispondiElimina
  9. Ahhh ma allora esiste ancora qualcuno con delle opinioni sensate e con la capacità di argomentarle!!! eheheh
    Apparte gli scherzi, non sono fan di siti in particolare, trovo molto interessanti pubblicazioni come view textile (previsioni di trend per filati e tessuti, ma molto utili anche per altri tipi di progettazione, molto bella l'impaginazione) ed è ottimo molecule mag (report da sfilate con contorno di streetstyle dei fuori show, bellissime foto e focus sui dettagli). Non sono certo un'esperta di trend forecasting, ma sicuramente preferisco il cartaceo al web quindi troverete tutte le info che vorrete in ogni libreria di moda che si rispetti, odio stare le ore al computer e sfogliare le riviste è molto più pratico almeno per me, non mi frega niente di andarmi a vedere i vari aggiornamenti dei famosi siti, tempo sprecato, allora meglio davvero un tommy ton che almeno fa foto presentabili, alla fine la strada è sempre la strada, anche quando è tutta costruita e rinfighettata.

    io credo che alla fine i trend e i vari mood proposti e consigliati stagionalmente possono anche risultare utili, può essere bello per un designer avere dei temi di base da interpretare, per poi proporre ognuno la propria idea e visione, confrontandosi così con gli altri "sullo stesso campo di gioco", sugli stessi temi e distinguendosi appunto presentando la propria versione del trend taldeitali.
    non metto in dubbio che delle tracce, delle suggestioni e dei temi di base siano utili, non è assolutamente facile trovare ogni stagione idee nuove, fresche, diverse ed innovative e sicuramente in questo caso il trend forecasting può davvero aiutare (arrivano per tutti e ad ogni stagione momenti in cui si pensa di aver finito tutte le idee ed in quel caso le riviste saranno una benedizione dal cielo).
    Ma cristo! Interpretazione non è sinonimo di copia e di ripetizione in serie!
    Si deve sempre usare la ragione, si deve riflettere su ogni cucitura, ogni taglio e ogni centimetro di materiale che finirà nel modello che si presenta. Il risultato altrimenti è chiara ferragni che fa scarpe: si compra un account del vostro adorato wgsn, si prende qualcuno che sa tenere due matite in mano e si intende un pochino di moda, si va dai produttori, si comprano i materiali e poi con gli show-rooms è già cosa fatta.

    Devo dire la verità, scusa Giulia, ma la voglia di chiedere pareri su questo tema l'ho avuta soprattutto perché giorni fa ho avuto la sfortuna di finire sul blog irene's closet, dove si parlava di un suo viaggio in quel di asos a londra con eleonora carisi e altre oche del calibro, e si osannava la grandezza, la bellezza, la maestosità degli uffici stile e le varie design rooms, parlando di presentazioni di trends per il prossimo inverno e modelli proposti dall'azienda, sottolineando quanto fosse bello che ci fossero circa 2000 shootings la settimana....non vi descrivo le mie reazioni interiori perché potrebbero arrestarmi... povere ragazze, se solo sapeste cosa si nasconde dietro aziende del genere...beata ignoranza, quasi le invidio.

    RispondiElimina
  10. Non posso negare che spesso per lavoro e quindi per soldi si è costretti a fare anche cose che vanno contro le proprie convinzioni e non sempre si è nella posizione in cui si può imporre il proprio e personale modo di progettare, il proprio stile e quindi le proprie idee. Quando si progetta per altri si segue le indicazioni del cliente, ma lasciatevelo dire, se vi sembra di far cagate fatelo notare, la franchezza alle volte ripaga più di tanti bei disegni di robe con teschi e fiorellini neon (mi chiedo davvero come si trovi il coraggio di disegnare roba tanto brutta).
    Ci pensate a quanto guadagna il cinese che taglia e cuce le robe di asos? Ci pensate a dove vengono i materiali?
    Ma la vera domanda è: c'è ancora qualcuno a cui gli frega qualcosa di riflettere su quello che fa e su dove butta i soldi (interrogativo purtroppo allargabile a tanti argomenti...)?

    Quello che penso io è che questa voglia di diffondere moda e far diventare tutti esperti e professori non porti niente di buono per nessuno.

    Quindi chiudendo il cerchio, ho aperto tutta questa baruffa qui sopra perché Giulia è sempre stata grande appassionata di cose alla moda e ricerca dei trend e dei prodotti sold out all'ultimo grido, facendo in passato anche post davvero interessanti. Sarei davvero curiosa di avere un tuo parere argomentato, visto che adesso stai nel mondo che hai sempre rincorso e non mi sembri più ispirata di quello che eri prima...penso addirittura che ne tu ne abbia già abbastanza di fashion system e blablabla modaiolo, ma probabilmente non è così. Facci sapere se vorrai ed avrai mai tempo.

    La vita è un trend o i trend aiutano a vivere meglio?

    uahahahahahah

    Non se ne esce e non se ne uscirà mai, e Ilaria cara mia, MMM sta da H&M e prima di loro c'è stata la Rey Kawakubo...credo di aver già detto tutto, il vento soffia anche da altre zone oramai e l'avanguardia di 20-30 anni fà è ormai come qualcuno ha detto logicamente mainstream, come ogni sottocultura e movimento giovanile e blablabla che si rispetti.
    pensate solo che john lydon ha fatto l'isola dei famosi inglese, il mondo dei pazzi!!!

    ciao belli me ne vado al mare

    RispondiElimina
  11. Grazie delle delucidazioni e per aver lanciato il dibattito! e beato/a te che te ne vai al mare!

    RispondiElimina
  12. è bello vedere discussioni interessanti e inerenti al blog, al posto dei commenti idioti e gelosi.. questa cosa mi rende felice per te, giulia!

    RispondiElimina



GRAZIE MILLE PER LA VISITA, TORNA PRESTO!



THANK YOU SO MUCH FOR VISITING, COME BACK SOON!

© ROCK 'N' FIOCC 2013 | DESIGN by FNB