23 gennaio 2013

Cosa c'è dietro? Pt.2: la produzione di tessuti e stampe


THE MANUFACTURE OF FABRICS AND PRINTS

Fashion designers with larger companies don’t buy from stores but instead get their fabrics from manufacturers, wholesalers, and textile agents. Fabric suppliers technically work a season ahead of designers because they create fabrics to be used NEXT season. Designers are actually quite limited because they can only make clothes using fabrics that already exist and are available to them. Of course they can request certain prints and colours/dyes, but it’s very uncommon that they’ll get a fabric specially woven for them. Most of them don’t have the time and resources to create or test their own fabrics.

1) Finding new fabrics. Designers take a look at the new fabric collections at major trade shows across the world. Unfortunately, vendors at these trade shows usually set minimum orders at 500-1000+ metres that no small designer could ever meet. Trade shows take place shortly before, and even during, fashion week. This means that while designers are presenting a collection they’re probably already thinking about the fabrics for their next collection. The Première Vision trade show, for example, takes place bi-annually in Paris just a few weeks before fashion week. Some designers always work with the same fabric supplier, so to save themselves from having to trudge through hundreds of stalls at these trade shows (which is absolute chaos), they will meet with an agent or representative. This person comes to the designer’s office or studio and brings all the samples of their new fabric collection. Designers then choose the ones they want to try.

2) Testing the samples. Designers often choose fabrics before they have finalized sketches of the new collection (weird, huh?) so they’re basically using their imagination when deciding on fabrics. Therefore, they will always choose more samples than they think they need. If they decide that they need 20 different fabrics then they’ll order 30 samples and test each one for feasibility. Nothing for the new collection has been designed at this point so they test these new fabrics on shapes from LAST season. For example, if they wanted to try a new type of silk they’d make a dress or skirt from last season. In this way they gain a better understanding of the fabric’s “behaviour”.

3) Order the collection fabrics. When sketches have been finalized then the designer orders the collection fabrics. The “collection” is an umbrella term for the garments that the company will use on the runway, to show to buyers, to display in their showrooms, and to present to the press. A small brand may only make one copy of each garment (because that’s all they can afford) whereas a brand like Louis Vuitton could make up to 20 copies of each garment. On top of serving the purposes I just mentioned, a few of these replica collections will be sent to major fashion capitals like London, New York, Tokyo, and Shanghai for the buyers and retailers. A brand like Louis Vuitton gets heavy exposure in all the top magazines, so the company will also send out several copies of the same garment to different magazines for the covers and editorials. They also send out copies to stylists for red carpet events, award ceremonies, movie premieres, etc. At this point commercial production for stores has not begun.

4) Order the production fabrics. So after the designers present a runway show they sell the collection to buyers and retailers. They total up the orders and then buy the production fabrics. The rolls get sent to the manufacturer, the clothes are made, and then they’re flown around the world to the stores that ordered them.


LA PRODUZIONE DI TESSUTI E STAMPE

Gli stilisti delle più grandi aziende non acquistano i tessuti nei negozi, ma li comprano da produttori, grossisti e agenti tessili. I fornitori di tessuti tecnicamente lavorano una stagione prima dei designer perché creano tessuti da utilizzare la prossima SUCCESSIVA. I designer sono in realtà molto limitati, in quanto possono creare vestiti solo con tessuti che già esistono e che sono a loro disposizione. Ovviamente possono richiedere certe stampe e colori ma è molto raro ottenere un tessuto fatto appositamente per loro. La maggior parte di loro non ha il tempo e le risorse per creare o testare i propri tessuti.
1) La ricerca di nuovi tessuti. I designer danno un'occhiata alle collezioni di tessuti nuovi alle fiere più importanti di tutto il mondo. Purtroppo, i venditori in queste fiere di solito impostano ordini minimi a 500-1000 metri di tessuto,ordini che nessun piccolo designer potrebbe mai commissionare. Le fiere si svolgono poco prima, e addirittura durante la settimana della moda. Ciò significa che mentre i designer presentano una collezione stanno probabilmente già pensando ai tessuti per quella successiva. La fiera Première Vision, per esempio, si svolge due volte all'anno a Parigi, poche settimane prima della settimana della moda. Alcuni designers lavorano sempre con lo stesso fornitore di tessuti, in modo da non dover arrancare attraverso centinaia di bancarelle a queste fiere (= il caos assoluto), dunque si incontrano con agenti o rappresentanti. Questa persona va negli uffici del designer e porta con sè i campioni campioni della nuova collezione di tessuti. I designer poi scelgono quelli che vogliono usare

2) Controllo dei campioni. I designer spesso scelgono i tessuti prima ancora di aver completato i bozzetti della nuova collezione (strano, eh?) quindi fondamentalmente utilizzano solo l' immaginazione al momento di decidere i tessuti. Pertanto, sceglieranno sempre più campioni di quelli che potrebbero aver bisogno. Se decidono che hanno bisogno di 20 diversi tessuti ordineranno 30 campioni e testeranno ognuno di essi. A questo punto non è stato ancora disegnato niente per la nuova collezione, così devono testare i nuovi tessuti sulle forme della stagione precedente. Per esempio, se vogliono provare un nuovo tipo di seta, lo fanno con un abito o una gonna della stagione precedente. In questo modo riescono a capire come “reagisce”il tessuto.

3) Ordinare i tessuti della collezione. Quando gli schizzi sono stati finalizzati il designer ordina i tessuti per la collezione. La "collezione" è un termine generico per i capi che l'azienda utilizzerà sulla passerella, per quelli che verranno mostrati  agli acquirenti da inserire nei loro showroom, e per quelli da presentare alla stampa. Un marchio piccolo può effettuare solo una copia di ogni capo (perché questo è tutto quello che possono permettersi), mentre un brand come Louis Vuitton potrebbe fare fino a 20 copie di ogni capo. Oltre a tutti questi motivi, un po’ di queste repliche di abiti verranno mandate nelle principali capitali della moda come Londra, New York, Tokyo e Shanghai per gli acquirenti e rivenditori. Un brand come Louis Vuitton ottiene una grande esposizione su tutte le riviste migliori, per cui l'azienda invierà anche diverse copie dello stesso capo a diverse riviste per le copertine e gli editoriali. Bisogna anche inviare copie degli abiti agli stilisti per tappeti rossi, premiazioni, anteprime di film, ecc. A questo punto la produzione commerciale per i negozi non è ancora iniziata.

4) Ordinare i tessuti di produzione. Dopo che i designer presentano una sfilata, la vendono ai buyers e ai negozianti. Sommano le ordinazioni e poi comprano i tessuti per la produzione.  I rotoli vengono inviati al produttore, i vestiti vengono fabbricati e poi vengono spediti in tutto il mondo ai negozi che li hanno ordinati.


VIA Katemess



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