10 gennaio 2013

How do you spend your money?



                                                             


Questa frase è abbastanza inquietante, no?

L’ho trovata su Thecoveteur, in una delle case delle tante donne stilose che il blog ci mostra.

Case con armadi più grandi del mio bilocale a Milano, contenti tante scarpe che un anno intero non basterebbe per sfoggiarle tutte, e cambiandole tutti i giorni. Per carità, beati loro.

Sento sempre parlare di ragazze che appena ricevuto lo stipendio corrono nel primo luxury store più vicino e comprano una borsa, e poi non hanno i soldi per l’affitto.

A volte anche io quando aspetto una somma di denaro extra fantastico di spendere tutto in un unico, grande acquisto. Una bella borsa, o un bel paio di scarpe (Valentino Rockstud vi voglio tantissimo).

Poi però penso al viaggio che ci potrei fare, a tutti i posti che non ho ancora visto,a tutti i libri che vorrei leggere, al fatto che devo mangiare tutti i giorni. Credo preferirei fare più viaggi, anche brevi e in ostello, e avere allo stesso tempo meno vestiti low cost nell'armadio.

Per tanto tempo ho speso prima ancora di sapere se i soldi mi sarebbero bastati per arrivare a fine mese. Tante volte sono andata avanti a pasta in bianco e tonno pur di non fare spesa, perché avevo speso troppo in stupidi vestiti (fossero almeno Prada...). 
So a memoria i miei complicatissimi dati di accesso al conto bancario online perché vivo nel terrore di aver finito i soldi e dover chiedere prestiti a qualcuno (una ragazza di 25 anni che chiede 20 euro al fratello ventenne è veramente vergognosa. Si, parlo di me).

Quest’anno basta. Sono stufa di comprare senza pensare, e poi fare lunghe liste (telefono:30 euro, internet:25 euro, dottore:50 euro) per capire di quanti soldi avrò bisogno per arrivare a fine mese.

Voglio concedermi un cocktail il Venerdì sera senza pensare “Non posso, voglio quella borsa” e mangiare due cose buone in più (praticamente il mio corpo rifiuta di ingerire altro riso bianco, mi viene il vomito) e avere qualche vestito in meno, specialmente se poi mi ritrovo con cose che non amo particolarmente.


Che approccio avete al comprare vestiti? Digiunereste per un mese pur di comprare qualcosa che vi piace? E poi quella cosa vi darebbe davvero così tanta soddisfazione?

Vi siete mai pentite di un acquisto importante che vi ha impedito di spendere per qualcos'altro?

23 commenti:

  1. Grazie per il post.Al primo impatto l'ho trovato francamente un po' in contraddizione con la sfilza di post precedenti in cui mi pare ovvio l'obiettivo dei soldi(comprare vestiti scarpe e borse per essere meglio..per semplificare..anzi scusa:per sentirsi meglio).Ma forse la contraddizione nasce proprio dall'intuire(brava Giulia)che sono le esperienze e le persone e non le cose a farci sentire meglio e piu' sicure.Detto questo è pur vero che l'acquisto di pochi capi di qualità(altra cosa che è giustamente stata sottolineata)va anch'essa nella direzione di non sperperare alla ricerca di felicità low cost(ma poi, anche i capi "giusti"ci rendono felici?per quanto?)...riflessioni mattutine di una che problemi a spendere per fortuna non ne ha, ma il senso di nausea dopo l'acquisto di due paia di scarpe costose e belle, ma fondalmentalmente superflue, rimane.Credo che il messaggio parli di quella nausea.

    RispondiElimina
  2. anche io appena l'ho pubblicato ho pensato "Mhh mando messaggi contraddittori" ma hai capito perfettamente quello che volevo dire. Penso che in fondo i capi ci rendano felici solo per poco, come ti chiedi tu

    RispondiElimina
  3. io non ce la faccio a spendere tanto per vestiti/scarpe/borse, è più forte di me, anche se ho vent'anni più di te e dovrei, forse, vestirmi più da "signora" e meno low cost. Cerco di trovare un equilibrio, sentirmi a posto e adatta a ogni occasione ma comprando cose ben fatte a prezzi umani, frequentando molto Cos (che ha un ottimo rapporto qualità prezzo), i mercati dove vendono abiti e scarpe di qualità a poco, e mescolando con qualcosa ogni tanto di Zara e HM. Ai saldi oppure online (se trovo) mi concedo qualcosa di più costoso se ha un prezzo più umano.

    RispondiElimina
  4. Concordo pienamente. Non guadagno i milioni, anzi, dunque con i pochi soldi che riesco a mettere da parte preferisco una cena carina con il mio fidanzato, una gita di un fine settimana, cose carine per arredare la casa. Ho giurato di non prendere nulla nemmeno con i saldi, perché ho l'armadio pieno.. non certo di grandi firme, ma di capi più che decenti che non hanno bisogno di aumentare.

    Marie

    RispondiElimina
  5. Sono troppo vecchia e so quanto vengono aumentati i prezzi dalle Maison per spendere le centinaia di euro nelle boutique. Non riesco a spendere più di 300 euro per una borsa (e intendo borsa acquistata attraverso acquisti da disponibile aziendale, sconti aziendali, vendite di campionario). E nonostante questo, ne ho comprata solamente una.

    La busta paga è diminuita di 100 euro netti al mese da quando c'è Monti e temo l'arrivo della bolletta del riscaldamento, che l'anno scorso è stata di 300 euro. Poi aumenterà l'IVA, di nuovo l'IRPEF. Insomma, i vestiti non sono -più- una priorità. Nemmeno i viaggi se devo essere onesta. La priorità è non avere l'acqua alla gola, for whatever reason. Ho 30 anni, non posso -più- permettermi di chiedere soldi ai miei, anche perché mi chiedo: "se vado avanti così, quando io avrò figli e loro mi chiederanno dei soldi, io non avrò altro che borse da dare".

    Zit

    RispondiElimina
  6. Devo dire che ho vissuto qualcosa del genere soltanto per un anno (quando ho lavorato durante l'università), arrivava lo stipendio e io mi davo alla pazza gioia...e non soltanto con i vestiti (certo soprattutto con quelli), ma anche con cene in ristoranti ipercostosi, lezioni di pilates individuali e tutte cose di questo genere. Quando poi ho smesso di lavorare (tornata solo studente) e avrei avuto bisogno di avere qualche soldo mio da parte per poterli spendere con calma oppure ancora meglio, investirli per una casa, per un master o altre cose davvero importanti, mi sono resa conto di quanto avevo sperperato e mi sono sentita malissimo.
    Da quel giorno cerco di darmi sempre un limite, cerco sempre di pensare prima di acquistare e sicuramente non sono più spendacciona come un tempo.
    Certo è un pò contraddittorio dire così per chi ha un blog di moda, ma alla fine la moda mica è avere sempre un vestito diverso ogni giorno!

    RispondiElimina
  7. Bello questo post, fa riflettere. Io devo ammettere che quasi preferisco l'attesa e il desiderio all'acquisto vero a proprio. Cioè, in un periodo in cui avevo maggior disponibilità economica mi è capitato di volere tantissimo una cosa costosa (di solito era una borsa), mentre la compravo mi sentivo elettrizzata ma poco dopo era tutto finito, diventava una cosa come tante nel mio armadio. Quindi ho smesso di fare acquisti sconsiderati e ho imparato ad aspettare... gli impulsi li lascio sfogare nel reparto low cost ;)
    Questo per dire che condivido la tua scelta, meglio un oggetto in meno e un po' di tranquillità in più!

    RispondiElimina
  8. sinceramente avere la nausea dopo aver comprato delle scarpe non è per niente un buon segno,dovrebbe essere momento felice,lo fai perchè ci hai pensato sopra e sei felice di farlo (cosciente dei "piccoli sacrifici" che dovrai fare)
    per esempio se mi innamoro di un portafoglio PERFETTO(bello,di qualità,pratico) lo compro volentieri. sapendo che per qualche mese evito spese superflue..

    T.

    RispondiElimina
  9. mi rattrista molto il commento di Zitella Acida, ormai in Italia si sopravvive al posto di vivere, ci si accontenta amaramente, una situazione del tutto ingiusta, ormai ci sentiamo in colpa se siamo felici e ci diciamo massì tanto non è importante, tanto sono frivolezza, per mandare giù il boccone o la storia del mi vesto al mercato e sono elegante lo stesso (resto nel tema vestiti ovviamente)
    in parole povere siamo diventati un popolo di barboni, non è, riallacciandomi al discorso di Giulia (la prima parte, perchè quelle domande finali mi sanno tanto di indagine aziendale camuffata, sorry) che la gente del Coveteur vive nel mondo delle favole, che non è giusto ecc, purtroppo nel mondo la gente ricca esiste, esistono posti dove mettere insieme la cena con il pranzo non è la prima cosa che pensiamo appena sveglie e prima di andare a dormire, posti dove lo stato ti aiuta, dove paghi le tasse e in cambio sei tutelato e aiutato
    tutto questo qui non c'è, ormai qui ci sono solo poche famiglie che sono ancora benestanti, chi più chi meno, e non facciamo i soliti discorsi ipocriti tipo che nel resto del mondo ci sono i bambini africani ecc, che è bello accontentarsi di poco, che non invidiamo i ricchi, un par de palle come si dice

    RispondiElimina
  10. Ti apprezzo molto perché sei una ragazza con sale in zucca!!!

    RispondiElimina
  11. ho fatto la stessa riflessione, che tra l'altro si sta espandendo sul web da un anno a questa parte (da Dead Fleurette a Une chic fille, che ha ripreso parte del suo esperimento). Anche io ho fatto spese "folli" (se rapportate al mio budget), appena vedevo qualcosa mi lanciavo a comprarla senza rifletterci troppo, mentre il mio fidanzato mi prestava denaro per pagare l'affitto o le tasse. Me ne sono vergognata, ma troppo tardi. Ho comunque rivenduto il vendibile che avevo nell'armadio e cercato di darmi una regolata. ho tenuto i capi più "preziosi" e quelli che veramente amo. ora compro molto meno. certo ho una Wishlist, ma aspetto di mettere da parte i soldi necessari e spero di regalarmi ogni anno un capriccio, qualcosa che non invecchi dopo 1 mese, il cui acquisto sia stato meditato, da portare e riportare negli anni ed ammortizzare cosi' il suo costo...Anche io preferisco avere dei risparmi per le emergenze, un viaggio o una cena fuori...
    mi piacciono questi scambi di esperienze! ciao

    RispondiElimina
  12. Rispondo a T.(anonimo delle h14.23)- sono l'anonimo della nausea-:forse non hai colto il senso di tutta la discussione scaturita da Giulia e le altre(se ho capito male mi scuso)..il fatto che tu definisca un portafogli PERFETTO la dice lunga sul valore che tu riponi nel gesto "acquisto"(pare quasi la personalizzazione del portafogli)...poichè a parte alimenti , bollette,affitto e generi indispensabili ad un vivere dignitoso , mi pare evidente che qui siam tutte abbondantemente dotate di un guardaroba+borse + portafogli che a ben guardare ci basterebbe tutta una vita, ma non mi dilungo su questa ovvietà.Il fatto è DOVE riponiamo la nostra felicità o il sacrificio di cui tu parli...ecco, di questa nausea si parlava, di quando alla fine hai solo un oggetto in piu' nell'armadio il cui peso non è minimamente paragonabile all'euforia che ne aveva preceduto l'acquisto.E' una consapevolezza generale, forse accentuata dalla crisi italiana...detto questo non si vuole qui ammorbare ogni singolo momento lieve della vita con discorsi pesi, è che OGGI (psicologia a parte) prima di fare un sacrificio per una borsa o un vestito c'è davvero da pensarci bene.

    RispondiElimina
  13. hai ragione giulia: concentrati sulla tua vita,avere esperienze nuove,arredare poco a poco la tua nuova casetta =),e lascia stare i vestiti per un pò. l'importante è vestirsi bene con quello che si ha,e sentirsi a proprio agio.

    S.

    RispondiElimina
  14. Sono proprio come te.
    Continuo a pensare che dovrei smetterla di comprare magliettine del cavolo da H&M, che potrei risparmiare per comprarmi il tanto agognato portafogli di Comme.
    E poi viene fuori che con gli stessi soldi (anche meno) ci compro un low cost per Parigi. Non è che poi io vada a Parigi...però questo mi fa riflettere.
    Quanto ti rimane di più addosso un bel posto o una nuova esperienza di un maglione di Isabel Marant?

    RispondiElimina
  15. commento idiota da 22enne "beh se sto a cracker integrali e acqua le cose che mi comprerò coi soldi risparmiati in cibo mi staranno decisamente meglio ! "
    commento normale "no, adoro mangiare cose buone e tornare ogni sera in una bella casina accogliente piuttosto che uccidermi pur di avere borse/vestiti di marca.
    e poi si può sempre studiare 5 anni come una povera idiota per avere il lavoro dei tuoi sogni a bruxelles e avere tanti di quei soldi da poterti permettere di dare prada in beneficenza e intanto contribuire a cambiare la situazione dei diritti civili europei.
    grazie per i post tanto carini Giulia !! un abbraccio forte <3

    RispondiElimina
  16. Ma allora il detto "mangiano pane e cipolle pur di avere le cose firmate" ha un riscontro. Non riesco a immaginare niente di più triste e squallido.

    RispondiElimina
  17. sì ha un riscontro...ma per fortuna , dai commenti qui sopra, si evince che la maggior parte delle ragazze ha sale in zucca!!

    RispondiElimina
  18. @Anonimo delle 16.12
    Non è una questione di sopravvivenza VS vita benestante. Si tratta guardare le cose con maturità e senza ipocrisia: la situazione di crisi è comune non solo all'Italia ma a molti stati europei e fa molto comodo guardare l'Italia dall'alto di un paese che non sta vivendo la sua stessa crisi.
    Certo, esistono ed esisteranno sempre i ricchi benestanti con il guardaroba che scoppia di vestiti, onestamente non sono nemmeno qui a mangiarmi le mani perché "non sono come loro". La verità è che non voglio nemmeno diventarlo, non ambisco ad essere quella che non sono. Sono cresciuta in una famiglia che, quando è stato necessario, ha fatto dei sacrifici e mi ha insegnato a gestire i soldi nei momenti di crisi.
    Vorrò sempre migliorare la mia condizione se questo significa migliorare la mia qualità della vita, ma questo non significa necessariamente che la soluzione passi dal guardaroba.
    Ad ogni modo non credo proprio che siamo diventati un popolo di barboni, credo solo che la situazione contingente ci obblighi a rivedere determinate priorità. Non comprare un portafoglio da 300 Euro, a mio avviso, non significa essere barboni ma solo più oculati.


    Zit

    RispondiElimina
  19. Mah, io credo che potrei farlo una volta, ma solo per avere QUELLA borsa di Prada sulla quale sbavo da mesi e mesi e mesi.... ma arrivare a non mangiare.... no, non credo riuscirei.

    RispondiElimina
  20. una piccola osservazione personale, però Giulia, spero che non ti offenderai, ma ultimamente non capisco il tuo attaccamento a queste cose, alle scarpette di Valentino alla cosa firmata,ma non solo...sono queste paranoie fashion a lasciarmi perplessa, mi pare che ti sia leggermente "involuta" di solito crescendo si raggiunge una consapevolezza migliore di sè e del proprio stile, poi non lo so come ti vestivi prima, ho letto che sei un po' in crisi con il guardaroba, ma in generale trovo che tu sia un po' omologata, o che ti voglia omologare a un modello,non solo di abiti, ti vedo molto più attaccata alle cose materiali, francamente anche un po' più felice di "ostentare", non che tu ostenti effettivamente, ma ho la sensazione che tu ricerchi l'approvazione, forse è perchè lavori in certi ambienti, boh, se ti va accetta il mio consiglio..non prendere questo lato brutto, gallinoso e materialistico della moda, resta la ragazza semplice e originale che sei sempre stata, non c'è niente di peggio che quella gente che vive di fashion e vive in un mondo fashion tra mille paranoie e dove mettere insieme due colori o abbinare le scarpe diventa la tragedia

    RispondiElimina
  21. Zit ma non parlavi di te sopra vero?

    RispondiElimina
  22. Io ho 30 anni e sto cercando casa x viverci da sola,negli ultimi anni mi sono viziata senza pensarci su ma ora se voglio raggiungere il mio obiettivo devo risparmiare ed essere oculata..è un sacrificio ma la soddisfazione di realizzare un obiettivo così va oltre ogni borsa cappotto stivale acquistato!!! Elisa

    RispondiElimina



GRAZIE MILLE PER LA VISITA, TORNA PRESTO!



THANK YOU SO MUCH FOR VISITING, COME BACK SOON!

© ROCK 'N' FIOCC 2013 | DESIGN by FNB