15 dicembre 2014

One week in New York

Ero già stata a New York, più precisamente ci ho vissuto per un mese qualche anno fa per frequentare un corso estivo al F.I.T e l'ho visitata in vacanza con i miei genitori ma non l’avevo mai vista sotto le feste. New York a Natale è magica. Unica pecca: il vento. Non è tanto il freddo pungente quello che vi spaventerà, quanto il vento fortissimo. La mia faccia alla fine del primo giorno era completamente disidratata e le mie labbra distrutte. Se andate per le feste, portatevi chili di burro di cacao e olii per il viso!



L'albero a Rockefeller Center, la pista di pattinaggio, le canzoni di Natale in ogni singolo negozio, il clima natalizio ovunque... se non vi piacciono le feste New York vi farà decisamentevenire il mal di testa.

Sono salita per lavoro quindi non ho avuto tanto tempo per fare la turista, ma ho cercato di organizzarmi al meglio per vedere quello che volevo


Cose che non avevo ancora fatto:


Andare a dare un'occhiata a Grand Central Station (e  direi che merita una visitina. Oh Serena!)
  

Vedere gli alberi di Natale in vendita per la strada


Ammirare le incredibili vetrine di Natale dei department store e i decori sui palazzi (questa è la facciata di Tiffany sulla 5th Avenue)

Cose che avevo già fatto :



Una capatina a Times Square non si nega mai, specialmente se come me se siete entrate da Sephora "giusto per due minuti" e ne siete uscite esattamente 2 ore e mezza dopo. Le commesse sono troppo gentili! Ho comprato due tinte per labbra, una di Josie Maran e una di Stila, e mi hanno praticamente costretta a comprare un rossetto rosso, a fare la carta Sephora americana e insomma, ci mancavano solo il te con i biscotti e poi eravamo tutte bff. Le adoro.


Un salto da Buffalo Exchange (tra la 26esima e la 6), un seconda mano gigantesco


Vedere una mostra al Museo del F.I.T, anzi due, "Copies and Counterfeits", mostra sui falsi nella moda nel corso dei decenni, e la bellissima "Dance & Fashion". Entrambe valgono la visita!
Non ho purtroppo avuto tempo di andare al MET e  nel frattempo farmi un giretto a Central Park ma faceva comunque troppo freddo


Passare da Little Italy

Parliamo di cibo.
Una cosa c'è da ammettere sull'America: grande paese ma il cibo fa vomitare. Per una settimana ho avuto mal di pancia o battito cardiaco accelerato per le troppe dosi di zucchero (non sto scherzando, Starbucks). Non c'è modo di mangiare verdura senza salsa, formaggio fuso sopra o intrugli simili. Non parliamo poi di tutto il resto. Dopo qualche giorno ero completamente disperata.


In una cosa però sono forti: tè e caffè. Vi guardano male se volete caffè e tè "normali", ma vi potrete sbizzarrire con qualsiasi altra cosa: caffè alla zucca, caffè al caramello salato, caffè alla menta... la foto sopra è stata scattata da Arnold's tea, un posto a caso in cui sono entrata nell'Upper East side, dove mi hanno fatto assaggiare tè ai mirtilli con latte ed eggnog (il Vov, per intenderci). Stordita da tanta bontà, sono tornata a casa con un'enorme busta di tè al cioccolato (oh si, avete letto bene). 


Altra prelibatezza (haha) locale che volevo provare: il kale. New York è impazzita per questo ortaggio, che credo di aver capito sia una sorta di verza o di cavolo. Alla fine della settimana, stremata dalle schifezze, sono andata in questo posto proprio dietro il mio hotel per provare il Kale, che mi hanno servito con tofu, patate dolci e altre verdure crude. Come sempre, gli americani esagerano. E' semplice verza, non sa di niente.


Schifezza da turista che non avevo mai provato: Bubba Gump in Times Square. Pasta con formaggio fuso e pane grattugiato fritto (credo) .Tempo medio di digeribilità: 5 ore.


Adoro entrare in tutti i CVS  e Duane Reade (delle sorta di negozi venditutto, dal cibo alla profumeria alla farmacia) e guardare i frigoriferi: 100 tipi di acqua, 10 tipi di latte (perché tutte quelle percentuali?!), 100 tipi di succhi. Scegliere è praticamente impossibile (io sempre: "Sorry sir, dove sta l'acqua normale?!"). Ho parlato con varie persone e ho capito che la loro ossessione per l'organico e il cibo da fattoria viene dal fatto che il cibo dei supermercati è pieno di OGM e ormoni, quindi le persone sono diventate molto più consapevoli di quello che mangiano (da qui l'ossessione per il Kale e le % di grasso obbligatorie sui prodotti alimentari, anche al bar).

Purtroppo non ho assaggiato il cronut, i miei amici del posto mi hanno sconsigliato di andare alla Dominique Ansel Bakery perché non lo avrei comunque trovato.



Uno sfizio che mi volevo togliere: andare da The Face Shop tra la 5th e la 33esima e provare le loro famosissime maschere coreane. Nelle foto, la maschera per le unghie e quella per le labbra (a quel punto avevo i crateri), ho tenuto per poi altre maschere nutrienti, di quelle che si stendono sul viso tipo lenzuolino. I prezzi partono dai 2 dollari, quindi ne ho volute prendere varie. Divertentissimo


Già che avevo con me l'abbigliamento da ginnastica, sono riuscita pure ad andare a fare una classe di Soulcycle ad Union Square. Presente la nuova moda del Soulcycle? A quanto pare sarebbe uno sport incredibile, gente che cambia quartiere apposta per stare visino alla palestra di Soulcycle più vicina, gente che venera lo sport come fosse una relligione... Ragazzi, è spinning. Spinning a lume di candela invece che con le luci accese, con musica hip hop e piccoli pesetti ai lati della bici che potete usare gli ultimi 10 minuti di lezione. A volte mi fa veramente ridere come gli americani credono di essersi inventati una grandissima novità mentre è semplicemente qualcosa che già esiste ma che ci vendono nel modo giusto. Comunque è stato faticosissimo, e andarci praticamente all'alba con -4 gradi non ha aiutato.


Amo New York per tante cose: la grande varietà di tutto, dal cibo, alla moda, al divertimento, alla stessa gente. Entrando in un bar o in un locale si percepisce subito che non è frequentato da un solo tipo di persona ma da tanti diversi. 
Ci sono così tante cose da provare, da assaggiare, da guardare. Fare shopping è un piacere, perché i commessi ti ascoltano veramente e ti aiutano (ok, sarà per le commissioni, ma comunque è meglio che in Italia). Da Sephora ho comprato di tutto perché le truccatrici mi hanno seguita, fatto mille domande, cercato di aiutarmi (shame on you Sephora Italia) e si sono dimostrate competenti persino con una cliente noiosa come me. 
Le persone nei negozi e per strada ti fanno sempre complimenti. Gli americani sono famosi per la loro gentilezza un po' stucchevole che in effetti a volte stanca, ma quante volte vi è capitato che qualcuno vi fermasse per strada per complimentarsi con voi per la vostra giacca o borsa? A New York mi è capitato mille volte, a Milano mi guarderebbero solo dalla testa ai piedi.

Ho adorato passare del tempo a New York!



4 commenti:

  1. beh alla fine sei riuscita a fare un sacco di cose, bel racconto! :)

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  2. ma quindi cosa ne pensi delle maschere? funzionano o no?
    grazie
    ciao

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    1. non ho ancora provato quelle per il viso, quella per le labbra è stata portentosa e quella per le unghie abbastanza inutile, o perlomeno la differenza non è visibile

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  3. wah, bellissima settimana mi sembra! Le maschere sembrano interessanti :) penso che alle abitudini alimentari americane non mi abituerei mai, per fortuna. Già in danimarca mi facevano impazzire con il latte 0,1 / 0,5 /1,2 / 2,4 e finalmente il 3,5 il latte come dovrebbe essere!

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