21 novembre 2012

Pensieri così


Ormai è un anno che vivo a Milano, e non potrei essere più contenta di essere finalmente andata via da Parma. Non ho mai sopportato abitare in una piccola città, e sento che il modo di pensare di un ambiente così ristretto mi ha purtroppo influenzata un po’.
E’ difficile non crescere con una mentalità provinciale, stando in un posto del genere.

I più grandi problemi delle piccole città sono due: tutto sa tutto di tutti e la gente giudica.
Ho sempre sofferto molto di entrambe le cose. 
Mia mamma era una donna molto severa che tendeva a controllarmi, qualunque cosa facessi lo veniva a sapere. La cosa che mi ha sempre scioccata è che la maggior parte delle cose le veniva a sapere dalle sue amiche.
“Ho visto Giulia in giro un un ragazzo ieri, eh? Com'è che si chiama..ah si...”

Per me era inconcepibile di come donne di 40 anni potessero prendersi la briga di telefonare ai miei (lo facevano addirittura i padri!) per raccontare loro di avermi vista con qualcuno, con il chiaro scopo di spettegolare.
 Le figlie degli amici dei miei, molte nella mia classe, raccontavano tutto ai genitori, che trovavano di grande interesse parlare delle vicende amorose di quindicenni cretine. E non c’era niente che potessi fare a riguardo.

Il fatto che io fossi “quella che se ne voleva andare” mi ha sempre messa in cattiva luce davanti al gruppo di amici che la mia famiglia frequentava. I loro figli non capivano perché volessi tanto andare in Francia. 
Poi mi sono messa con un ragazzo della Repubblica Ceca, e non vi dico le chiacchiere... è stato come un affronto personale a tutti loro, il fatto che avessi fatto un tale SGARBO ai miei genitori, mettendomi con qualcuno che non solo non era di Parma (orrore) ma nemmeno, udite udite, italiano! E pure dell’est! 
Poco importava che fosse cento volte meglio della media dei fidanzati deficienti delle loro figlie, a 24 anni ancora sfaccendati e sulle spalle dei genitori, almeno loro erano di Parma (eh). 

Mi sono sempre piaciuti ragazzi che hanno viaggiato e che hanno la mente aperta,senza pregiudizi nè grandi problemi. Purtroppo chi è abituato a stare in una piccola città tende a chiudersi, stare in gruppo, giudicare tutti. Mi inserisco un po’ in questa categoria, e alcuni miei amici sono uguali. 
Dunque mi piace stare con una persona che non è assolutamente così, che è aperto con tutti, senza pregiudizi. Se dunque c’è ancora del provincialismo in me, mi viene fatto notare, ed eventualmente stroncato.


Quando sono partita per 3 mesi a Saint-Tropez con Lukas, un paio di amiche di mia madre si sono permesse di telefonarmi per avvertirmi del grande errore che facevo, e di stare bene attenta alle persona che frequentavo. 
Ero rimasta sola con mio padre, e mi sentivo persa, di certo non pronta a sentirmi dire cose del genere. 
Non potevo credere alle mie orecchie.

Poi c’è stata la storia della mia traballante carriera.

“Beh Giulia dai, se non ce la fai puoi sempre tornare a lavorare da tuo padre...”
“Beh sai Giulia, senza nessuna conoscenza importante sarà difficile che trovi lavoro a Milano...”
“Beh sai Giulia, hai sempre avuto ambizioni strane rispetto agli altri...”

Tutti erano molto interessati a cosa stessi facendo, e facevano sempre domande insistenti: “ cosa stai facendo in questo periodo? Ma stai facendo dei colloqui?”

Farsi i fatti degli altri a Parma è perfettamente normale. Con chi esci, cosa fa suo padre...le madri sparlano con le altre madri, i padri con i padri e addirittura le nonne con le nonne. 
Mia nonna è venuta a sapere con chi potenzialmente poteva uscire mio fratello perché qualcuno le ha detto di aver visto delle foto sul suo Facebook. MIA NONNA?!!

Niente mi ha resa più contenta che andarmene, prima a Lione e poi a Milano. 
Andare a Lione mi ha cambiato la vita. Non sapevo neanche cucinarmi un uovo o lavarmi una maglietta prima di partire, ma avevo un'urgenza di andarmene, vivere da sola, fare le mie cose. Ho conosciuto gente da tutto il mondo, sono stata da sola 10 mesi, ho cominciato a lavorare e da lì non mi sono più fermata. Fino a che sono stata a Parma ho dato i miei esami all'Università svogliatamente e di malumore, senza fare niente altro. Dopo la Francia ho cominciato a lavorare, come commessa e come hostess, in pochi mesi ho finito gli esami con il massimo dei voti e mi sono laureata. Poi sono partita per lavorare 3 mesi a Saint-Tropez.
Da lì ho cercato di non chiedere più soldi a casa e di cavarmela più o meno da sola.
Incontrare gente che viene da paesi non ricchi come il nostro che riescono a studiare, mantenersi e raggiungere posizioni professionali invidiabili sicuramente mi ha spronata a fare meglio. Non ho più guardato le persone che fino a quel momento avevo frequentato con gli stessi occhi.


Se non fosse per la mia famiglia e le mie amiche, mai tornerei a Parma. Devo però ammettere che tornare ora, dire che sto lavorando per una bella casa di moda e che ho preso casa con il Michele, una persona seria e indipendente, non certo un ragazzino (nonostante l’età) mi rende orgogliosa, come se dovessi dimostrare qualcosa a questa gente, le cui figlie vivono ancora con loro a 25 anni, stanno con gli stessi babbi di minchia da sempre, non hanno nemmeno intenzione di muoversi da li, e mi guardano addirittura male.
Dunque vedete, qualche retaggio del passato mi è rimasto addosso :)

Tutte le volte che torno mi prende il malessere. 
Non sopporto vedere sempre le stesse persone, che fanno sempre le stesse cose, che non hanno un ambizione nella vita, che ripetono sempre, paradossalmente "ah ma io me ne vado. Me ne voglio andare. Dopo il diploma/laura/ specialistica me ne vado". 
E NON SE NE VA NESSUNO. SONO SEMPRE TUTTI Lì, negli stessi locali, davanti agli stessi bar, a parlare con la stessa gente. Si fidanzano tra di loro, escono tra di loro, niente cambia.Quando se ne vanno, si fanno comunque mantenere dai genitori, e fanno poco o niente nella vita. Conoscere nuova gente, vedere posti nuovi, è impensabile per loro. Gente che potrebbe anche solo viaggiare invece che fare niente tutto il giorno,neanche studiare, fare qualcosa che non sia passare da un bar all'altro di Parma grattandosi le palle. Mi fanno venire il male di vivere.

Ieri sono tornata a Parma, ed è stata la stessa storia di sempre. Ero dal dottore, e la mia dottoressa per ingannare il tempo durante la visita si è messa a parlarmi del figlio di una sua amica, gay.
Il suo punto di vista è che questo povero ragazzo sia malato, e niente affatto contento della sua situazione. “Sai, i gay non sono contenti di essere così, non hanno delle vite felici. I suoi genitori poverini negano l’evidenza, meno male che si è trasferito a Milano, lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Almeno sta nel suo ambiente”.
Io stavo lì sdraiata, senza sapere cosa dire.
“Sai, almeno le lesbiche si nascondono. I gay no! Quindi questo ostentare dimostra insicurezza, poverini. Per esempio in ospedale ci sono due – professione-  che sono gay, però a vederli non sembra, sono molto professionali, non stanno lì a fare le checche”.
E passa a raccontarmi della volta in cui, su una spiaggia pubblica, si rivolse ad una coppia di lesbiche per dire loro di smetterla con le effusioni in pubblico. Loro risposero giustamente: “ non facciamo niente di male”, e lei ribattè “beh, date fastidio a me, quindi qualcosa di male la fate. Ci sono dei bambini, qui”.
Come se non si potesse spiegare ad un bambino cosa vuol dire il fatto che due donne si vogliano bene.

Io sempre piu scioccata facevo cenni con la testa e tentavo debolmente di ribattere,imbarazzata, fino a che il discorso si è concluso con un paradossale:  “sai, Parma per queste cose è una città così provinciale...”.

Tornando in treno poi ho incontrato il figlio di amici di famiglia. Questo ragazzo ha più o meno la mia età e si è appena laureato. Subito, come da tradizione, si mette a raccontarmi tutta la sua vita, stando bene attento a fornirmi tutti i dettagli, così che io possa riportarla a tutti (certo, come no).

La frase che mi ha stesa è stata: “sai, ora sto andando a vivere da solo. Mio padre ha un appartamento sotto il suo ufficio, così posso stare lì durante la settimana, lavorare con lui e tornare a casa solo ogni tanto.Un primo passo verso l’indipendenza!”

La mia testa riecchieggiava di grassi e sonori “HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA”.

Tesoro, vai a vivere in una casa di tuo padre, lavori per lui e torni a casa a fare il bucato. MA QUALE INDIPENDENZA?!!

Sempre più scioccata, sono fortunatamente arrivata a Milano, dove mi sono fatta delle grasse risate con le mie coinquiline.

Che dire. Ditemi pure il vostro punto di vista sulla faccenda!
Con questo post non voglio assolutamente dire "Io sono arrivata e loro no", voglio solo dire che ci sono tante mentalità diverse in giro, e non tutte mi piacciono.

Ovvio anche che non tutta Parma è così, solo certe persone che mi sono trovata a frequentare o incontrare mio malgrado.



95 commenti:

  1. Sei veramente troppo severa con Parma. I mean, capisco i rigurgiti da situazioni/gente insipida del genere, ma cara Giulia... questa gente è everywhere; il provincialismo credo che esista a New York, come a Tokyo come anche nella tua amatissima Milano.
    Difendo Parma perchè ci abito e tutto sommato mi è sempre piaciuta questa piccola città. Io non vivo quello che hai descritto tu: abito in campagna che più isolata non si può e non cago nessuno. Punto. Tutto qui. E' facile non farsi tediare da persone insulse, secondo me (che ribadisco, sono ovunque, ma ovunque dabo).
    Il fatto di sentirsi stretti, di cercare di andare oltre, fare esperienze altrove, ha il mio massimo appoggio e riconosco che qui sono tutti molto comodi nella cuccia fatta da mami e papi. Ma anche a riguardo, i bamboccioni sono in tutta Italia e lo sappiamo..
    Taglio corto: Giulia, ogni città si può vivere bene, dipende dal nostro atteggiamento.
    I pro ed i contro ci sono in ogni dove.

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  2. Penso che sia più provinciale questo post che le tue amiche di Parma. Penso che criticare chi ha fatto scelte diverse dalle tue (nello specifico restare) sia esattamente la stessa cosa che essere criticata perchè hai deciso di partire. Penso che credere di essere più figa perchè stai a Milano/hai il ragazzo/vai a convivere sia la forma più grande di provincialisimo e fondamentalmente di superbia.

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  3. Guarda, io vengo da una cittá poco piú grande e altrettanto provinciale e ti capisco perfettamente! L'Erasmus dovrebbe essere obbligatorio, non sará perfetto ma é un'occasione per aprire gli occhi sulle mille vite diverse che potresti avere come poche altre. Io sono partita per un semestre in triennale e non sono tornata piú, haha :-)

    PS. Sembri molto piú simpatica quando scrivi questi post un po' "pensati" che dalle varie battutine su twitter, sai?

    M

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  4. io vivo a Cagliari, una città piccola, molto piccola in un isola lontana dal resto del continente Europa. La Sardegna ha in tutto 1 milione e mezzo di abitanti (5 milioni di pecore!)e a parte il mare e la natura c'è poco altro, bei posti ma poco altro.
    Qui tutti partono per necessità e pochi perdono realmente il tempo di giudicare una persona ambiziosa o fuori dagli schemi o semplicemente appartenente a questo secolo! Può anche capitare, ma in effetti chi se ne frega?
    Boh, rimango scioccata a leggere quello che capita nella tua città, e forse anche dal fatto che che ti metti problemi sulla questione "provincialità". Fregatene. Accettati, tanto non si è mai abbastanza accettabili a propri occhi. Migliorerai o crescerai o troverai un equilibrio. E manda a cagare chi ti dice che sei provinciale nella sua accezione negativa. Sei abbastanza intelligente da capire che ci sono degli aspetti positivi nell'essere di provincia.
    ciao, ricorda che il vero male sono i parrucchieri!

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  5. Sinceramente non penso che Giulia abbia peccato di superbia o di provincialismo, se ognuno si sentisse a proprio agio con le proprie scelte non avrebbe problemi a sentir parlare di quelle degli altri. Mi rendo conto che l'insofferenza di Giulia è probabilmente provocata anche dagli ambienti frequentati dalla sua famiglia: vuoi o non vuoi sono cose che ti condizionano!
    Per la cronaca anch'io vengo dalla provincia profonda, ma vivo felicemente a Roma da anni, ho casa per conto mio, lavoro e mi pago tutto da sola mentre parecchi miei coetanei stanno ancora bellamente a casa. E non è questione di abitare in una grande città o in provincia....è proprio questione di mentalità. E di gente che sguazza nella proprio immobilità questo paese è pieno...poi sia chiaro che ognuno è libero di scegliersi il proprio stile di vita, ma poi tante lamentele (non si trova lavoro etc) viste sotto questa luce perdono un po' del loro senso....

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  6. PPs- Ovvio che si puó vivere bene in qualunque posto, ci mancherebbe. Ma sulla noia di un certo stile di vita "stessa storia stesso posto stesso bar" direi che non si discute...
    Per fortuna non tutti sono cosí, né in provincia né in cittá, e grazie al cielo. Mi sembra che Giulia stia criticando un certo tipo di mentalitá, mica l'intera popolazione di Parma.

    M

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  7. Ciao
    intervengo perchè sono una parmigiana DOC, i miei genitori anche e l'unico "sgarro" a queste origini del mio albero genealogico è mia nonna che è nata nella campagna reggiana. Ho 21 anni e ho sempre vissuto a Parma. Da quando ne ho 19 vivo a Milano dove studio.

    Quando mi chiedono cosa ci trovi di interessante a Milano, rispondo che ne sono innamorata non tanto per quello che è, ma per quello che è stata per me: Milano mi ha cambiato la vita.
    Sin da piccola i miei genitori e in generale la mia famiglia (che pur essendo parmigiani non rispecchiano per nulla la descrizione da te fatta) mi hanno portata a vedere il mondo fuori da Parma; inutile dire che tutte le volte che tornavo provavo quello che tu racconti in questo post. E nessuno mi capiva, tutti mi deridevano peril mio voler "scappare".
    Gli ultimi anni di liceo sono stati terribili, ho sofferto tantissimo per questa cosa, immagina tu quindi quando ho avuto la possibilità di "scappare" a Milano! Che meraviglia, gente da tutto il mondo, mostre e eventi culturali ogni giorno, scegliere di essere invisibile per strada. Non è questo il lato bello delle metropoli?
    Quando tornavo nei we e vedevo i miei ex compagni di classe era un trauma: che mentalità ristretta!Quanti giudizi su cose che non li riguardavano! Che fortunata che sono a non stare più con loro!
    Poi, ragionandoci su, ho realizzato che tutti i giudizi che facevo su di loro (e che anche tu condividi, a quanto vedo) non sono altro che ulteriori giudizi. Chi siamo noi per giudicare le scelte di chi rimane?
    Io non le condivido, ogni volta che ci penso mi chiedo come i miei coetanei non siano per nulla curiosi di vedere il mondo fuori da Parma, ma questo non significa che io debba sentirmi superiore a loro, perchè altrimenti si ricade sempre nello stesso errore. è un pensiero che tengo sempre a mente, sto cercando anche io di disintossicarmi da tutto quel provincialismo che mi ha cricondato per così tanto tempo. Mi è ancora difficile, ma ci sto lavorando ;)

    Conosco benissimo l'ambiente di cui parli, e credo tu sia stata molto severa con i tuoi concittadini. Sì, Parma è una cittadina meravigliosa rovinata da chi ci abita ma credimi, se scavi appena sotto alla superficie scoprirai tante tante persone molto diverse da chi ti ha circondata fino ad ora. Inoltre il fatto che tu abbia viaggiato e conosciuto gente molto diversa dovrebbe averti fatto capire che "tutto il mondo è paese" e che i pregiudizi e la mentalità ristretta sono, purtroppo, ovunque. Non solo a Parma.

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  8. Superfluamente: hai ragionissima, e ti capisco perfettamente. Bisogna accettare che anche gli altri facciano quello che gli pare, anche se sembra lontano da noi e dalle nostre scelte.

    Certo che so che i pregiudizi sono ovunque, io parlavo del mio caso specifico. E poi ovvio, ci son o persone così ma ho cercato di circondarmi di gente di altro tipo :)

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  9. per quanto tu possa avere ragione, effettivamente questo post puzza un po' di rivincita/snobbismo/provincialismo ecc

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  10. Anch'io vengo dalla provincia, e mi sono sempre sentita diversa da quelli che mi circondavano e dalle loro scelte di vita, ma se c'è una cosa che mi dà più fastidio dei provinciali sono quelli che "scappano". Ho sempre adottato un atteggiamento di volontario distaccamento dalla massa e crescendo ho capito che si rimane comunque se stessi anche vivendo a fianco di chi non ci rispecchia,bisogna solo aver il coraggio di tollerare le critiche e i pettegolezzi. Io da queste cose mi sono sempre estraniata, anzi quasi ci godo, ma in questo fortunatamente mi viene incontro il mio carattere... Capisco che non per tutti possa essere così. Credo che vivendo in una grande città (cosa che ho considerato di fare) alla fine mi omologherei a quelli che vogliono fare gli "alternativi" e risulterei una dei tanti, così ho optato per una scelta ancor più controcorrente: vivere isolata nella campagna (non faccio l'eremita però si chiaro) tanto al giorno d'oggi bastano i libri i giornali e internet e sai sempre quello che conta, anche prima degli altri, anche prima di quelli che si sentonofighiperchèvivonoa..., perché è la testa che fa la differenza, non il luogo. E poi ricorda,come dice il proverbio ( e i proverbi nascondono sempre grandi verità), che "tutto il mondo è paese...". Ti auguro di poter vivere dove ti sentirai più a tuo agio ma spero anche che un giorno tu possa vedere la tua Parma sotto un altro aspetto

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  11. va bè dai, siamo al narcisismo totale, la consapevolezza di essere provinciale ma volerlo negare a tutti i costi, come se fosse un male, una colpa, per poi sentirsi fiera di vivere in posto stressato con prezzi pazzi solo per raccontare a tutti che ora sei bella ricca ed emancipata, questa si che è vita vero??....cosa fai da valentino?i post su facebook?...per favore

    non capisco questi post...hai bisogno di autoaffermazione? di sentirti dire che sei bella e brava e che ti sei presa una bella rivincita, o addirittura di ricevere commenti acidi per godere dell'invidia che potresti aver scatenato? se quello che hai ti rendesse davvero felice forse non avresti bisogno di scriverlo sul web.
    Prima di arrabbiarti rifletti

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  12. Pensa, io ho fatto il contrario. Ho viaggiato, studiato all'estero, vissuto in una metropoli, fatto i lavori più disparati e alla fine... sono andata a convivere col fidanzato in un paesino di provincia, spersa nella campagna (nb. ho solo 23 anni, ho fatto tutto molto in fretta). Ho preso dalle mie esperienze tutto il buono che c'era ed ho deciso di stabilirmi in un posto che io giudico semplicemente "tranquillo".
    Vedi, anche io conosco molta gente provinciale e chiusa. Molte delle ragazze che conosco da queste parti si inventano ogni sorta di scusa per non lavorare, farsi mantenere, voler rimanere bambine a tutti i costi.
    Mi cascano le braccia ogni volta che sento i loro stupidi discorsi.
    Quello che faccio io è semplicemente ignorarle. Penso che ho un uomo che amo e che ama anche questa parte più "matura" e sveglia di me. E questo mi basta.
    E poi, come dice anche Superfluamente, se scavi appena sotto alla superficie scoprirai tante persone molto diverse.

    T.G.

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  13. non sai come ti capisco... anch'io appena tornata dall'erasmus ho provato le stesse cose e mi ha ferito profondamente il disinteresse delle mie amiche riguardo alla mia esperienza, mentre per loro era indispensabile raccontarmi per filo e per segno quello che era successo nelle loro vite uguali da 20anni vissute nello stesso buco in provincia di milano... mi sento snob e superficiale quando faccio questi ragionamenti, ma per ma è incomprensibile la totale mancanza di cuoriosità o obiettivi a 22 anni...

    ti mando un abbraccio!

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  14. Mi dispiace Giulia, per quanto di sensato ci possa essere in quello che hai scritto, col tuo giudicare (cosa che fai) ti rendi identica alle persone che critichi.
    Nessuna scelta di vita, nessun interesse è migliore di un altro. Ricordatelo.
    S.

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  15. Non sai quanto ti capisco!!!! IDEM

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  16. io vengo da Ravenna e un po' ti capisco per il fatto della mentalità perché diverse persone sono così: chiuse, senza un briciolo di curiosità però non tutte sono così. Nella mia città ho conosciuto persone che non sono così come quelli di teatro oppure alcuni miei amici che anche se non fanno arte sono delle persone interessanti da conoscere e da ascoltare.
    Inoltre mi piace Ravenna come città. sono stata a Milano alcuni anni fa per alcuni giorni e ovviamente ero curiosa come per esempio il fatto della metropolitana, mai presa prima. Però non vedevo il cielo, ma solo palazzi enormi e alti.
    Riconosco a Milano il fatto che sia attiva anche artisticamente però dal viverci non so. per adesso direi di no.

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  17. Io parlo da milanese autoctona, e posso affermare con una certa sicurezza che Milano è una città che si atteggia a metropoli ma in realtà non è affatto meglio della Parma che tu descrivi. Leggi Venere In Metro di Culicchia e rimarrai inorridita da come viene dipinto il capoluogo lombardo.


    Almeno voi di Parma avete una ricchissima tradizione gastronomica di cui vantarvi, noi una città in scala di grigi

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  18. Giulia, hai ragione da vendere. C'è poco da fare: chi vive per tutta la vita nello stesso ambiente rimane ancorato ad un tipo di mentalità difficilmente condivisibile con chi invece ha vissuto altrove, visto realtà singolari e vissuto esperienze differenti. Quando torno nel mio paesino e parlo con le amiche di sempre che post-superiori sono andate a lavorare nell'ufficio del parente X e frequentano da anni le stesse persone e gli stessi posti, capisco che ormai tra noi c'è un abisso. E' tutta gente che avrebbe potuto fare esattamente quello che ho fatto io ma che ha scelto di non sbattersi molto ed è rimasta limitata ad una sola realtà.

    Sono felice che tu conviva con IL Michele, è una cosa bellissima! In bocca al lupo!

    S.

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  19. Capisco di mettermi in una posizione scomoda giudicando così la gente che mi sta attorno, lo so che in fondo chi fa quello che lo rende felice è a posto con sè stesso, quindi perchè prendersela tanto? Se i miei vecchi conoscenti vogliono condurre la loro vita in questo modo, liberissimi.
    A volte mi scaldo troppo e giudico, avete ragione :)

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  20. Io ho più o meno vissuto le stesse cose.
    Sono cresciuta in un piccolo paese, ma sono sempre stata per conto mio, fin da piccola ho "selezionato" abbastanza le amicizie e mi sono sempre ritagliata dei miei interessi.
    Dopo l'università ho vissuto un periodo a Londra, a Parigi e poi un anno a Madrid e quest'ultima esperienza mi ha cambiato la vita.
    Ora sono a Milano e onestamente pur essendo una città grande, la trovo molto provinciale.
    Quindi io credo dipenda dai punti di vista, io torno volentierissimo a Belluno, perché ho la mia famiglia, ma di tutti i pettegolezzi, la gente che sparla fuori dai bar e la piccola mentalità che ci può essere lì, me ne infischio altamente.
    Non ci vivrei mai a Belluno, come non vivrei a Milano, ma sul fatto che una città piaccia o no, è totalmente soggettivo.
    Viaggiare è importante, apre la mente totalmente, ma ci sono persone che non si schiodano dal loro paese o dalle loro piccole realtà, una delle mie più care amiche si è sposata due mesi fa, non ha mai fatto un'esperienza via da casa e i cambiamenti la spaventano.Ma è la persona più rispettosa e speciale che io conosca e non ha mai e poi mai giudicato le mie scelte, che, mi rendo conto, a volte sono state parecchio estreme.
    Ma ho avuto modo di conoscere anche persone giramondo super stronze che si sentono superiori solo perché si sentono "vissuti".
    Comunque tremendo quello che ha detto la tua dottoressa sugli omosessuali, io l'avrei presa per il collo questa, ti dico solo che una volta ho animatamente discusso con un amico di mio fratello il quale sosteneva che l'omosessualità è una malattia.
    UNREAL.

    Bacioni!

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  21. Sono perfettamente d'accordo con il primo anonimo. Questo post mi sa tanto di generalizzazione. Sono di Parma anch'io ma non mi rispecchio per niente nella tua descrizione. È vero, gente così esiste, ma ci sono anche le persone "normali". Questa tua descrizione di Parma come la "città dei figli di papà" mi sembra alquanto limitante... Diciamo piuttosto che questa è l'unica dimensione che tu abbia davvero conosciuto.
    Poi come se tutti i milanesi fossero gay friendly. C'mon
    G.

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  22. Giuly, le tue vicende a Parma si contendono con le mie il primato di spettegolezzi e giudizi dal 2008 ad oggi! :-) ma come vedi sto benissimo lo stesso! :-) baci

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  23. ma infatti è solo la dimensione che ho vissuto io, o meglio una parte di essa. Le mie migliori amiche non sono assolutamente così, anzi.

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  24. Oddio Giulia (mi fa tanto strano chiamarti per nome)! è la prima volta che mi "azzardo" a commentare, perciò abbi pietà di me... mi è seriamente impossibile trattenermi! Mentre leggevo quello che hai scritto non riuscivo a credere ai miei occhi: "Non può essere, questa è la storia della mia vita". Situazioni e tutto ciò che ne consegue (l'insofferenza, l'alienazione, l'indifferenza e il malessere) pazzescamente simili, riprodotti nel mio caso in una piccola città del Sud (Reggio Calabria,che magari neanche hai mai sentito nominare e che, mio malgrado, amo visceralmente). Pur provandoci, non potreste mai immaginare quanta aridità e ristrettezza mentale ci possa essere in un contesto del genere: Qualcosa di allucinante. Io purtroppo sono ancora bloccata in un limbo... Sapere che tu ce l'abbia fatta nonostante sofferenze e lotte (tu hai avuto la fortuna di nascere in un ambiente un minimo privilegiato, fortuna che io ahimè non ho avuto), mi spinge a pensare che (magari) ce la possa fare anch'io.
    Un abbraccio
    L.

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  25. ti ho inviato una mail per risponderti in privato a questo post, mi ha dato molti spunti interessanti :)

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  26. Come il primo anonimo delle 17.52, mi rispecchio perfettamente nella tua storia. Il mio problema però lo sto ancora vivendo, essendo all'ultimo anno di Liceo, e devo ammettere che quest'anno (più degli altri) mi sta pesando davvero. L'anno prossimo spero di cambiare radicalmente.

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  27. Vivo ad Arezzo e ho 18 anni e hai parlato della tua Parma come io avrei parlato esattamente della mia città! Faccio architettura al liceo d arte e non ho ben in mente di cosa fare dopo le superiori,di sicuro me ne andrò via alla svelta da un a città dove solo quello che conta sono le apparenze. SS.

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  28. In parte concordo con chi vede in questo post una sorta di "vi dimostro quello che ho fatto", in parte credo che (come hai scritto tu stessa)dipenda dalla dimensione in cui hai vissuto tu, perchè io a Parma ci ho studiato medicina piu' la specializzazione e avevo ben altro a cui pensare, e frequentavo gente (non tutti di parma)che magari aveva viaggiato poco ma non per questo di mentalità ristretta, anche i luoghi non erano i negozi o i barettini del centro-dove pare vada tu-Credo che questo post sia un pochino infantile e riduttivo, ma son la prima sostenere viaggi, autonomia ed auto affermazione nel mondo con le proprie forze

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  29. anonimo delle 19.10...il ronf era rivolto al mio commento o al post?? se al mio commento nessuno ti obbliga a leggere...ma scema io che sto a rispondere ad un troll

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  30. Ronf era rivolto al post che sembra ricalcare una sceneggiatura di Muccino (va da sè che si ironizza!)


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  31. Ragazzina viziata figlia di papà che è più provinciale dei provinciali che critica tanto.. Io viaggio io lavoro nella moda! Povera bimba tutti a Parma le parlavano alle spalle! Ma per favore.. Meglio essere provinciali ( come me!) piuttosto che vivere a Milano e avere il dito al culo come te!

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  32. Ahah probabilmente il "ronf" era riferito al mio di commento(anonimo delle 17:52) e hai ragione: una cosa così pallosa non l'ho mai letta nemmeno io. Però dai..per questo ho chiesto pietà ;)

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  33. hai rinnegato un'ambiente con cui(tuo malgrado) hai dovuto convivere, ma alla fine il tuo sfogo sa tanto di rivalsa spocchiosa della serie: ho lavoro figo, vivo in un posto figo, ho il ragazzo figo (tiè).

    Con lo stile del tuo commento hai fatto ben capire che in fondo hai pure tu l'imprinting da provinciale che si cura di cosa dicono gli altri di sè e che vuole far sapere agli altri i propri successi per suscitare invidia.

    Penso che sarebbe bastato che tu molto schiettamente e semplicemente avessi ammesso il punto chiave: sei serene perchè finalmente hai un lavoro che ti piace, stai con un bel ragazzo che ti rende felice e le cose girano per il verso giusto (e io son felice per te, davvero).
    In questo modo saresti stata superiore a commenti, pettegolezzi, stile cafone da provincialotto-medio.

    Detto questo, contenta per te che Milano rappresenti a tuo parere il Bengodi, ma permettimi di difendere la tanto vituperata provincia. Io a vent'anni ero a vivere in Cina e di esperienze ne ho fatte, ora son tornata nella ridente Emilia e male non si sta, anzi c'è uno stile di vita ottimo. Le persone da frequentare basta sceglierle, con cura, in base alle reali affinità e se non si vuole vedere un "certo tipo di gente" (che è a Parma, come in qualsivoglia città, anche Milano) basta evitare i posti da loro frequentati.
    e.

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  34. Milano piace solo ai provinciali, chi ci abita da sempre la trova estenuante, soprattutto se ha viaggiato. Alla fine siamo tutti provinciali, i Varesotti/bergamaschi/cremonesi/parmensi che Milano è il top, e i Milanesi che Londra/Parigi/NY son troppo avanti... Secondo me star bene nella città in cui si è nati (non importa quale) non è sintomo di sanità mentale. Una sola cosa mi sento di consigliarti subito Giulia: CAMBIA DOTTORESSA.

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  35. Mamma mia, davvero la mentalità è così? Le frasi che ha detto la dottoressa mi hanno davvero fatto rabbrividire. Vengo anche io da un paese piccolo (più piccolo ancora di Parma) quindi so dello sparlare alle spalle, del sentirsi controllata e giudicata ogni cosa fai e di sentire di dover stare attenta di cosa fai, che sennò la gente parla (anche se come te mi rifiuto di vivere come si aspettano). Detto questo, non sono andata matta per il "a 25 anni vivono ancora con i genitori", dato che mi sono un po' sentita presa in causa, dal momento che di anni ne ho (quasi) 25 e sì, sto dai miei e studio mentre la casa che ho preso con il mio fidanzato è in ristrutturazione. E sinceramente anche se non sono una fan della provincialità generale (non sono nemmeno sicura che provincialità esista come parola) io non aspiro a vivere in una città grande come Milano, che mi darebbe la nausea per il caos e lo smog. A ognuno il suo, immagino.

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  36. Non diciamo cazzate, per i bergamaschi Milano non é il top, anzi. Noi di Bergamo odiamo i cicianebbia

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  37. ecco, quindi immagina un ragazzo "eccentrico" come me a parma. credo di averne sofferto fino ai primi anni delle superiori, poi sinceramente m'è passata la voglia e ho iniziato a sbattermene il cazzo. sono ancora vivo, continuo a fare spola parma/asia asia/parma, ho dei lavori per cui dovrei baciarmi i gomiti, e grazie a dio una famiglia e una ragazza con cui sto bene. il fatto è che coi parmensi devi far capire che sei più figo di loro, lol. ah, ciao giulia, keep safe

    p.

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  38. ma questi post li fai per avere visite e commenti vero??? e dai

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  39. voglio dire..sei furba perchè hai capito cosa attira la gente sul tuo blog e allora ci marci, visto che il bannerino di Grazia mica te l'han messo per bellezza, secondo me ormai il tuo blog e i tuoi toni sanno di finto lontano un miglio
    il prossimo post su cosa sarà? fammi indovinare..magari una critica alle fashion blogger troppo fashion, chissà :D

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  40. @sternflammende
    Milano semplicemente è diventata una vera merda, solo chi viene da fuori ed è provinciale inside la vede come una gran città o chi vive tra eventi fighetti, loft penosi spacciati per design o case fighe, locali alla moda costruiti l'altro giorno, chi ci abita da generazioni sa che la città ormai ha cambiato faccia in peggio, ma la realtà di Venere in metro è il meno, il peggio è ben altro qui
    Che poi i milanesi sono anche tendenzialmente antipatici, quest'estate ho incontrato gente da tutta Italia, ma i più molesti, ostili o snob ridicoli erano sempre i milanesi, io milanese stavo molto meglio con napoletani, trentini ecc per non parlare poi dell'aspetto salute

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  41. Una mente mediocre. E te lo dice una persona che è andata a vivere da sola a 14 anni, nata in un paesino sperduto di un paese del terzo mondo, e oggi ha un posto di lavoro molto superiore al tuo, nella prestigiosa industria dell'alta moda di Milano. Il tuo narcisismo non ti permette di vedere al di fuori delle tue scelte e la tua giuventù non è capace di valutare il meglio per quanto sia evidente e matematico. Non vantarti tanto delle tue conquiste, le tue decisioni sono sempre al 50% di possibilità di successo, così come quelle di tutti.

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  42. anonimo lo sai che rispondendo a questo post stiamo solo facendo il gioco della signorina che ormai scrive i post personali solo per attirare visite e lo sa benissimo, non faccia la finta ingenua, ripeto, il bannerino di Grazia non sta lì per diletto
    certo che poi è triste, in Italia i blogger famosi sono tutti basati su polemiche e mediocrità, che schifo

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  43. ma dai anche i tuoi post su Twitter sono tutti costruiti ad arte, non è umanamente possibile che tu sia davvero così, se pensi di essere divertente magari lo sei per tante persone, per me no :D se ci vuole questo per diventare una blogger di successo nella provinciale Italia, siamo davvero messi male, OUCH (cit.)

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  44. Ti seguo da credo un paio d'anni ormai e credo di aver commentato i tuoi post solo una volta (un vecchio giveaway che organizzasti e che vinsi..peccato che non ho mai potuto ricevere il premio...) ma stavolta devo risponderti.
    Sono una studentessa fuorisede, vengo da una città che potrei benissimo descrivere come tu hai descritto Parma e mi sono trasferita in una città ancora più piccola ma con un ottima università. Il provincialismo lo conosco e lo sono stata pure io, probabilmente ancora dimostro di esserlo ma non è questo il punto.
    Hai parlato delle persone che a 25 anni ancora stanno in famiglia mentre tu sei indipendente, convivi con il fidanzato e hai un lavoro nel campo della moda a Milano. Ora, io sono una ragazza mantenuta dai genitori, mi pagano l'università, le spese e vivo in una casa di proprietà loro. Sono una di quelle che è andata via da una città simile a quella che tu descrivi e che si fa mantenere dai genitori. Non perchè sia una svogliata o un incapace ma perchè i miei genitori sono particolarmente contrari al fatto che mi trovi un lavoretto (che sia come hostess o come segretaria) durante il mio percorso di studio. Per fortuna non ho problemi economici da dire ''ho bisogno di trovare un lavoro sennò non posso arrivare a pagare tutto'', però non mi sembra carino esaltarti a ragazza che ha studiato e lavorato (fare l'hostess senza offesa non mi sembra un lavoro...) dicendo che guardi il resto dei tuoi amici in modo differente, detto con una sorta di sufficienza nei loro confronti. Non puoi fare di tutta l'erba un fascio perchè in effetti e mi dispiace dirlo, sei così esaltata riguardo Milano che sembri ancora più provincialotta. Hai passato un sacco di tempo a parlare di questa città in tono superiore, come dire io ce l'ho fatta e mò sto una rampa di scale sopra voi poveracci. Certe volte fai dei post che risultan essere una ricercatezza di simpatia/carineria/tenerezza forzatissima. Poi, il fatto che lavori nel campo della moda non vuol dire che tu sia chissà su quale piedistallo. Ognuno sceglie (sempre se ha la fortuna di farlo) in che campo lavorare. Piacerebbe anche a me lavorare in campo economico nel settore moda ma non per questo direi ''e poi lavoro nel mondo della moda'' come dire -poveracci voi e il vostro posto di lavoro non cosi ambito e coooool-. Le persone interpretano spesso questi tuoi post in modo negativo, senza offesa nuovamente ma riguardo certe cose proprio non sai porti. Mi auguro solo che in ambito lavorativo tu riesca ad emergere non in negativo per questo tuo provincialismo che tanto critichi ma che tanto è insito in te.
    Detto questo: certe persone qualunque professione svolgano o posizione ricoprano farebbero meglio a mettersi due mele in bocca prima di parlare. Il karma funzionerà anche con la dottoressa (e io la cambierei).

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  45. sì brava Giulia, brava. coi tuoi viaggi, i ragazzi, la carriera... sì, sei figa, non ti preoccupare

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  46. brava giulia!anch'io sono un esempio come te..ho lasciato tutto giu in calabria xtrasferirmi a milano.adesso è da 8mesi che vivo quì studio allo IED e mi trovo benissimo!unica pecca nn riesco a trovare un misero lavoro da commesso-freelance..

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  47. detta alla provinciale: mo scantot

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  48. Da studentessa di legge mi ha molto infastidito il tuo commento su Twitter, come se fare il praticantato a cifre da fame fosse una colpa e non una scelta obbligata che quindi ti porta a dover restare a casa dei tuoi, dopo aver sudato 5 anni (no triennale di 'sta cippa) su tomi immensi, pronta a farti un mazzo come una casa in vista dell'esame di stato.
    Io rispetto le tue scelte, cerca di fare lo stesso con quelle degli altri.
    C.

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  49. io invece penso proprio che Giulia ultimamente non faccia altro che esasperare i suoi toni sopra le righe, con i post, il modo di scrivere, le battute su Twitter, lo fa perchè sa che in questo modo, a dispetto di quello che si ostina a dire, attira polemiche e click sul blog e non vorrei dire ma in fondo i banner pubblicitari a lato ci sono e se ci sono un motivo c'è
    è inutile dire come sia cambiato questo blog e come abbia completamente perso spontaneità, anche se a volte "fare gli spiritosi" ha dei limiti, non vorrei essere l'amico di famiglia preso in giro in questo post o l'ex ragazzo (sempre che siano racconti veri e non inventati)
    è di cattivo gusto ma non solo, è proprio maleducato dire anche "quella blogger poverina ce l'ha fatta, quindi ce la possiamo fare tutti" è maleducazione
    non basta avere le scarpe di..chi era? Margiela? o il ragazzo caruccio o il lavoro nella maison importante, la maleducazione prescinde e visto che già ce n'è parecchia, non mi pare il caso

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  50. Non tutti nella vita vogliono lavorare nella moda e vivere nella città più inquinata d'Italia, quindi se uno vuole fare il praticante sottopagato e si tiene lo stesso ragazzo per anni sono affari suoi
    sinceramente l'atteggiamento mi pare identico a quello della dottoressa e poi mi duole dirlo ma è vero, i post carini e simpatici sono fintissimi, si capisce che sei snob e acida e la cosa peggiore è che stai anche costruendo il tuo successo su questo, siamo proprio alla frutta

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  51. Premesso che questo post è costruito ad arte per spingere le persone a fare commenti...e che nessuno è stupido qui....NON c'è nulla di più provinciale che criticare il provincialismo. Ma credo sia importante dirti delle cose. Sono nata neppure in un paesino ma nella campagna del nostro bellissimo paese, sono cresciuta a contatto con la natura e le cose belle, genuine, pulite. Ora vivo in una metropoli vera...una delle più grandi città del mondo...lontano dal nostro paese ed ho un lavoro che molti direbbero Wow e sono felice perchè faccio quello che mi piace e mi permette di vivere. Ma i posti dove sono cresciuta, le stesse facce, il calore della gente, l'aria fresca e la signora al bar che ti saluta per nome e ti chiede come stanno a casa...queste cose che mi mancano e ci sono momenti nella vita in cui non sentirsi anonimi è bello. Mi dispiace ma ti sbagli di grosso perchè hai parlato solo del lato brutto dell'essere provinciali quando c'è anche un lato piacevole ed è il sentirsi di appartenere profondamente ad un luogo, a delle tradizioni, a delle idee antiche che per fortuna mai cambieranno. Poi ho conosciuto gente nata e vissuta in grandi metropoli che aveva una mentalità chiusa e un cuore arido e gente nata e cresciuta in un posto dove ci sono solo verde tanto verde e pecore tante pecore ma con una mente aperta e un cuore grande. Ciò che fa un individuo provinciale nell'accezione negativa di chiuso, gretto, invidioso è solo l'ignoranza e la paura verso ciò è diverso. Ho avuto il privilegio di avvicinare persone appartenenti a tribù dimenticate nei posti più remoti della terra che difficilmente potrei definire provinciali e che con le loro parole, i loro pensieri e il loro modo di vedere il mondo mi hanno aperto la mente e poi allo stesso modo mi è capitato di incontrare gente super cool, che aveva viaggiato tutto il mondo e studiato nelle università più importanti ma dalle quali non ho ricevuto nulla se non un consiglio su come avrei dovuto valorizzare il mio viso con un diverso taglio di capelli o commenti acidi su conoscenze comuni. Il fatto è che conta molto l'educazione ricevuta, studiare, viaggiare, conoscere mondi diversi, volti diversi e parlare molte lingue ma se tutte queste cose le fai con un cuore chiuso rimarrai sempre come dici tu 'provinciale'. Prova ad aprire il tuo cuore e la tua mente e vedrai che poi questa differenza fra città e provincia, grande e piccolo, lontano e vicino ti sembrerà così senza senso.

    take care

    Emily

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  52. Per curiosità, che lavoro fai? 'Lavoro nella moda' e' generico.... Sei disegnatrice? Sarta? Marketing? Campagna pubblicitaria? Commessa in punto vendita? Non per fare polemica eh, proprio per curiosità e per contestualizzare i tuoi post.

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  53. Non lo faccio per attaccarti, a me piaci molto, ma credo che questo post sia perfettamente in linea col provincialismo di Parma. Tu potrai pensare che lo dico perchè faccio parte della schiera di quelli che non se ne sono mai andati. Forse è così. Ma giudicare una persona solo dai viaggi-studio o dai viaggi-lavoro che ha fatto nella sua vita lo trovo un po' riduttivo. Molti sicuramente rimangono per pigrizia o per chiusura mentale, ma dietro possono esserci anche altre situazioni. Direi che al provincialismo di Parma in questo post hai aggiunto lo snobbismo di Milano. Sono sicura che tu sia meglio di così.

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  54. Non vorrei commentare perchè mi sento solo di far aumentare il numero dei commenti in un post fatto apposta per attirarli, ma sento di voler dire la mia lo stesso. Io sono attualmente in Erasmus e contentissima di fare la mia esperienza all'estero per vedere il mondo e diventare più indipendente. Nonostante questo durante tutta l'università ho vissuto coi miei e continuerò a farlo anche quando tornerò perchè l'indirizzo che ho scelto è a tempo pieno e il tempo per trovare un lavoro che mi permetta di vivere da sola non ce l'ho. Non ci vedo nulla di male in questo anche se ovviamente ammiro molto quelli che riescono a studiare e lavorare allo stesso tempo. Ti posso dire inoltre che nonostante mi piacerebbe un giorno o l'altro poter viaggiare per tutto il mondo, il mio vero desiderio di vita dopo l'università sarebbe poter trovare un lavoro e andare a vivere col mio ragazzo nella mia città (pprovincia di Modena quindi non siamo tanto distanti). Molto probabilmente invece sarò costretta a lasciare l'italia per trovare un dottorato che mi permetta di sfamarmi e vivere da sola. Non penso che il fatto di voler vivere sono nata mi renda peggiore di te o provinciale o di mentalià chiusa. Detto ciò beata te che ti credi così meglio degli altri.

    Giulia

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  55. si può anche essere d'accordo con la sostanza di quello che scrivi, ma da un po' di tempo ti poni in un modo superficiale ed arrogante, per forza attiri critiche. Se avessi semplicemente esordito con: scusate, mi devo sfogare contro tutti quelli che a Parma mi rompevano le palle, forse saresti stata più onesta. Però hai generalizzato in modo riduttivo su quello che è la provincia: hai avuto a che fare con persone squallide, ma non tutti sono così.
    E non ci voglio credere che scrivi questi post un po' più personali per attirare click, sarò una provinciale tonta. Comunque è un peccato, ti seguo da un po' e mi piace(va) il tuo blog, ma tra modi antipatici e tweet acidelli/maleducati mi sta passando sempre più la voglia.
    Giulia

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  56. "in pochi mesi ho finito gli esami e mi sono laureata con il massimo dei voti"
    triennale di economia a Parma...cazzo che genio che sei, non oso immaginare il culo che ti sarai dovuta fare! anonimo di prima ti copio... MO SCANTOT

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  57. sì, infatti... "lavoro in questa importante casa di moda a Milano" è vuota come affermazione: di che cosa ti occupi? con che contratto sei?
    sii un po' più realista e pensa meno all'apparenza.

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  58. Ciao Giulia,

    Complimenti per la tua presa di posizione, ovvio che non tutti sono d'accordo, ma questo e' il bello, scatenare discussione e' la miglior cosa per aprirsi la mente.

    Hong Kong e' piena di gente "driven" ed e' un energia che a Milano ho sentito solo quando avevo 13 anni. Detto questo anche io vengo spesso criticata per "essere scappata"....va beh io cerco sempre di vivere secondo il mantra: la mia liberta' finisce dove inizia quella degli altri, e seppur mi manchino tante cose dell'Italia e in particolare di "casa", ogni volta che torno mi ritorna in mente perché me ne sono andata. E' cosi che riparto per una nuova meta. Infatti ho imparato a ringraziare le mie radici, perche' senza di loro non sarei stata spronata a vivere altre culture....

    ahahah io sono qua a scriverti ste cose e un ometto probabilmente di 80 anni e' appena passato davanti alla vetrina a torso nudo....You gotta love Hong Kong!!

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  59. Purtroppo è un problema comune a tutti le piccole realtà, vengo da un paese del centro Italia da cui sono scappata a 19 anni per andarmene a Milano, e se ogni tanto ci torno è solo ed esclusivamente per la mia famiglia. 8 anni dopo non tornerei mai indietro sulle mie decisioni, anche se tra alti e bassi sono felice e preferisco vivere così (anche perché sostanzialmente non mi posso lamentare) che abitare ancora con i miei a 30 anni come fanno tutte le persone del mio paese, anche perché secondo me le solite scuse (gli affitti costano, il lavoro, bla bla bla) non reggono granché.

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  60. Io sono nata e cresciuta a Milano e anche la mia città di origine è una città grande/principale e mi riconosco lo stesso in questo ! Nel senso che l'INSOFFERENZA all'ambiente attorno (che poi questo sia NY,Londra o HK non cambia davvero !)è in un cero senso la consapevolezza che c'è sempre qualcosa di altro "fuori" che ci può ulteriormente stimolare e arricchire proprio in virtù del fatto che è DIVERSO ! E davvero comunque in generale il problema dell'avere 25 anni e non essere propio indipendenti credo dipenda dal fdato di avere paura del mondo del lavoro e quindi cercare di ritardare l'ingresso il più possibile !! Ciao, Steph

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  61. il post è costruito per attirare commenti, infatti, tra l'altro non è che sei questa gran scrittrice, forse ti reputi simpatica, secondo me emani solo tanta "negatività" nonostante il tuo fidanzato, il tuo lavoro figo, la tua adorata Milano
    chissà per quale ragione uno dovrebbe trovare interessante una blogger che non fa altro che criticare tutto e tutti con una gran cattiveria, non risulta per niente simpatica anche quando finge di esserlo o scrive post solo per avere i click necessari a mantenere lo status di blogger sponsorizzata, tristezza a palate

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  62. chissa per quale ragione dovresti perdere tempo a commentare allora! Nessuno scrive post per i commenti,anche perchè non fa certo piacere ricevere commenti negativi.

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  63. Tralasciando il fatto se questo post sia scritto ad arte o meno.. e mi sono chiesta più volte cosa ti spinga a scrivere post dove sai che verresti attaccata... da lettrice affezionata quale sono mi spiace commentare in modo un po' aspro, ma devo dar ragione a un po' di anonimi qui sopra (ma almeno scrivere il nome??)
    Io ti seguo con piacere, non leggo il tuo twitter solo per pigrizia e ti ho sempre considerato un blogger competente. Ti scrivo con la massima sincerità, perchè ho notato anch'io che il blog è cambiato, anche se ti ho sempre difeso a spada tratta.
    Mi ha colpito la tua affermazione sui 25enni che stanno ancora a casa e si fanno mantenere.

    Dunque io provengo da una città/paese vicino Trieste. Siamo molto aperti perchè in un salto possiamo raggiungere tre stati diversi e realtà diverse, quindi la mentalità chiusa è circoscritta e non molto sviluppata. Come molte altre persone, ho studiato fuori sede facendomi mantenere dai miei. Tuttora sono mantenuta perchè mi devo laureare, ma non è che il giorno dopo prendo e me ne vado a Milano/estero e mi guadagno da vivere... io ho già messo in conto che me ne starò qui buona ancora un anno, mi cercherò un lavoro -qualunque esso sia- e mi metterò via i soldi per il mio futuro. I miei mi manterranno per ora, ma non ho alternative! Capisco perfettamente il tuo stato d'animo impaziente, la voglia di uscire ed essere indipendente. Io vorrei fare una marea di cose ora che non avrò più l'università a cui pensare, ma so che senza un lavoro non ne farò manco una.
    Ho fatto l'Erasmus e ho vissuto a Milano, ho fatto molte più esperienze dei miei coetanei, ma non per questo mi considero più aperta. Certo, mi fan strabuzzare gli occhi quelli che han paura ad andarsene, ma sono scelte loro, purchè non vengano a lamentarsi da me.
    Quando parlo di Milano tutti mi invidiano e sinceramente la città mi è piaciuta molto, l'ho vissuta come una boccata d'aria (non letterale :D), stessa cosa l'Erasmus... ma non capisco perchè mitizzarla... è una città e basta. Tu dovresti rispettare le tue origini, sapere che Parma avrà sempre un posto per te se la vita dovesse andarti male, non dovresti criticarla così... alla fine che male c'è a vivere in paese? Io non lo farò perchè so che ne sarei insofferente, ma ho amici che hanno la loro vita qui e sono felici.
    Anche a Milano frequenti gli stessi bar e gli stessi ambienti... la vedo come un gruppo di tante realtà, non come città unica, non so se mi capisci...
    Comunque questo post non mi è piaciuto moltissimo, capisco che tu ti senta realizzata, ma non puoi giudicare le scelte di vita degli altri.. i comportamenti possono infastidire, ma alla fine "who cares"? Tu torni a casa i weekend, ma dovresti essere felice di avere un nido che ti aspetta, gli amici di sempre.
    Io quand'ero a Milano ho litigato con il mio capo per lasciarmi a casa un giorno in più, non vedevo amici e famiglia da due mesi e prima di andare via ero in Spagna. Quindi capirai che desiderio avevo di tornare a casa.
    Ma so che non vivrei mai la mia vita qui. Solo non la denigro.

    Pensaci :)

    Un bacio!

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  64. non mi sento realizzata, ce ne manca un bel po', volevo solo sottolineare la diversità di vedute, parlando tra l'altro di gente che non è neanche mia amica intima.Comunque ti capisco, grazie del consiglio.

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  65. In effetti anche io sarei curiosa di sapere che grande posizione occupi in ambito lavorativo. Visto che su twitter ho letto il tuo penoso commento sui 25 enni che ancora fanno praticantati quasi gratis vorrei capire se dopo una triennale (giusto?una triennale?non hai preso una specialistica?ma poi l'università di Parma è conosciuta come quella del -vado la e 18 lo prendo senza aver mai aperto libro, se studiacchio un pò 24 lo prendo no problem!-, quindi con che coraggio dici agli altri a 25 anni ancora da mamma? Bellina l'università è per la maggior parte della gente un 3 anni + 2 di specialistica, più un anno di master per chi ha la disponibilità o se uno vuole un ulteriore studio per prendere il dottorato. Ma tu che ne sai? Dall'alto della tua posizione modaiola (che tra l'altro in te non ho mai visto niente che si avvicinasse a ciò che si può definire moda, mi piaceva il tuo stile nello scrivere e la tua originalità e poi stop, i post degli outfit erano noiosi).
    Ti leggevo ogni giorno, più volte al giorno, ma sei davvero diventata una (finta) snob che manco può permettersi di farlo. E nemmeno chiedi scusa a chi con i tuoi tweet e i tuoi post hai offeso. Certo che Grazia ha un bel coraggio ad affiancarti a gente ben più preparata e interessante di te. Mi spiace ma sei proprio diventata il NO della stagione

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  66. Non ho letto tutti i commenti perchè sono ben 65 però ti dico quel che penso del tuo post. Sono di Parma anche io e condivido il 90% di quello che scrivi, è allucinante vedere ragazzi di 20 anni che o si fanno mantenere da papà a Milano con 800euro al mese a Milano o vivono a Parma e non fanno nulla dalla mattina alla sera se non andare all'uni (chi ci va), uscire con gli amici e guardare telefilm. è ovvio che non tutti hanno spirito d'iniziativa, voglia di uscire dal nido e voglia di darsi da fare però io penso che a 20 anni fare qualche lavoretto (anche da 50 euro a settimana) sia doveroso, giusto e riconoscente verso i proprio genitori, specialmente in questi tempi di crisi.
    Io vivo praticamente da sola da 2 anni e, seppur i miei coprano le spese della casa, io cerco sempre di dare il mio contributo e da anni ormai i 90% di vestiti, trucchi, libri, cose personali, arredamento e cose varie le compro coi miei soldi e per i viaggi estivi dividiamo le spese al 50%.
    Condivido poi sul fatto che Parma sia una città di pettegoli (come tante altre in Italia) e sono fiera, in questo, di non essere troppo "di Parma", dimentico il nome delle persone ogni giorno e difficilmente mi si trova informata sugli ultimi gossip che dimentico all'istante. La vita non è fatta di Gossip e solo viaggiando e sfidandosi si cresce davvero. Non mi dilungo o racconterei metà della mia vita, comunque complimenti x il blog e per i tuoi post che trovo sempre interessanti... devo ringraziare un amico comune che mi ha fatto scoprire il tuo blog qualche tempo fa!

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  67. scusa un attimo Giulia, non è per farti i conti in tasca, ma tu che critichi tanto quelli che si fanno mantenere, ma sei proprio sicura che a te i tuoi non diano niente? perchè mi pare che l'anno scorso abitassi in una zona centralissima in affitto e ti permettevi di comprare cose molto costose, allora o è una bugia che con il blog non guadagni niente (a me un amico ha detto che a una sua amica la testata ha comperato il blog, non si tratta di una semplice collaborazione) oppure anche tu sei aiutata, perchè non abbassi la cresta? dubito che tu guadagnassi 2000 euro al mese ma anche se arrivavi a 1000 era già tanto e un bilocale in quella zona meno di 1200 non te lo danno

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  68. Sapevo che con questo commento ti saresti cacciata nei guai :) io ho apprezzato, nel senso che descrivendo con cosa sei cresciuta attorno ho compreso molto meglio perchè delle volte hai delle uscite che mi stanno un po' lì, per poi subito dopo pensare che ognuno è anche ciò con cui è cresciuto. Insomma di gentaccia brutta e chiusa ne è pieno il mondo, ma alla fine ognuno ha i propri pregiudizi e il bello è proprio riconoscerli e riuscire ad abbandonarli. Quindi ho apprezzato perchè era un post molto umano e perchè un po' di rivincita che male di certo non fa.
    Giulia daje !!! tanti baci
    Gue

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  69. Ma se uno è uno studente fuori sede e i genitori possono permettersi di mantenerlo mi chiedo che male ci sia! I miei non sarebbero minimamente felici di vedermi fare l'hostess o la commessa part-time perché lo vedrebbero come del tempo tolto allo studio, e ovviamente o lavori e studi o non hai il tempo di prenderti in settimana nemmeno una pausa per uscire con le amiche ( altrimenti beati voi che potete permettervi di dare esami che richiedano un impegno minore di quello che normalmente serve!). A milano le case costano parecchio e in più una deve viverci, e se mio padre mi paga tutto ben venga, come io farei per i miei figli. O siete soloinvidiose o delle moraliste mancate.

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  70. non c'è niente di male FRANCESCA se i genitori ti aiutano, ma siccome mi pare che lei sia la prima a fare la morale a chi vive con i genitori o si fa aiutare o peggio chi da il praticantato, credo che dovrebbe sciacquarsi la bocca, perchè anche lei è una 24enne come tante, anzi sicuramente molto più privilegiata di tante altre

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  71. Marta infatti la penso assolutamente come te. Prima di sputare sentenze su chi, deve molto spesso per necessità e mancanza d'altro, fare praticantati o stage praticamente gratis, dovrebbe mettersi una mela in bocca e non fiatare. Che poi dubito fortemente che si sia pagata da sola l'erasmus, o che non abbia avuto bisogno di un aiuto per fare quella specie di corso in America o per vivere ora a Milano. Credo che anche lei si sia fatta aiutare dal papi in diverse circostanze e di ringraziare il lavoro che ha finalmente trovato (ciao figuraccia con Pinko).

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  72. a me dà fastidio la gente che non dimostra mai un briciolo di sensibilità e pensa di essere migliore degli altri per questo, poi capisco che Giulia abbia avuto grandi dispiaceri, che capisco e purtroppo condivido, ma questo modo di fare, almeno quello dimostrato via web, fa male solo a lei, essere tolleranti non è sintomo di debolezza, anzi è il contrario

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  73. Mah...Il tuo post per me non è niente di nuovo, le solite cose che mi dice mia sorella da anni, da quando è partita per l erasmus e non è più tornata in Italia...E tutte le volte che io sono in crisi e non mi trovo bene con la gente lei mi dice che è colpa di Parma, che è la gente che qui è così, gretta e chiusa...E io le ho sempre risposto che la gente di merda la trovi ovunque e che non conta tanto il posto dove vivi ma la tua mentalità, perchè si, per me le due cose possono essere divise...Non mi sento provinciale anche se abito a Parma, anzi proprio in un paesino, mi sa vicino al tuo pure, così come non credo che Milano sia la metropoli evoluta, anzi mi stupisco sempre dei vari "wow" che ricevo quando dico che nel fine settimana sono andata a Milano....Dai seriamente? La vediamo ancora come la meta "figa"? Oh da un lato mi fa anche sorridere, ma per me sinceramente è una città e basta, con i suoi pro e contro, come tutte, anzi forse troppi contro, da quello che ho visto,ma non mi sento di giudicare in toto una città che poi, come tutte le altre, avrà dentro di sè mille realtà. E' questo secondo me il punto...Tu probabilmente vieni da un ambiente snob-famiglia ricca, e allora capisco le tue esperienze e mi dispiace..Della serie anche i ricchi piangono ahah...Però insomma io sarò pure una sfigata, che non è nei giri giusti e balle varie, ma mi sono sempre fatta i cavoli miei, stando con le mie amiche, senza appunto tener conto di eventuali giri, e quando sento echi lontani di quel tipo di mondo e di persone semplicemente sono contenta di non averci niente a che fare. Io si un po' ho viaggiato, magari mi ha "aperto la mente" quello, non so, io credo di essere stata sempre "così", un po' individualista, se vuoi, ma pure solitaria e sfigata, se preferisci, se quella è la tua visione delle cose...E spero di poter continuare ad essere quello che sono e fare quello che voglio nonostante il paesino...Eh certo a volte è difficile comunque...Bho, forse mi illudo, e infatti dico da sempre di voler andare via, in America magari, ciao, ma poi la realtà è che se trovi una manciata di persone con cui stai bene e qualcosa che ti piace fare, puoi vivere un po' da qualunque parte. E a me pensandoci Parma piace, mi piace tanto, è la gente che la fa un po' scadere, ma non generalizziamo perchè ci sono anche delle perle di persone...Dai 65 in sù poi non ne parliamo...Dei vecchietti che fan sbragare...:)
    Silvia

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  74. tremendo questo post, ma sul serio credi di suscitare l'invidia di qualcuno? chi sei per giudicare le scelte degli altri? credi che a qualcuno importi davvero del tuo lavoro nella moda, del tuo ragazzo? non hai mai considerato che al mondo esistano persone diverse da te? sono allibito e mi avvilisce il fatto che ti fai spazio nella blogosfera dispensando perle agghiaccianti

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  75. Sono di Parma, sono capitata su questo post ed in questo blog senza un perchè, cercando qualcosa che a sua volta ha richiamato un tuo tag penso(meglio per te direi ;) ). Boh. Non sopporto molto i blog, ho una specie di repulsione, penso di aver preso una malattia cronica da blogger prive di gusto, manichini dell'ultima moda, stile vetrine di Castaldini e Gian Bertone(sì, nauseano anche me e molte altre). Quella moda un po' tridina, che ti fa sorridere sulle quindicenni che escono dal Romagnosi ma sui blog no, per favore..con quelle descrizioni da finta modesta "Guru" fashion(termine che mi fa stridere sempre i denti)celata dietro sigle penose.
    Pensa vivo a Parma e non ho Facebook, non faccio parte di quelle comitive da Peter Pan, men che meno da compagnia (farlocca) alternativa che se ne va in via D'Azeglio. Meno notizie hanno di me piu' sono felice. Meno notizie ho su di loro e piu' SONO felice. E non sai quanti conti in tasca mi hanno fatto. Per una Chanel, una Hermes che non ho MAI infilato al braccio per mostrarla a loro, anzi. Preferisco una cena al Ferlaro, a Torrechiara, con le persone che mi conoscono sotto tutto il resto, sotto un tacco 16(che per tutti ovviamente metto solo per fare la giusta, quella che se la tira, ovvio). E allora sono snob. "Ho i soldi ma non faccio cene a casa e invito tutti perchè sono una merdona" blablabla. Ci rendiamo conto? Ma poi ho imparato a riderci sopra, a contare le persone vere sulle dita come a passarmi il mascara senza infilarmi lo scovolino nell'occhio. Ho la mano sicura adesso, così come adesso sono sicura che Parma è bella, che se io mi vesto come Olivia Palermo e le altre come la valletta di turno, non ci sono problemi, almeno per me. Che quando sarà davvero il mio momento per tutto in tutto sarò io ad aver vissuto bene. Che essere provinciale non è nascere a Parma, ma contornarsi della gente sbagliata. I miei genitori non hanno mai spettegolato(nonostante il vivere in centro e frequentare chi considera lo spettegolo uno sport), io odio fare lo stesso. Quando sento un commento su di me, compatisco, alla fine chissà dove lo trovano il materiale?Forse mi leggono sulla punta delle ballerine i pensieri?i falsi tradimenti?Pensassero un po' alle loro cose. Per fortuna qui non siamo tutti cosi' Forse se uno ci vedesse la prima volta potremmo anche sembrare antipatici, menosi, snob e schivi. In reatà siamo solo indifferenti. Vogliamo solo divertirci, sì, ma per davvero. Perchè se sono realmente felice(dentro) la Birkin la metto sul pigiama con le ochette che fa tanto caldo e non ho bisogno di farla splendere al sole di piazza Garibaldi. Io vivo per me, per le mie festine private con pochi intimi e sì, magari sogno un aperitivo sul tetto dello Standard hotel a New York, ma non perchè Parma sia "brutta e cattiva" perchè voglio fare la ricca(ahhhahaha che pena)o la ribelle. Perchè amo le cose belle, condivise tra persone che domani forse non rivedrò piu' e non hanno il bisogno di scrivermi un romanzo rosa alle spalle. Eppure chissà.. magari ti infili, senza volere, in giri ancora peggiori. Nella vita vale solo tentare, al momento giusto prendere la propria decisione di dare una svolta giusta solo per se stessi. Lo farò, ma senza sbandierarlo ai quattro venti, senza imporre a nessuno niente. Ho un sogno e VOGLIO realizzarlo, ora lo sto semplicemente coltivando, diciamo che il mio "seme di sogno" dalle tasche è passato alle mani?beh, spero che un giorno possa cadere per far nascere la mia piantina ..la mia realizzazione finale..e allora si' che mi dimenticherò di tutti, forse ricorderò solo quanto era bella la mia città in primavera, con tutte quelle bici e quei colori caldi..che i lampioni sul fiume ricordavano davvero tanto Parigi..

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  76. Aiuto ma l'ultimo anonimo è VERO??? esiste davvero gente così?????? la birkin mettila pure con il pigiamone caldo, con quello si che avrà un'utilità! ma per favore...

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  77. ma il penultimo anonimo cosa si era fatto prima di scrivere? Spero ci sia dell'ironia che non riesco a cogliere.
    Nel caso contrario: ma sparati deficiente, magari tenendo in mano la Birkin.

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  78. Qui rispondono altre mentalità provinciali, con il classico"non vedo l'ora di attaccarmi a qualcosa pur di attaccare". Mi sa che sia stata la parola Birkin a far perdere un po' la lettura. Era ovvio che fosse ironico: sveglia. L'utilità è di trattare un oggetto come tale, non di indossarlo per sventolarlo in giro. Se uno si compra un pezzo di alta gioielleria(è un esempio a caso) DEVE comprarlo perchè piace a lui e certo non per mostrarlo agli altri il venerdì sera. Uno dice pigiama per dire: MAGARI mi piace PER ME? E' una cosa così impossibile?Uno deve per forza buttarlo nell'armadio quando torna a casa? Gli oggetti sono fatti per noi stessi, non per dimostrare niente a nessuno. In giro una borsa serve per contenere le cose. PUNTO. Che sia Hermes o Zara l'uso non cambia. E se uno si veste bene, non deve sicuramente farlo per gli altri. A me fa schifo chi ostenta.. e' lo stesso discorso di chi si infila l'orologio sul polsino della camicia, magari senza conoscerne neppure il meccanismo e chi invece sotto la manica da sbirciare ogni tanto ma lo ama anche per la sua storia e per se stesso. Non era molto difficile da capire, credo.

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  79. Ah, ho collaudato che il post provocatorio funziona benissimo, idem i commenti provocatori(testati e formati su misura) ;) ottima scelta!

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  80. e cmq milano non è che sia sta metropoli...gira che ti rigira le stesse facce le vedi sempre...e poi parli spt tu che frequenti solo "un certo ambiente"

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  81. poi sta cosa del praticantato gratis..ma sei pazza??!! se non conosci le cose stai zitta. putroppo viviamo in un paese in cui le liberalizzazioni delle professioni sono ancora un'utopia e uno dopo essersi fatto il mazzo con laurea ed annessi deve anche subire un biennio di sfruttamento per dare l'esame di abilitazione. poi vabbeh chi è bravo qualcosa farà e ha sicuramente una laurea seria alle spalle. Ci rivediamo a 40 anni con la tua triennale e i tuoi master sfigati.

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  82. non sapevo che Giulia avesse una laurea in marketing e fashion tecnologia, ora capisco tante cose, ecco perchè questi post così mirati...va beh se poi lo scrivi anche nel cv che sei blogger per Grazia non è pizza e fichi, una retribuzione te la daranno, quindi poche storie sul fatto che la reputazione web non interessa bla bla ... tutti uguali questi blog di moda
    adios

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  83. Ciao Giulia,
    personalmente codivido il tuo post al 90%.
    Parma, per come la edo io, e per come l'ho vissuta e come la vedo tutt'ora, è una città che vive sul pettegolezzo.
    Quel che dici, che tutti sanno tutto di tutti, purtroppo è vero, così come il fatto che tutti si permettono di giudicare gli altri.
    Ho vissuto per 20 anni nel centro di Parma, e l'anno scorso, più o meno nel periodo in cui tu ti sei trasferita a Milano, io ho traslocato lasciando il centro e andando in quella che io definisco "periferia", ma la cosa non è cambiata molto.
    Persone differenti, stessi comportamenti, tutti che vogliono sapere chi sei, cosa fai, dove vai, insomma, come già detto da alcuni prima di me, non credo si aParma il problema principale della città, quanto i suoi abitanti.
    Dopo anni penso di essere arriato alla mia personale conclusione che sia il modo di fare, innescato da noi sin da piccoli, che vogliamo apparire come appartenenti a questa grande città, ma che in verità non si distacca troppo dal piccolo paese, poichè, in fin dei conti Parma non è quel granch'è: una bellissima città a livello architettonico, ma un posto dove la gente si permette di giudicare chiunque e senza avere una minima conoscenza della persona.
    Ma una soluzione io l'ho trovata circondandomi di persone che la pensano come me.

    Non so, forse sarà che, parlando con te qualche anno fa di persona mi ero trovato assolutamente d'accordo con i tuoi modi, ma anche in questo post devo condividere le tue idee.
    Eccetto, questo devo dirlo, la tua critica verso i 20enni che vivono ancora in casa.
    Forse perchè, purtroppo ne faccio parte anche io, o forse perchè conosco tantissime persone nella mia situazione.
    Non è mia intenzione rimanere a vivere in casa per sempre, assolutamente, da piccolo sognavo di andarmene a 18 anni, e tutt'ora spero che arrivi quel momento (l'andarmene, non i diciott'anni, oramai passati da un po') ma fino a quel momento devo fare dei sacrifici, e uno di questi è rimanere a vivere con i miei, nella speranza di, un giorno, riuscire a mettere via abbastanza da ermettermi una vita, tranquilla, senza dover rimanere sulle spalle di qualcuno, cosa che mi pesa terribilmente.
    In questo devo dirlo, leggendo il tuo blog, sei stata fortunata nel trovare lavoro così in fretta dopo la laurea, dove probabilemnte di pagano anche bene per poterti permettere una vita in singolo.
    Detto questo ti lascio e al mio prossimo commento! ^^

    Thomas (CS)

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  84. Evidentemente non conosci il Sud...Lì altro che critiche, pregiudizi e pettegolezzi...è l INFERNO...

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  85. @Thomas:posso unirmi alla tua compagnia?? Io qui di gente che la pensa come me/noi non l ho trovata neanche col lanternino...

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  86. Mi sembrano discorsi piccoli e insulsi per persone piccole e insulse.
    Io abito in una specie di borgo medievale patrimonio dell'unesco a 60km da Parma, una provincia abbastanza piccola, in centro ci conosciamo tutti per forza di cose, e anche qui succedono le stesse cose. Mie ex compagne di classe del liceo vivono in centro a Milano frequentando la cattolica e la bocconi, quando tornano qui sembrano grandi nomi dello star system e se le incontri per milano (perchè ogni tanto anche una provincialotta come me và in città grandi grandi) sembrano solo quello che sono, persone piccole piccole.
    Io ho iniziato a studiare all'università adesso, a 22 anni sono iscritta al primo anno di organizzazione d'impresa e marketin, vivo in casa con mia madre che con un solo stipendio non riesce a mantenermi anche gli studi e quindi la mattina lavoro in una piccola scuola elementare in un paesino di appena 5000 anime. Però sono felice così, ho tutto quello che mi serve nella vita. Mi sento realizzata nel mio piccolo. Magari voi che scrivete questi post non riuscite a capire come possano esistere persone come me che si "accontentano", ma allo stesso modo io non riesco a capire come voi possiate accusare gli altri di peccati che commettete a vostra volta.
    Tutto il mondo è paese, è sempre stato così, far finta di essere superiori a certi comportamenti mi sembra abbastanza arrogante. Se senti che una città com Parma per te è troppo piccola ben venga che cerchi di costruirti una vita dove più ti aggrada, fai benissimo, ma non fare sempre di tutta l'erba un fascio. C'è anche gente che resta perchè ama il proprio paese e vuole restare per poter rimboccarsi le maniche e costruire un futuro migliore per tutti.
    Chi è veramente superiore a questo stile di vita non ne sente nemmeno il peso, sono piccoli discorsi per piccole persone che a quanto pare si ritrovano sempre più spesso nelle grandi città. Chissà perchè.

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  87. Grande Federica ti stimo

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  88. premetto che questo sarà l' ultimo post che leggo sul tuo blog perche perdonami ma davvero sei diventata insostenibile....ma dico...ma poi le rileggi le cose che scrivi? io ti auguro che Milano ti dia tutto quello che ti aspetti da lei....ma scusami dalla mia esperienza posso dirti che le persone come te hanno vita breve in questo campo. sei senza personalità e immatura devi farne di strada ....e ti uguro che non sia quella del ritorno a Parma perchè da quel che leggo l'antipatia è reciproca. Grazia è messa maluccio per sponsorizzare blog del genere....

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  89. Io invece vivo a Milano da 22 anni, ovvero da quando ho messo piede in questo mondo. Fino ad un anno fa pensavo che da questa città non sarei mai andata via, che non c'era bisogno di andare da un altra parte perchè "vivi a milano e qui c'è tutto". Poi vivere 6 mesi a Lisbona in erasmus mi ha cambiato la vita. Oggi credo che la cosa importante non sia dove stai ma perchè ci stai e cosa ci trovi. Lisbona è una città vecchia, sembra di stare in Italia negli anni '60, eppure io ci ho trovato una seconda casa, dove mi sentivo me stessa, mille cose da fare ogni giorno, che non riesco a trovare qui a Milano, e nonostante la mia mente oggi sia mille volte più aperta di prima, sento che anche in un paese messo peggio del nostro, qualcosa di buono si possa trovare, e credetemi io ne ho trovato davvero tanto. Insomma il mio cuore oggi appartiene più al Portogallo che all'Italia.

    probabilmente la scelta migliore sarebbe tornare li, vivere li, eppure non lo faccio. Ho un fidanzato che amo alla follia da 6 anni, ho una famiglia meravigliosa che mi sta vicino e si, mi mantiene anche totalmente, e non credo che sia una colpa perchè mi hanno sempre detto che adesso che ho la possibilità dovrei sfruttare questo momento per fare tutte le cose che in futuro non potrò fare. Oggi studio, lavoro per ESN (Erasmus student network, che probabilmente tu conoscerai), mi lancio in mille progetti diversi che molto spesso si chiudono tanto veloce quanto si aprono, eppure sono contenta così. Sono gli affetti che mi trattengono qui, e in fondo anche nella mia "piccola e stretta" Milano qualcosa a cui aggrapparmi l'ho trovato anche io!

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  90. ma difatti mi dispiace tanto per la nostra Giulia ma ormai Milano si sta spopolando di milanesi veri, chi è andato all'estero, chi è andato in posto più vivibili e tranquilli, in campagna, al mare, chi preferisce l'hinterland, ormai a Milano ci sono solo immigrati, anziani e avventizi tipo chi viene da fuori, solo loro la vedono ancora come il paese dei balocchi e non sono discorsi che faccio io, perchè esistono degli studi previsionali che riportano queste cose, difatti basta vedere la situazione immobiliare milanese per capire quanto è cambiata la città
    i posti piccoli sono provinciali magari è vero, ma una volta che hai la tua casa, magari indipendente, che ti frega della gente? il giudizio altrui è proprio una stupidaggine, non si vive in funzione di quello
    mi sembrano discorsi adolescenziali

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  91. Ho capito che gran lavoro fa Giulia nel mondo della moda..il manichino nel reparto H&M da bambino..

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  92. trovo questo post infarcito di concetti superficiali e se vogliamo restare in tema "provinciali"!!! mi ritrovo perfettamente nel commento scritto da "maryhidden" (uno dei primi)!!! vai oltre l'apparenza! e la testa ciò che conta!

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  93. p.s. ma davvero credi che milano sia una città aperta e senza pregiudizi? sono tutti provinciali ormai(indi per cui la mentalità non cambia affatto)...i milanesi veri sono scappati o all'estero o in zone più vivibili! milano è considerata come la consideri tu solo da chi viene dai piccoli centri!

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