14 ottobre 2012

Capi da uomo


IL DENIM
E' il nome tecnico del tessuto che abitualmente chiamiamo "jeans" (che in realtà sono un modello di pantalone). Da simbolo di una generazione è passato all'uso quotidiano. I più noti designer ne hanno fatto un oggetto di lusso, pur restando appannaggio dell'abbigliamento casual.

L'ABITO DOPPIOPETTO
Deve rimanere rigorosamente abbottonato, anche da seduti. Per questa ragione è meno adottato del monopetto. Ma, a differenza di quest'ultimo,disegna la silhouette delle spalle e della vita,scendendo dolcemente sul bacino. E' persino consigliato per chi ha qualche problema di peso: nasconde alcune magagne.

GLI OCCHIALI DA SOLE
Una certa papessa della moda ha scritto sul suo blog che non vanno messi in un locale chiuso(si riferiva alle sfilate) a meno che non si sia un vip. Le regole invece non cambiano nemmeno per le celebrità. Ergo, chiunque voi siate, toglieteli quando stringete la mano di chicchessia.

LA VENTIQUATTRORE
A Parigi è uso corrente chiamarla "Baise-en-ville", nel senso che si può usare per scopi tutt'altro che legati al business (come facilmente può evincere chiunque conosca il francese). Nel senso che... può contenere anche l'indispensabile per trascorrere un week-end di passione in città. Poi, certo, ci sta anche il pc, ma questo si sa.

L'ABITO TRE PEZZI
Non è particolarmente amato dagli italiani, probabilmente perchè è considerato poco pratico. Ed è un vero peccato perchè è bellissimo e anche senza cravatta conferisce una certa distinzione. Eppoi il gilet riscalda quanto una maglia in lana e tiene composta la cravatta. Nota bene: il gilet non va mai chiuso fino all'ultimo bottone.

IL REVERS A LANCIA
In voga negli anni '40, si assottiglia nei '50 e così resta per altri vent'anni. Nei '70 raggiunge l'apice della sua larghezza e nuovamente si restringe nel periodo del boom del made in Italy. Grazie a Romeo Gigli si riduce a pochi centimetri in era minimalista, e tale e quale viene ripreso da Hedi Slimane nel 2000.

IL FERMACRAVATTA
Non ha nessuna caratteristica pratica, se non quella di tenere ferma la cravatta, come dice la parola stessa. Ma non per questo è scomodo. E' un oggetto che appartiene al passato: dopo la rivoluzione studentesca è sparito dalla circolazione.

LA CRAVATTA IN SETA
Più conformista di quella in maglia, fa sentire l'uomo più autorevole. In qualunque tessuto sia realizzata, la cravatta porta con sè un'allure che non appartiene a nessun altro accessorio maschile e rimane un simbolo di potere, forse perchè l'etimologia di cravatta deriva dal serbocroato "hravat": una sciarpa usata dai cavalieri.

IL MACKINTOSH
E' una forma di impermeabile che prende il nome dal suo inventore, l'architetto scozzese Charles Mackintosh. Il primo fu venduto nel 1824 ed era realizzato in tessuto gommato. L'avanzamento della tecnologia ha fatto in modo che oggi non abbia più la tendenza a "sciogliersi".

2 commenti:

  1. Interessante questo post!! nn so mai dare i nomi giusti agli abiti maschili!

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